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IN OCCASIONE DEL 44° CONVEGNO DEI GIOVANI INDUSTRIALI A SANTA MARGHERITA LIGURE, QUALCHE IDEA PER IL NOSTRO TERRITORIO

Domani si apre a Santa Margherita Ligure un evento mediatico ed economico di portata nazionale: il Convegno dei Giovani Industriali. Un’occasione che si ripete da ormai 44 anni, ma che Santa Margherita Ligure e il Tigullio vivono quasi “di striscio”.

Il Convegno pone in evidenza alcune contraddizioni di fondo. Da tempo, infatti, si stigmatizza sempre come il nostro Paese sia senza speranza e senza futuro. Di conseguenza, anche nel nostro compensorio, le speranze di un “rilancio” sembrano ridursi al lumicino. Però i “gridi di allarme” locali troppo spesso restano lettera morta. Lo abbiamo visto in occasione di due recenti incontri, promossi a Chiavari dal quotidiano “Il Secolo XIX” e dalla Società Economica.

Eppure “dare speranza al futuro”, per il nostro territorio, potrebbe voler dire soprattutto ridare forza al mercato del lavoro, perché il rilancio economico potrebbe passare soprattutto da un nuovo impulso turistico e culturale del nostro patrimonio ambientale.

Esiste, infatti, un altro modo di intendere il “turismo” che non sia quello dello sfruttamento del territorio? Forse basterebbe imparare da certi nostri “padri”. E proprio perché abbiamo delle potenzialità nel nostro ambiente, dovremmo mettere in mostra maggiormente quelle doti che non sappiamo valorizzare appieno. Molto più comodo, invece, diventa “sfruttare” il territorio. Ma, a lungo andare, la gallina dalle uova d’oro muore. Eppure le ricette ci sono. Peccato che la nostra classe politica, in questi ultimi decenni, abbia pensato ad altro…

Oggi ci si chiede: esiste un “pool” di aziende disposte a investire in cultura e non soltanto in cemento?

Posto, infatti, che le grandi risorse da collocare in vetrina, per quanto riguarda il Tigullio, sono il territorio, l’ambiente, le tradizioni, le peculiarità artistiche e artigianali che hanno fatto grande (negli anni) la nostra realtà territoriale, riusciamo oggi a restituire, nella scala dei valori, quelle scelte culturali e sociali in grado di portare nuova linfa anche sul piano economico?

In questi ultimi tempi, con sempre maggior preoccupazione, abbiamo purtroppo assistito all’abdicazione di un “ruolo-guida” da parte degli enti pubblici (Regione e Comuni), i quali si sono chiusi a riccio limitando la loro azione a un ruolo subalterno, per non dire “passivo”, delegando ad altri soggetti l’uso meramente “speculativo” del territorio.

Prendiamo il caso di “Expo 2015”. Sinora si è dedicata un’attenzione spasmodica agli aspetti urbanistici, che hanno portato a quel crocevia di interessi economico-edilizi, piuttosto che a iniziative che dovranno tener conto dei cambiamenti “culturali” a cui stiamo assistendo.

Sono convinto che serva, invece, un discorso educativo basato su una cultura diversa, non appiattita sulle fantasie di una comunicazione pubblicitaria, ma legata alla grande partita della “green economy” che, in estrema sintesi, vuol dire sostenibilità ambientale e nuovi modelli sociali e di comportamento.

Ecco allora che appuntamenti come quello del Convegno dei Giovani Industriali e dell’Expo 2015 dovrebbero essere l’occasione per mettere in mostra quegli ingredienti legati alla “bellezza”, perché la ricchezza dell’Italia (e del Tigullio, di conseguenza) potrebbe offrire la grande occasione per ripartire.

Per far questo, dovremmo interpretare ogni evento nazionale come un momento di partecipazione collettiva in cui il Tigullio possa riconoscersi e arricchirsi: un’occasione per alzare la testa, per dare visibilità alle nostre tradizioni, alle creatività e alle innovazioni, oltre che alle grandi opportunità di comunicazione e di promozione di tanti soggetti turistici, economici e culturali che esistono nel nostro territorio, al fine di attrarre valore aggiunto attorno a una pluralità di interventi.

Cosa possiamo fare in concreto? Possiamo creare una sinergia tra operatori, organizzazioni, associazioni culturali in grado di organizzare eventi di qualità, per creare una varietà di attrazione per gli ospiti.

Sarebbe importante che le associazioni del Tigullio mettessero insieme idee, tempo, risorse umane e finanziamenti allo scopo di programmare una serie di iniziative culturali (mostre, concerti, visite guidate a particolari monumenti, ecc.) e ricreative non solo rivolte ai residenti, ma anche agli ospiti e agli ospiti stranieri.

Ma per far questo è necessario creare un tavolo di confronto permanente dove porre e risolvere i problemi, condividere idee e progetti, coordinare le attività in modo da non sprecare risorse umane. In pratica, intraprendere una strada che possa fare da trait d’union con il tavolo istituzionale.

Ciò che conta è rifuggire dalla seduttiva routine dello “status quo”, soprattutto “osare per innovarsi”.

Ci sono, oggi, le condizioni politiche, economiche e culturali per tentare questo rilancio?

Marco Delpino

Presidente di “Tigulliana”