Francesco Molinari è rimasto al 14° posto con 212 colpi (69 71 72, +2) dopo il terzo giro del 114° US Open, il secondo major stagionale che si sta svolgendo sul percorso numero 2 (par 70) del Pinehurst Resort, al Village of Pinehurst nel North Carolina.
Ha mantenuto il comando il tedesco Martin Kaymer con 202 (65 65 72, -8) e, pure se il suo ritmo si è notevolmente ridotto rispetto all’andatura record precedente, potrà iniziare il turno conclusivo con cinque colpi di margine su Rickie Fowler e su Erik Compton (207, -3).
Questi ultimi sono stati protagonisti della giornata realizzando entrambi un 67 (-3), miglior score parziale e unico sotto par, rimontando dodici posizioni in un giro complicato in cui il campo ha creato problemi a tutti, tanto che solo altri cinque giocatori hanno terminato nel 70 del par. Tra costoro Dustin Johnson e lo svedese Henrik Stenson, quarti con 208 (-2) e ancora con qualche piccola speranza di agganciare il leader. Non ne hanno probabilmente più Brandt Snedeker, sesto con 209 (-1), Matt Kuchar, Brooks Koepka e Kevin Na, settimi con 210 (par).
Ha perso qualcosa Adam Scott, da 14° a 16° con 213 (+3), e in teoria la sua leadership mondiale è a rischio. Infatti Stenson potrebbe salire sul trono con un successo qualora l’australiano non riuscisse a terminare tra i primi quattro, ma l’eventualità appare molto remota. Stesso punteggio di Scott anche per il nordirlandese Rory McIlroy e per l’australiano Jason Day, mentre per altri concorrenti che nutrivano ambizioni diverse resta solo la possibilità di acquisire una posizione di classifica meno penalizzante, Ci riferiamo a Keegan Bradley, Steve Stricher e all’inglese Ian Poulter, 23.i con 214 (+4), a Phil Mickelson, 30° con 215 (+5) e per il quale l’US Open rimane stregato, allo spagnolo Sergio Garcia, 35° con 216 (+6), a Zach Johnson e al nordirlandese Graeme McDowell, 42.i con 217 (+7), all’inglese Paul Casey, 51° con 219,+9), e al sudafricano Louis Oosthuizen, 61° con 222 (+12).
Avvio complicato per Kaymer con tre bogey sulle prime sei buche, ma ha avuto il merito di annullarli parzialmente con un eagle alla buca 5. Ha perso altro terreno con bogey alla 13ª e alla 15ª, poi ha ridato consistenza al suo vantaggio con un birdie a chiudere per il 72 (+2).
“Non ho giocato bene – ha detto – come nei primi due giri, comunque ho tenuto. Le bandiere erano veramente in posizioni difficili e forse l’unica abbordabile era quella sulla buca 18 e, per mia fortuna, sono riuscito ad approfittarne. Ho eseguito alcuni brutti colpi sulla prima metà del tracciato e li ho pagati ogni volta soltanto con il bogey e questo è stato un aspetto positivo. Sono comunque soddisfatto: un punteggio di otto colpi sotto par è assolutamente buono”.
Quasi incredibile, con un percorso così ostico, il 67 di Fowler e di Compton. Il primo ha segnato cinque birdie e due bogey, il secondo ha seguito una strada più tortuosa, ma egualmente efficace, con un eagle, cinque birdie e quattro bogey.
Anche per Molinari (72 colpi) la partenza non è stata delle migliori e, come nei giri precedenti, è andato subito sopra par perdendo tre colpi in sette buche con quattro bogey e a fronte di un solo birdie. Calma e pazienza sono state le armi migliori per recuperare un prezioso colpo nel rientro (due birdie e un bogey).
E’ uscito al taglio, caduto a 145 (+5), Andrea Pavan, 89° con 147 (75 72, +7). Era al suo primo major e sicuramente ne ha tratto un’esperienza positiva e utile per il futuro. Il montepremi è di 8.000.000 di dollari con prima moneta di 1.440.000 dollari.






