
C’è una domanda che viene posta di frequente a chi lavora in campionati monomarca come la Gp2 Series: se tutti i piloti scendono in pista con monoposto e motori identici, avendo a disposizione le stesso numero di pneumatici, quali siano i fronti su cui una squadra ed un pilota possono fare la differenza?
E giusto collocare al primo posto il talento del pilota. Le categorie propedeutiche, dal kart alla GP2, hanno come obiettivo finale quello di valorizzare e promuovere i giovani più meritevoli, ed il regolamento tecnico tiene particolarmente conto di questo aspetto.
Ma non bisogna mai scordarsi che i piloti sono dei ragazzi, spesso giovanissimi. E se è vero che in un campionato di alto livello come la Gp2 le squadre e gli stessi piloti hanno già alle spalle dei curricula significativi, non vuol dire che tutti possano rendere al massimo in ogni contesto e situazione.
La vittoria ottenuta domenica da Johnny Cecotto Jr. sul circuito Red Bull Ring, è arrivata grazie ad una condotta di gara impeccabile del pilota venezuelano ed al rendimento ottimale della monoposto gestita dallo staff tecnico Trident.
Ma per riuscire a prevalere in un contesto così competitivo, non bastano solo le abilità specifiche. Serve un feeling particolare, un legame che si comincia a creare nei primi test pre-campionato e che si cementa gara dopo gara.
«Quando lo scorso inverno ho deciso che sarei tornato in pista con la Trident – ha commentato Cecotto – nella mia scelta ha pesato molto l’ambiente umano che avrei trovato nella squadra. Ho corso in team di tante nazionalità europee, e per quella che è stata la mia esperienza, devo dire che lo spirito che ho trovato in questa squadra è particolare. Vuol dire capirsi al volo, focalizzare un problema con uno sguardo, e soprattutto avere reciproca fiducia umana e professionale. A scendere in pista è sempre il pilota, ma questi ragazzi sono così motivati da farti sentire la loro spinta anche quando sei da solo al volante della vettura. Credo che se ogni pilota ha un squadra con la quale riesce a rendere al cento per cento, per me questo team è Trident».
I risultati stanno dando ragione sia a Johnny che ai tecnici della squadra di Maurizio Salvadori. Dopo la sfortunata prova d’apertura stagionale in Bahrain, Cecotto e Trident hanno terminato tutte le successive sei gare nella top-6, cogliendo due successi ed accumulando complessivamente 76 punti.
Una quota che colloca il pilota venezuelano al terzo posto nella classifica generale riservata ai piloti. Grazie anche al contributo di Sergio Canamasas, che nel solo weekend di Montecarlo ha conquistato ventidue punti, il team Trident occupa attualmente la terza posizione anche nella graduatoria riservata alle squadre. (R.C.)







