
Ancora una volta grande spettacolo per la palla elastica (pallonetto o “balètta”) in quel di Sant’Agata di Oneglia.
Siamo al terzo appuntamento stagionale “on the road” o meglio “pe’ e ciàsse e pe’ i caruggi”, dopo Borgomaro e Villa Viani. Al corto, in salita, Sant’Agata è ormai il più classico, alla sesta edizione del nuovo corso, voluto dagli appassionati organizzatori locali. Si devono ringraziare figure come Luca Mela, protagonista a vario titolo, Riccardo Mela, il gran cerimoniere della palla elastica Antonio Mela ed i tanti esperti giocatori che si prestano all’arbitraggio ed al controllo del difficile campo ove fa giurisprudenza il regolamento locale. Dunque 28 e 29 giugno, clima ancora buono, non il solleone di luglio. In ogni caso il calor bianco si è visto tra asfalto, ringhiere, porte e intonaci secolari. 13 squadre in campo, come nell’edizione precedente. Mancava qualche protagonista della nostrana pallapugno, impegnato in altre sedi, ma lo spettacolo non ne ha risentito. Gran battaglia dunque nei gironi eliminatori, con risultati spesso abbastanza netti. Tra i tanti ne fa le spese proprio l’organizzatore Luca Mela, che riporta un danno al braccio destro in un’azione di gioco e deve abbandonare la tenzone. Peccato, ma qui non si scherza affatto. Notevole già la tensione nei quarti di finale. Spicca, fra gli altri, il comportamento di giocatori di esperienza e spessore come Giuse Barla, Ernesto “Chicco” Giudice e Roberto Acquarone. Le squadre di Matteo Martini e del sempiterno Balestra vincono a man bassa, mentre Chiapello suda contro Barla e Roberto Bernardi non ce l’ha facile contro Claudio Semeria. Siamo già ai grandi protagonisti della sferistica locale. Ed infatti le semifinali non tradiscono le aspettative. Davvero spettacolare, da fiato sospeso, quella tra Matteo Martini, Diego Arrigo e Luca Arrigo di fronte a Roberto Bernardi, Massimiliano Mela e Luca Lepri. Come dire “media valle Impero contro Sant’Agata”. Grandi giocate, dunque, merito di Bernardi e Mela che si alternano alla battuta così come di un leonino Matteo Martini, il solito matador, il quale però non ha fortuna, dato che si arriva al punto decisivo sul 4 pari e 40 pari. Decide, autorevolmente, Luca Lepri, da sempre uno dei più passionali della sferistica imperiese. Nella parte bassa del tabellone, inizia a brillare l’astro di giornata, quello di Paolo Chiapello, in parte pilotato da un vitaminico Marco Sasso. Uno che su questo campo ci sa fare, un enfant du pays. Chiapello parte bene, ma di fronte batte Balestra. Uno che sa molto della palla leggera. E lo mette in pratica. Batte sempre lui, pur avendo in squadra un giocatore polivalente come Filippo Guasco, ben coadiuvato da Giampiero Forte. Sono due di Lingueglietta, due che hanno imparato l’arte del gioco a carambola stretta. Insomma, 3 a 2 per Chiapello e soci, ma sprint finale del battitore pontedassino e 5 a 2 finale. Notevole, davvero notevole, la sfida tra Balestra con le battute misuratissime e Chiapello con il suo sinistro, mano in realtà non prevalente. Non manca la tensione, con qualche ratella (litigata) invero apprezzata da un pubblico memore di ben altri scambi verbali.
La sfida per il terzo posto è tutt’altro che onorifica. Se la danno di santa ragione e la spunta ancora Balestra su Martini per 3 a 2. Tanta roba. Non finisce qui. È ancora vivo il ricordo delle semifinali che già incombe una finale da brividi. Il pubblico non si distrae più, ma rimane appollaiato ad ogni angolo per vedere uno scontro di titani: la terna locale di Bernardi, Mela e Lepri contro Chiapello, Silvano Anfossi e quel Marco Sasso che è altro figlio di Sant’Agata. C’è chi si scusa con l’amico, con il parente, “dovendo” o “volendo” tenere per l’uno o per l’altro. Alla fine però vince la balètta. In ogni caso. Perché Bernardi batte bene ed alla fine farà un solo fallo sulla casa di fronte. Perché Bernardi batte attaccato al muro della risposta. Perché Chiapello risponde da par suo, da ogni parte. Perché Marco Sasso schiuma di rabbia e inforca violente ribattute. Perché Bernardi e Chiapello scambiano la palla da una parte all’altra del campo, senza vedere l’avversario, sfidando comignoli, tetti e volatili di passaggio loro malgrado. Perché, infine, il gioco dei terzini vede Lepri e Mela a fil di spada di fronte ad un immarcescibile Silvano Anfossi che spesso e volentieri si immola sul selciato. I rivoli di sangue scorrono sulla storica via del pallone di Sant’Agata ed alla fine trionfano Chiapello, Sasso ed Anfossi. Una battuta in ciello dell’alfiere di Pontedassio è il segno del finale 5-3. Un lungo applauso chiude la contesa. Un applauso che rompe un silenzio solo spaccato dal ciocco della palla presa a pugni. È premiazione allora. E in questo caso bisogna ricordare i numerosi sponsor, con la collaborazione di Silvano Anfossi e Filippo Guasco nonché l’organizzazione particolare della STC Sant’Agata. Sponsor della manifestazione sono stati il Frantoio di Sant’Agata di Oneglia, Armeria Sasso e Tegon, Vezza s.p.a., Le 2 mele, Banca d’Alba, Linea Mediterranea Carli, ENG Elettrica Impianti Elettrici, Frantoio Venturino, Frantoio Merano, Frantoio Ramoino Franco, Provincia di Imperia, Camera di Commercio di Imperia, Centro Sport di Acquarone, Distributore di carburante “Paolo Dulbecco”, Banca Passadore, Comune di Imperia, Concessionaria Citroen, Mac Donald’s di San Remo e Ventimiglia, Schenardi Sport, Poggio dei Gorleri, Ingrosso frutta e verdura “Imperia Frutta”, Grafiche Amadeo C.S.O., Videoservice, Cose Casa di Cucala e Ristorante “U Nustromu” di San Lorenzo al Mare.
Premiazione, come detto. Lungo, eterno, momento di silenzio nel ricordo del grande Bruno “Pelleossa” a cui è intitolato il torneo ed ai giocatori che hanno visto la partita dal cielo. Premi per tutti, con menzioni particolari ai giovani, tra cui spicca la promessa Jacopo Guasco e per i sempre giovani, come Antonio Mela e Claudio Balestra. Premio in memoria di Enrico Mela per il miglior giocatore, manco a dirlo, Paolo Chiapello. E poi tutti a cena, grazie ai cuochi Sergio, Giovanni, Gianni, Augusto & Rosa. Prossimo appuntamento, immancabile, la piazza di Moltedo, 19 e 20 luglio. Ci saremo.






