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Comitato Precari Liguri della Scuola

Rimandare i TFA per ridefinirne i numeri

"Gli ex giovani docenti abilitati SSIS, ancora in cerca di lavoro
stabile"

http://www.orizzontescuola.it/node/23210


In questo comunicato il Comitato Precari Liguri della scuola
esplicita un problema (numeri per i Tirocini Formativi Attivi – TFA
non orientati all'assorbimento lavorativo dei futuri abilitati) e si
avanza una ragionevole soluzione.


Nel clima di giovanilismo che comprendiamo benissimo perché la
scuola ha bisogno di gente giovane che, tuttavia, è stata tagliata
dalla terna Gelmini/Tremonti/Brunetta, occorre osservare se ci sia
coerenza con quanto affermato essere nelle intenzioni del Governo
Monti/Profumo e quanto si va a concretare.

Occorre prendere atto degli errori del passato, per evitare di
ricadere negli stessi ("errare umanum est, perseverare est
diabolicum") e l'indagine dell'Università di Genova
(http://www.orizzontescuola.it/node/23210) mostra un punto dolente.

I fatti dimostrano che le Graduatorie ad Esaurimento sono oggi in
maggioranza occupate dai docenti abilitati SSIS (percorso formativo
di 5+2= 7 anni), cioe' da quei giovani di 10 anni fa che dal 2000 al
2008, per nove cicli e complessivi 180.000 persone circa, hanno
frequentato i corsi di specializzazione banditi dalle Università.

I numeri dimostrano che cio' che le Università hanno bandito in
passato non e' mai stato seriamente mediato cogli Uffici Scolastici
Territoriali o potato dal MIUR e, quindi, i numeri promossi dalle
Università sono stati costruiti in base a logiche interne e non in
funzione delle esigenze monitorate dagli uffici scolastici.

Ci si poteva infine aspettare che i numeri dei bandi del TFA (che
implementa il modello di formazione iniziale degli insegnanti 3+2+1=
6 anni) maturassero alla luce di questa esperienza e invece sembrano
ancora una volta partoriti all'ombra delle esigenze delle
Università, di cui questa proposta si vuole tuttavia fare carico.

Non si spiegherebbero altrimenti tutti quei posti banditi per
disegno tecnico, diritto, tecnologie, storia dell'arte e altre
classi di concorso che non trovano spazio concreto di possibile
assorbimento in alcuna provincia italiana.

Si prospetta un altro decennio, questo è il tempo di reazione
legislativo/ministeriale, nel quale i numeri dei bandi saranno
ancora dettati dalle esigenze delle Università e non dalla reale
disponibilità di posti di lavoro.

La soluzione per salvare capra e cavoli (accettabile speranza di
assunzione e sostenibilità didattico/finanziaria da parte delle
Università dei corsi banditi) è la seguente:

-) si bandiscano posti per le effettive esigenze dei territori, con
un monitoraggio su base nazionale che analizzi le allocazioni
geografiche delle Università erogatrici dei titoli in funzione delle
esigenze certificate nei territori sui quali le Università medesime
insistono. Evidentemente tali numeri dovranno considerare la
numerosità e la tipologia degli abilitati presenti nelle Graduatorie
ad Esaurimento sul territorio.

-) si aggiungano, per quelle classi di concorso bandite, tanti posti
"soprannumerari, quanto basta" che garantiscano la sostenibilità del
corso da parte dell'Università, consentendo l'accesso a questi posti
a persone già iscritte nelle Graduatore ad Esaurimento.

In questo modo si otterranno i seguenti effetti

-): le persone pluriabilitate non ingrosseranno il numero degli
aspiranti insegnanti (essendo già iscritte alle Graduatorie ad
esaurimento), al contrario saranno più duttili e
allocabili/riallocabili secondo le esigenze degli alunni e gli
indirizzi da questi richiesti.

-) le Università si garantiranno numeri adeguati alle esigenze
organizzative e alla sostenibilità finanziaria dei corsi medesimi.

-) i giovani che si abiliteranno troveranno *davvero* posto di
lavoro.

Un'assenza di risposta motivata su questo tema e/o comportamenti
coerenti conseguenti, sarà giudicata come grave carenza
argomentativa e dialettica.


Comitato Precari Liguri della Scuola
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