Revisione dell’aliquota unica di addizionale comunale Irpef, pressing per la riforma del catasto, società partecipate, sostegno all’occupazione e turismo: queste le voci principali del “pacchetto” di ordini del giorno ed emendamenti collegati, tutti respinti dalla giunta, presentati nella Sala Rossa di Palazzo Tursi da Alfonso Gioia, capogruppo dell’UdC in Comune a Genova.
«Aver respinto i nostri ordini del giorno – spiega Gioia – è il chiaro segnale che non ci sia volontà politica di prendere un imperio serio su alcuni temi critici per la città. Le nostre erano proposte di buon senso che avevano come obiettivo la razionalizzazione delle voci a bilancio puntando sull’implementazione della vocazione turistica della nostra città da un lato e dall’altro a sostegno delle famiglie, prevedendo in primis l’introduzione del sistema di aliquota dell’addizionale comunale dell’Irpef, oggi applicata al massimo consentito dello 0,8 per mille. Per andare incontro alle famiglie, specie quelle che si poggiano su redditi da lavoro dipendente o composte da pensionati – categorie sociali che di più hanno risentito della crisi economica – abbiamo ritenuto opportuno prevedere scaglioni progressivi per l’addizionale comunale Irpef partendo dall’esenzione totale per i contribuenti con reddito fino ai 10 mila euro e l’attuale 0,8 per mille applicato solo ai redditi superiori ai 75 mila euro.
Sempre nell’ottica di una più equa tassazione misurata sulle reali possibilità delle famiglie, abbiamo chiesto che il Comune si attivasse presso le sedi competenti, da qui a fine anno, per una revisione complessiva del catasto che oggi vede a Genova una sperequazione sulle categorie A1, immobili di lusso che costituirebbero il 7% degli immobili dell’intero Paese. Una classificazione evidentemente superata e non in linea con le reali quotazioni di mercato di gran parte delle abitazioni genovesi. Rivedere l’attuale classificazione è indispensabile soprattutto in vista dell’applicazione, già pesante, di Iuc e Imu che finirebbero per essere pagate in modo iniquo da molte famiglie genovesi».
Sul tema delle partecipate, il capogruppo dell’UdC ha chiesto in un ordine del giorno di “avviare una pianificazione della spesa necessaria, in vista della città metropolitana, per mantenere e implementare la scuola di formazione Themis”. «A fronte di una spesa tutto sommato contenuta di personale per 90 mila euro annui – spiega Gioia – il mantenimento di Themis in vista della creazione della nuova area vasta consentirebbe all’ente di svolgere un ruolo fondamentale nella formazione, competenza già svolta dalla Provincia». Sul piano delle dismissioni delle partecipate, l’Udc ha proposto “la cessione di tutte le Farmacie Comunali e l’istruzione insieme alla Regione di un piano di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali e delle professionalità”. «È evidente che le Farmacie comunali – commenta Gioia – non svolgano un servizio pubblico necessario alla collettività».
Per implementare il turismo, la cui importanza è testimoniata dal peso sul Pil nazionale per il 7% e 2 milioni di occupati complessivi, l’Udc aveva proposto: «La riduzione del 50% dell’attuale tariffa Volabus in linea con i prezzi dello stesso servizio in altre città – commenta Gioia – l’istituzione di 5 borse lavoro nel turismo per favorire l’occupazione nel comparto e un miglioramento del decoro urbano, implementando le risorse destinate alla derattizzazione se non vogliamo trasformare Genova nella città dei topolini di Stuart Little». Nel pacchetto di emendamenti respinti dalla giunta e proposti dal gruppo UdC anche la richiesta di una dotazione finanziaria alle imprese dell’artigianato – a quota zero nel bilancio previsionale del Comune – 1 milione di risorse aggiuntive alle associazioni sportive come strumento di inclusione sociale, di 600 mila euro per progetti-vacanze per disabili gravi, 1 milione per il sostegno all’occupazione giovanile, attraverso anche l’istituzione delle borse-lavoro nel turismo».






