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Edoardo Rixi

«Quando sarò eletto sindaco chiuderò il contratto con Equitalia». Questo
l'annuncio  di Edoardo Rixi, candidato sindaco di Genova della Lega Nord
sostenuto dalla lista civica "La Nostra Genova".
Rixi oggi ha partecipato al "Genova flashmob N.5" (al link:
http://www.youtube.com/watch?v=CqCBwRWa87E&feature=youtu.be) davanti alla
sede di Equitalia in via D'Annunzio.
«La legge 166 del settembre 2011 – spiega Rixi – consente ai Comuni di non
utilizzare Equitalia, società creata da Agenzia delle entrate e da Inps
per la riscossione nazionale dei tributi. Equitalia ha mostrato in questi
anni che la riscossione è "cosa da sceriffi": quanti cittadini si sono
visti pignorare le auto e le case per debiti minimi con l'erario? In un
momento di difficoltà per le famiglie, mentre il governo Monti con
l'accordo di Pd (Doria), Pdl (Vinai), Udc (Musso) inventa una tassa al
giorno, questo sistema è diventato ancora più odioso. Non solo: ogni
Comune paga un balzello di 6 euro a cittadino a Equitalia. Una spesa
enorme a fronte di un "servizio" che molto spesso assomiglia a quello
degli usurai. Un "servizio" svolto senza tenere conto delle situazioni
delle famiglie e delle imprese, con il principio che ogni cittadino è un
evasore. Il Comune potrebbe svolgere in house l'attività di riscossione
impiegando personale di certe partecipate che, a oggi, è sottoimpiegato.
Se moltiplichiamo il risparmio di 6 euro, oggi spesi per foraggiare
Equitalia, per i circa 600mila abitanti, il Comune di Genova avrebbe
maggiori risorse da destinare ai servizi sociali».