L’Associazione Internazionale “Amici del Monte di Portofino” ringrazia innanzi tutto l’Amministrazione di S. Margherita Ligure per aver consentito ai Cittadini di poter esprimere, nel corso della serata di venerdì 19 settembre, sia pur in tre minuti, la propria opinione.
Per chi ama la libertà e il confronto, ciò rappresenta un pur timido tentativo di dialogo e di partecipazione, dopo anni di censure e di bavagli finalizzati a impedire la libera opinione di chi non era in linea con il Potere dominante.
Il sodalizio, fondato da Ardito Desio 45 anni fa e attualmente presieduto dal giornalista e scrittore Raffaello Uboldi, che conta 247 iscritti in Liguria, di cui 126 Sammargheritesi (meglio: 108 residenti e 18 proprietari di seconde case), ha sottoscritto e condiviso le osservazioni tecniche presentate a suo tempo con altre realtà del territorio.
Nel ricordare che tre anni e mezzo fa una petizione di 3.400 Cittadini impedì la realizzazione di un progetto che qualcuno aveva esaltato come una “manna” caduta dal cielo, si rimarca come un “referendum” popolare potrebbe rappresentare la vera formula di partecipazione compiuta.
Ma prima sarebbe opportuno sciogliere i dubbi di carattere giuridico riguardo all’ammissibilità dei due progetti al cosiddetto “Decreto Burlando”.
Questo perché un quesito, inoltrato lo scorso febbraio all’Autorità di Vigilanza (e sbandierato quasi come un “nulla osta”, ha dimostrato invece come detta Autorità non fosse affatto “competente” non potendo (si legge nel breve documento pervenuto) “essere fornita alcuna assistenza giuridica sul caso specifico”.
Per contro, alcune recenti sentenze (tra cui una del Consiglio di Stato), per casi analoghi, recitano che: “la pianificazione pubblica deve essere preminente (cioè venire prima) di qualsiasi pur legittimo intervento privato”.
Sempre le stesse sentenze stabiliscono inoltre che i progetti dei privati devono essere valutati in base agli strumenti urbanistici attuati in via definitiva. Non prima.
Nel nostro caso, il PUC è ancora in fase preliminare.
La questione potrebbe dar vita a un contenzioso giuridico che rischierebbe di bloccare, sul porto, ogni futura iniziativa.
Da qui l’invito al Comune a riprendere le redini della situazione e assumere decisamente un ruolo da “protagonista” e non da “suddito”.
Un “ruolo-guida” per decidere davvero – d’intesa con le categorie interessate, gli operatori, i Cittadini – il futuro del territorio, senza alcun condizionamento derivante da scelte privatistiche e immobiliari di cui potremmo pentirci.
Il Consiglio Direttivo
dell’Associazione Internazionale
“Amici del Monte di Portofino”






