Il commento
Lo stadio presenta tanti, troppi, vuoti, se per assistere a partite della seconda in classifica, la squadra più titolata al mondo, c'è così poca gente, allora la crisi del calcio italiano si fa davvero preoccupante.
Il Milan prova a rimanere attaccato alla Juve, di fronte c'è il Genoa, reduce dall'incubo di domenica scorsa con la contestazione dei tifosi culminata nella consegna delle maglie perchè indegni di indossarle, e con la novità De Canio in panchina.
Allegri schiera El Shaarawy al fianco di Ibra mentre lascia Cassano e Boateng in panchina.
Milan (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Yepes, Nesta, Antonini (35' st Maxi Lopez); Nocerino Van Bommel (5' st Boateng), Muntari; Emanuelson; Ibrahimovic, El Shaarawy (5' st Cassano ). A disp: Amelia, Mesbah, Aquilani, Gattuso. All.: Allegri
Genoa (4-4-2): Frey; Sculli (31' st Alhassan), Granqvist, Kaladze, Moretti; Birsa (24' st Carvalho, Kucka, Belluschi (35' st Veloso), Biondini, Jankovic; Palacio A disp.: Lupatelli, Jorquera, Gilardino, Ze Eduardo. All.: De Canio
Arbitro : Gervasoni
L'approccio al match dei rossoneri è però davvero pessimo la squadra sembra svuotata , senza energie, senza idee, lenta ed impacciata, con la sfera che gira con una lentezza disarmante e tante prevedibilità.
E' così fin troppo facile per i liguri controllare e soffrire pochissimo, semmai manca un po' di coraggio nel proporsi in avanti, nei primi minuti un tiro di un attaccante è stoppato in area rossonera ai limiti della regolarità.
La produzione offensiva dei rossoneri nel primo tempo è tutta in un tiro alto di Muntari, e in un paio di salvataggi in extremis dei difensori rossoblu su Ibra solo nell'area piccola.
Bastano 5 minuti della ripresa per convincere Allegri ad inserire Cassano e Boateng per uno spento El Shaarawy ed un incerto Van Bommel e le cose cambiano, magari non tantissimo ma a sufficienza per far vedere qualche occasione.
Ci prova con una gran botta dentro l'area Ibra, risponde da par suo Fey che vola a respingere, poi è Boateng a prendesela comoda nel tentativo di coordinarsi a cercare il gol da applausi permettendo il recupero di Biondini.
Ora Il Genoa difende troppo basso e quasi mai prova ad offendere, quando sono evidenti le voragini lasciate dai rossoneri nel tentativo di cercare il vantaggio.
Sembra fatta quando Ibra addomestica un bel cross di Abate per l'accorrente Emanuelson, ma il suo tiro è deviato in corner, poco dopo a 20 minuti dal termine, Jankovic si prende il secondo giallo e lascia il terreno di gioco inguaiando i suoi.
Si mangia un gol fatto Yepes che calcia debolmente permettendo a Frey di respingere di piede, ci prova anche Cassano con una sberla da fuori che termina a lato di pochissimo.
Quando, dopo il vantaggio della Juve a Cesena, sembra finita, Emanuelson si invoola sulla fascia sinistra e centra per Ibra, anticipato da un difensore, la sfera si impenna e giunge sul palo opposto dove è appostato Boateng che controlla, avanza e fulmina Frey da due passi, Milan in vantaggio e vittoria in cassaforte.
I rossoneri vincono dando però la sensazione di non esserci nè con la testa , nè con le gambe, la squadra pare svuotata di motivazioni, smarrita ed incapace di credere in un impresa che pare sempre più fuori portata.
Il Genoa ha il torto di pensare in piccolo, di accontentarsi di un punto quando credendendoci ed osando di più avrebbe potuto anche vincere, fortuna che anche il Lecce ha perso.
I migliori: nel Milan Yepes e Muntari, nel Genoa Birsa e Frey.
E' tempo di tornare, sulle note delle radio locali in tre ore siamo a casa, e domani è un altro giorno, anche il compleanno è volato via, il regalo è stato proprio piccino, ma …meglio che niente!!!
Giuseppe Floriano Bonanno






