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Pietra Ligure: parla Denise Negri

“Si Il Pietra Ligure ha finito anzitempo la stagione agonistica per il gioco dei turni di riposo, visto il ritiro della Val Steria. E termina anche la stagione agonistica, la prima ufficiale nel calcio a undici, per una delle superstiti.
"Si è conclusa una stagione negativa per il Pietra Ligure e la sottoscritta – commenta Denise Negro -. La squadra è andata come è andata, io mi rendo conto che potevo fare di più. A mia discolpa forse l'aver cominciato il calcio a undici qui. Se avessi fatto il mio esordio in una società più organizzata forse sarei a parlare di un bilancio diverso. Non è facile parlare con il senno di poi. Nessuna squadra, neanche la più disastrata, avrebbe potuto e dovuto finire nelle nostre condizioni, senza calciatrici e ridotta ai minimi termini. Se anche c'era una mezza intenzione di continuare da un'altra parte con l'esperienza del calcio a undici, ora sicuramente sono più orientata per il no. Con il Valleggia calcio a sette sono già impegnata per due sere alla settimana, se aggiungo gli allenamenti con una squadra a undici arrivo a cinque o sei serate impegnate. Neanche fossi una professionista. Direi che la mia esperienza con il calcio a undici è una parentesi chiusa. A inizio anno non doveva essere così, invece è diventato un impegno nel vero senso della parola. Non è bello per il calcio femminile, ma mi rendo conto che anche in questo sport contano i soldi. E se ne investono anche troppi tra affitto campi, divise, mezzi per le trasferte e iscrizione. Nel momento in cui ci troviamo diventa difficile sponsorizzare una società. Personalmente non mi è dispiaciuto il calcio a undici, forse in un'altra società avrei voluto continuare. Non ho mai trovato un ruolo durante l'anno e ancora adesso non ho capito cosa sono. Sono stata impiegata come punta unica e sulla fascia, ma a centrocampo, per quanto corro io, mi sento più utile".