«La festa del Lavoro è da anni entrata nel tritatutto delle celebrazioni
rituali soprattutto da parte della snistra e dei sindacati. Noi che siamo
un movimento davvero popolare, sappiamo invece che questa festa deve
essere ogni anno arricchita di nuovi contenuti, al di là del ricordo dello
sciopero generale e delle vittime di Chicago del 1886.
Oggi più che mai, il primo maggio assume un significato di rappresentanza
dei deboli e dei lavoratori, schiacciati da una politica brutale
dell'attuale governo voluto dalle banche e sostenuto da da Pdl, Pd, Udc (a
Genova rappresentati da Vinai, Doria e Musso). Quando i vertici di questi
partiti domani commemoreranno la festa del Lavoro sappiamo già che
useranno parole, parole, parole. Parole che non hanno nulla a che fare con
i fatti e con il loro voto parlamentare.
L'Italia è oggi schiacciata da sempre nuove tasse e gabelle, dagli
sceriffi di Equitalia e da una politica che spreme i cittadini e i
lavoratori senza offrire un'idea di futuro. L'unico modo per festeggiare
davvero il primo maggio è pretendere scelte di sviluppo economico, che
aiutino le imprese e i lavoratori, che portino alla diminuzione delle
tasse su chi produce e al taglio reale e non solo proclamato delle spese
di uno Stato borbonico e mastodontico che costa sempre di più e garantisce
sempre meno servizi.
A Genova in particolare la parola "lavoro" significa la difesa di un
tessuto imprenditoriale sempre più esausto a causa della crisi e della
chiusura di decine di piccole imprese e di centinaia di esercizi
commerciali. Il caso Fincantieri, con la salvaguardia dello stabilimento
di Sestri e della sua occupazione, è il vero banco di prova per tutti. Al
di là delle parole e dei riti. Solo in questa ottica e possibile dire:
viva il primo maggio!».
Edoardo Rixi, candidato sindaco di Genova della Lega Nord sostenuto dalla
lista civica "La Nostra Genova"






