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LOCALI DI GENOVA E LIGURIA

LUNEDI’ 7 MAGGIO NELL’AMBITO DELLA SETTIMANA DELLA CULTURA A NOVI LIGURE (AL) INAUGURATA , CON GRANDE PARTECIPAZIONE DI PUBBLICO , LA MOSTRA FOTOGRAFICA DI ELISABETTA GOGGI DEDICATA  AL COLLEGIO SAN GIORGIO. Inaugurata , con grande partecipazione di pubblico ,  a Novi Ligure (AL) ,  presso il foyer del Teatro Marenco  di Novi Ligure , la mostra  fotografica “Collegio San Giorgio” della fotografa Elisabetta Goggi. E’ stato presentato anche il bel volume  edito da Liberodiscrivere edizioni di Genova , rappresentata dall’ editore Arch Antonello Cassan.  Si sono susseguiti gli interventi di presentazione dll’autrice , di Don Erasmo Magarotto (ex preside del Collegio) , dell'Assessore cittadino alla cultura Simone Tedeschi, del professor Bruno Soro, ex allievo, dell'Università di Genova e dall'architetto Giorgio Simi di Novi. Il testo critico è stato redatto dal professore Ettore Bonessio di Terzet dell'Università di GenovaII prestigioso e antico Collegio fu fondato all'inizio del secolo scorso da don Orione e destinato all'educazione e alla formazione di migliaia di allievi provenienti dalle zone del Basso piemonte e della Liguria. Le immagini realizzate da Elisabetta Goggi dopo la chiusura documentano lo stato di abbandono del nobile edificio di origini secentesche e contemporaneamente intendono sottolineare il vuoto che si è venuto a creare in città in ambito religioso, sociale e culturale. La precarietà delle strutture storiche e l’incertezza della sua destinazione fanno sì che sia importante mantenerne vivo il ricordo e l’interesse presso  l’opinione pubblica. ORARI DI APERTURA:Festivi e prefestivi: 16.30-19.00Domenica: 10.00-12.00; 16.30-19.00 ELISABETTA GOGGI. Con una passione genetica per la fotografia derivatale dal padre, Elisabetta Goggi ha realizzato i suoi primi scatti con una reflex. In principio si è occupata principalmente di reportages; dopo la laurea in storia dell’Arte, e il Dottorato di ricerca con una tesi sulla storia della fotografia, “Genova: l’idea di città attraverso dei fotografi tra la metà dell’Ottocento e gli inizi del Novecento”; ha seguito le lezioni di fotografia dell’Accademia Ligustica ed ha collaborato per due anni con una galleria d’arte di Genova, partecipando a diverse mostre. Il primo premio al concorso “Acqua e Ferro” l’ha indirizzata verso le foto di archeologia industriale, agraria e urbana, senza però farle trascurare altri temi, come il paesaggio e i riflessi.  INFORMAZIONIElisabetta Goggi: [email protected] ;  ; Comune di Novi Ligure www.comune.noviligure.al.it , Via Paolo Giacometti, 22  15067 Novi Ligure Alessandria ; Tel. 0143 7721 ——————————————————————————————————- PRESSO LA GALLERIA ‘ARTE ARTRÈ DI PIAZZA DELLE VIGNE LA COLLETTIVA DI SCULTURA, PITTURA E FOTOGRAFIA “EMPATIA NELL’ARTE”, A CURA DELL’ ARCH. BRUNA SOLINASPresso la galleria d’arte contemporanea Artré Gallery dell’Arch. Bruna Solinas in Piazza delle Vigne 28 rosso (tel. 010 2514448, 010 2465025; Internet: www.artregallery.it) mostra Empatia nell’Arte, collettiva di vari artisti tra scultura, pittura e fotografia. Partecipano all’esposizione, che è curata dalla stessa Bruna Solinas: Ruben Esposito, Stefano Grattarola, Maurizio Nazzaretto, Nicolò Paoli, Margherita Levo Rosenberg, Daniela Kalepyros, Lino Di Vinci, Gianluigi Brancaccio, Pino Rando, Oretta Cassisi, Rodolfo Vittone, Gianni Brunetti, Urs Luthi, Francesco Rojas, Barbara Fitipaldi, Gianna Ciao, Santino Mongiardino, Andrea De Marchi, Ginko, Anna Gugliandolo, Alberto Terrile, Luca Sturolo e Giuliana Traverso con il suo team “Donna Fotografa”. La mostra proseguirà sino a Giovedì 31 Maggio 2012. L’ingresso è libero. Orario: dal Martedì al Sabato dalle ore 15,30 alle ore 19,30. La Mostra Empatia nell’Arte, inoltre, andrà all'Ospedale Galliera nel reparto di Oncologia diretto dal Prof. Andrea De Censi e il suo meraviglioso team, per allietare la zona di attesa e i box, per la prima volta, dove vengono effettuate le terapie con immagini fotografiche che verranno donate al reparto.INFORMAZIONIArtrè GalleryPiazza delle Vigne 28 r16123 GenovaTel. 010 2514448Tel. 010 2465025 (recapito telefonico dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 13)Internet: www.artregallery.itE-mail: [email protected][email protected]——————————————————————————————————   AL VIA NELLE SCUOLE PRIMARIE DI CHIAVARI, A CURA DELL’ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI E PUBBLICA ISTRUZIONE COORDINATO DA VALERIA LEONI, IL PROGETTO “LA SCHIENA IN CLASSE”, PER PREVENIRE NEI BAMBINI LE PATOLOGIE DEL MAL DI SCHIENA. È partito da pochissimi giorni, a cura dell’assessorato ai Servizi Sociali e alla Pubblica Istruzione del Comune di Chiavari, coordinato dall’assessore Dott. Valeria Leoni (nella foto), l’interessante progetto “La Schiena in Classe”. L’iniziativa coinvolge la scuola primaria di Caperana, in Via Parma 182 e continuerà in tutte le scuole primarie di Chiavari: Ri Piani in Piazza Sanfront 33, Fara in Via Prandina 6, Mazzini in Piazza San Francesco 3, Sanpierdicanne in Via Sanpierdicanne 74, Solari in Salita De Scalzi 27. «Questo progetto – spiega la Dott. Valeria Leoni, che è anche primario di Fisioterapia dell’Asl 4 Chiavarese – si pone come fine la valutazione della schiena in età scolare, con lo scopo di individuare precocemente le alterazioni vertebrali (prevenzione primaria) e prevenire le deformità quali la scoliosi e la cifosi, che sono causa al mal di schiena nell’adulto. Una prima fase del progetto prevede la valutazione della schiena agli alunni di IV e V della scuola primaria (9 e 10 anni) sia maschi, sia femmine. Una seconda fase, invece, riguarderà la valutazione degli alunni, maschi e femmine, della I, II e III della scuola secondaria di primo grado (11-13 anni)». Il progetto prevede un incontro con gli insegnanti e gli esperti in patologie vertebrali e poi un incontro tra insegnanti, esperti e genitori, così da valutare l’adesione al progetto stesso con una scheda di consenso. La valutazione avverrà presso le palestre o luoghi idonei degli istituti scolastici sempre in presenza di un accompagnatore del minore, con un’indagine di I livello svolta da personale non medico ma esperto in patologie vertebrali e da un’indagine di II livello svolta da un medico esperto su indicazione del personale di I livello. Per ogni alunno visitato viene compilata una scheda anagrafica e annotati i dati sulla valutazione anteriore – laterale della schiena e sulla terapia consigliata, sia essa fisioterapica o correttiva (se per esempio si presenta un piede piatto si può richiedere un plantare, se c’è una differente lunghezza degli arti si può richiedere un rialzo). Il progetto prevede a seguito della valutazione tre indicazioni: nulla da segnalare; identificazione di un atteggiamento scoliotico; lieve alterazione vertebrale. In seguito a queste tre valutazioni i bambini potranno ricevere le seguenti indicazioni: per tutti attività fisica svolta presso la scuola da Personale specializzato, se possibile con la presenza della maestra, di 1 ora alla settimana per 6 settimane con ginnastica posturale e vertebrale; corsi più specifici di ginnastica vertebrale con 4-5 partecipanti che vengono svolti, sempre su iniziativa dell’Assessorato, presso il Palazzetto dello sport di Chiavari, al costo di 30 euro per 10 sedute; valutazione medica specialistica di secondo livello per un eventuale approfondimento diagnostico con esami specifici e/ o controllo a distanza di 6 o 12 mesi. In quest’ultimo caso verrà fissato l’appuntamento per la visita da parte del Personale valutatore con il Responsabile del progetto. «Il Comune di Chiavari – osserva la Dott. Leoni – da anni ha intrapreso iniziative per prevenire il mal di schiena, evitando così l’isolamento sociale e l’astensione dal lavoro dei propri cittadini. In questa fase del progetto l’Assessorato si vuole rivolgere ai propri cittadini più giovani, prevenendo le alterazioni vertebrali che, se non individuate e trattate, possono portare in età adulta a deviazioni vertebrali permanenti e al mal di schiena». Secondo gli studi, i soggetti che presentano deviazioni vertebrali che richiedono la visita del medico specialista sono dal 5 al 10%. Gli altri casi presentano delle alterazioni vertebrali dovute a posture sbagliate (atteggiamento scoliotico) che possono essere corretti con un’adeguata ginnastica vertebrale e una corretta postura da seduto, durante le ore di studio o evitando carichi eccessivi sulla schiena.  INFORMAZIONIDott. Valeria LeoniAssessorato ai Servizi Sociali, Sanità e Pubblica IstruzionePalazzo Comunale 1º piano – Tel. 0185 365206E-mail: [email protected]
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    IL CENTRO SPORTIVO “MANLIO BIGONI” S.S.D. a r.l. FOLTZER SI DOTA DI UN SERVIZIO DI PODOLOGIA . Il Centro Sportico “Manlio Bigoni” S.S.D. a r.l. , conosciuto meglio come Piscine Foltzer, a Genova Certosa si dota dei servizi professionali di un rinomato Tecnico Podologo , la Dott . Elisa Scotto, . Le risposte tecnico professionali riguarderanno il trattamento podologico, onicopatie : unghie incarnite ipertrofiche; trattamentod elle verruche; trattamento delle micosi ungueali ; prevenzioni e medicazioni del piede diabetico; ortesi digitali protettive in silicone; prescrizione plantari ; esame podoscopico ; esame del paso computerizzato. Il servizio è su appuntamento : basta contattare la dott. Scotto al 3473548132 oppure il Lunedì e Mercoledì dalle 09.00 alle 12.00 presso il Centro Foltzer (Tel. 010 4694637 ; www.foltzer.it ) . “Intorno alla nostra attività di nuoto e fitness – ricorda Niccolo Lo Giudice , Presidente della Società Sportiva Valpoceverasca – stiamo organizzando tutta una serie di servizi per i nostri clienti cui assicuriamo professionalità e convenienza con l’obiettivo di una eccellenza cui costantemente miriamo la nostra opera”.  ——————————————————————————————————-A GENOVA SI PUÒ SCONFIGGERE L’ACQUAFOBIA. CENTINAIA DI PERSONE GRAZIE AI CORSI, SEMPRE PIÙ AGGIORNATI, DEL CENTRO SPORTIVO FOLTZER DI RIVAROLO HANNO RITROVATO LA PROPRIA DIMENSIONE IN ACQUA, SCONFIGGENDO UNA PAURA SUBDOLA CHE METTE IN CRISI IL RAPPORTO FRA INDIVIDUO E LIBERTÀ. TUTTI I GIORNI I CORSI DELL’ESPERTA MARINA CARDELLI. Storie di uomini e donne. Storie di una paura verso l’elemento naturale per eccellenza: l’acqua. Una fobia che porta nel proprio ventre, già di per sé, un paradosso, essendo l’acqua creatrice di vita sulla terra e nido di madre dai cui nascono i figli. L’acqua, appunto, è vita e provare una sensazione di disagio nei confronti di essa vuol dire non solo limitare la propria libertà, ma anche vivere male con sé stessi. Un limite reale che affligge il 5% della popolazione mondiale che ha paura, nello specifico, dell’immersione in acqua.Marina Cardelli conosce molto bene queste storie, questa realtà. Responsabile fitness in acqua e dei corsi nuoto per adulti dell’impianto sportivo Foltzer di Rivarolo (Piazza Emilio Guerra 1; Tel. 010 4694637; http://www.foltzer.biz/) è riuscita, grazie alla propria esperienza e professionalità, ma anche alla lungimirante ricettività del Presidente dell’impianto ponentino Nicolò Lo Giudice, a creare una rete di corsi specifici per adulti e bambini al fine di combattere i disagi con il mondo della acqua.<Ho iniziato a tenere questi corsi specifici per superare l’acquafobia nel 2002 – spiega la maestra – adesso che ricopro la carica di responsabile corsi fitness ho deciso di allargare ed espandere le lezioni, i risultati ottenuti mi stanno dando ragione. Adoperando una metodologia di insegnamento più personale, più individuale le persone trovano il coraggio di iscriversi. Ho studiato in Francia, a partire dal 2000, con un grande maestro come Paul Fernandez che teneva lezioni di aggiornamento sul mondo della acqua e sulle paure che può creare. In Italia, purtroppo, questi argomenti non sono trattati perché molte volte non si sa come affrontarli>.Il Centro Sportivo Foltzer è diventato uno dei centri nevralgici in Italia per il superamento dell’acquafobia, riscuotendo un grande successo suggellato dall’ampliamento del programma servizi e dal grande numero di iscritti. <Centinaia di persone, qui da noi, hanno superato le proprie paure – racconta il Presidente Nicolò Lo Giudice – abbiamo deciso di aumentare i corsi, visto il numero di iscritti. Da quando Marina è responsabile fitness, l’approccio empatico è diventato il fulcro dei nostri servizi che si differenziano da quelli comuni proprio per l’attenzione che riserviamo al singolo>. L’acquafobia, infatti, è una paura molto personale, legata a vicende traumatiche della vita e quindi, per essere superata, necessita di un trattamento del singolo particolare e complesso.<Sono sensazioni di disagio che sorgono da vicende passate – continua Cardelli – giochi stupidi, cadute improvvise in acqua, condizionamenti esterni o, nel peggiore dei casi, la morte per affogamento di un parente o un proprio caro. Così la persona si chiude e mette una barriera che lo separi dall’acqua concepita come nemico, come elemento avverso. La maggior parte degli individui non hanno paura dell’acqua, ma dell’immersione in essa. Questo genere di sensazioni crea una rottura fra l’uomo e la propria libertà>. Uno strappo che va ricucito con esercizi mirati a far capire a chi soffre di queste paure che l’acqua è un elemento accogliente che può essere affrontato in modo naturale con emozioni piacevoli, positive, vissute anche durante l’immersione.<La prima cosa da fare è far capire alla persona la positività dell’ambiente – esplica Cardelli – far conoscere la piscina, far delle passeggiate intorno alla vasca. Successivamente si prosegue con un immersione graduale dove si spiegano i movimenti, gli atteggiamenti da tenere nell’ambiente acquatico, in modo che l’individuo capisca di essere padrone del contesto. Si lascia massima libertà alla persona. Questa, ovviamente, è una delle fasi più delicate e si segue quasi singolarmente. Poi ci sono degli esercizi di gruppo dove si canta in acqua o dove ci si passa un nastro. Tutto è finalizzato a regalare sicurezza all’agire acquatico dell’uomo>.<I risultati si vedono dopo poche settimane e, secondo le statistiche dell’impianto, molte persone dichiarano di aver superato la paura all’incirca dopo sei mesi. I corsi per il superamento dell’acquafobia stanno diventando i veri fiori all’occhiello dell’impianto>, conclude Alessandra Lozzi, Direttore commerciale.Superare sé stessi, le proprie paure, tornare ad essere scultori delle azioni anche nei luoghi che più si temono: l’acquafobia, a Genova, può essere sconfitta. CORSI ANNUALI PER SUPERARE L’ ACQUAFOBIADal Lunedì al Venerdì 8.45-9.30Da Martedì a Giovedì 13.15-14.00Dal Lunedì al Venerdì escluso il Mercoledì 20.00-20.45Martedì e Giovedì 20.45-21.30Per maggiori info: http://www.foltzer.biz/PROFILO. MARINA CARDELLIÈ docente Settore Istruzione Tecnica della Federazione Italiana Nuoto e Responsabile Fitness in acqua nel Foltzer Nuoto a Genova ove ha attivato, sin dal 2002, un corso di Acquafobia; opera da anni nel campo della sperimentazione oltre che della formazione e ha avuto esperienze come allenatore Federale del Nuoto Agonistico. Ha partecipato attivamente a corsi e conferenze in Italia e all’Estero su temi quali Acquafitness, Nuoto per la terza età e Patologie. Inoltre ha completato numerosi corsi di Medicina e Chirurgia ad indirizzo Neuropsichiatrico presso l’Università di Genova ed è in possesso di molti certificati, brevetti e attestati di Associazioni e Federazioni Nazionali ed Estere.Mail: [email protected] INFORMAZIONISocietà Sportiva Dilettantistica a R.L. Foltzer; Piazza Emilio Guerra 1 Genova RivaroloTel. 010 4694637 – Cell. 366 4878610 – Fax 0106426469[email protected]Web: http://www.foltzer.biz/ ——————————————————————————————————-L'ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI DEL COMUNE DI CHIAVARI PROSEGUE NEL PROGETTO DELLA “BANCA DEL TEMPO”: GLI SCAMBI DI DISPONIBILITÀ E DI COMPETENZE PRESSO LA SEDE DEL CIRCOLO PESCATORI DILETTANTI E SU UN APPOSITO PORTALE WEB Il Comune di Chiavari, con l’Assessorato ai Servizi Sociali coordinato dalla Dott. Valeria Leoni, prosegue nel progetto “La Banca del Tempo”. Si tratta di una iniziativa il cui intento è quello di ottimizzare l’uso del tempo e favorire il benessere delle persone, mediante la solidarietà sociale e il mutuo aiuto. «In particolare – afferma l’assessore Valeria Leoni – si è ravvisata l’urgenza di agire nell’ambito scolastico sia della prima infanzia sia della scuola media, per coordinare e armonizzare i tempi sociali con quelli individuali, gli orari della scuola specialmente, quelli del mattino e dei compiti scolastici pomeridiani, con quelli lavorativi  dei genitori, i tempi per la conduzione familiare con quelli per la cura della persona, e dei rapporti sociali». La Banca del Tempo è un luogo, fisico e virtuale, nel quale si predispongono attività di mutuo-aiuto in svariati ambiti, «tra i quali ricordiamo le prestazioni relative alla vita quotidiana: la spesa, le pratiche burocratiche, la cura dei bambini e degli anziani, piccoli lavori domestici e di manutenzione, il giardinaggio oppure lo scambio/baratto delle conoscenze che il gruppo-classe o le singole persone possiedono: ad esempio lingue, informatica, nozioni giuridiche e tutto quello che può essere messo a disposizione in termini di conoscenza». La sede è il Circolo Pescatori Dilettanti di Piazza Beato Giovanni Paolo II, 1 (tel. 0185 301824). Gli scambi avvengono senza circolazione di denaro, essendo la valuta misurabile solo in unità di tempo. La Banca del Tempo si avvale del conto corrente informatico (Internet: www.chiavarintempo.it) dove i correntisti, cittadini e cittadine, mediante un libretto di assegni on-line, potranno “pagare” le prestazioni ricevute. «Iscriversi alla Banca del Tempo – prosegue l’assessore Valeria Leoni – significa entrare a far parte di una comunità di cittadini e avrà come effetto non secondario la creazione di nuove relazioni sociali, basate sulla fiducia e la reciprocità e produrrà un notevole incremento dei rapporti di buon vicinato». La Banca del Tempo, in ultima analisi abbattendo eventuali barriere economico-sociali, educa alla cultura della solidarietà, promuovendo l’individuo nelle sue peculiarità e, partendo dalla soddisfazione di bisogni materiali, crea una socialità virtuosa.Maggiori particolari, e il modulo di iscrizione sono reperibili nel sito dedicato: www.chiavarintempo.it/la_nostra_banca_del_tempo.axd LA STORIALa Banca del Tempo è rappresentata da gruppi di persone che si auto-organizzano e si scambiano tempo per aiutarsi; sono luoghi, fisici e virtuali, nei quali si predispongono attività di mutuo-aiuto. La Banca del Tempo ripropone e valorizza, in forma nuova e più estesa, i rapporti di buon vicinato, offre la possibilità di conoscersi e scambiarsi servizi che riguardano la vita quotidiana delle persone. La Banca del Tempo rappresenta non soltanto uno strumento di gestione delle disponibilità di lavoro da parte dei soggetti, ma anche un mezzo di educazione sociale sul valore del tempo. La Banca del Tempo offre la possibilità di scambiarsi servizi e prestazioni alla pari, senza differenza tra professionalità e senza circolazione di denaro: il valore è infatti dato solo e unicamente dal tempo. La Banca, quindi, oltre a offrire l’opportunità di risolvere problemi di ordine materiale e personale, crea le condizioni per avviare e consolidare relazioni di amicizia, per combattere l’esclusione sociale e la solitudine, per dare a ciascun individuo una motivazione affettiva ed ideale per promuovere una cultura della solidarietà. Siamo di fronte, dunque, a un luogo dove si depositano e ritirano alla pari unità di tempo senza l’ingresso nella transazione del denaro.La Banca del Tempo “Chiavari In-Tempo” ha l’obiettivo di creare una forte interazione tra scuola, alunni e genitori; vi è l’idea della complementarietà tra quanto diversi agenti sanno/possono offrire e le politiche educative della scuola, nonché un mutuo-aiuto nella gestione delle attività familiari con obiettivi di miglioramento della socializzazione tra i partecipanti. La nostra Banca del Tempo deve, pertanto, intendersi come un luogo di scambi da effettuarsi sia all’interno del gruppo-classe, sia tra la scuola e la società complessivamente considerata. Così come già sperimentato in altre Regioni italiane, il fatto che lo scambio avvenga alla pari tra i diversi soggetti, educa i ragazzi a dare unicamente importanza alla persona e a quello che sa fare e dare, senza nessun’altra complicazione propria della nostra società, soprattutto dal punto di vista economico. La parità dei soggetti che aderiscono, i quali sono contemporaneamente portatori di risorse e istanze, rappresenta senza dubbio un aspetto educativo importante foriero di un aumento dei livelli di cooperazione, reciprocità e impegno civico. INFORMAZIONI E ISCRIZIONICircolo Pescatori DilettantiPiazza Beato Giovanni Paolo II, 1Tel. 0185 301824Orari Segreteria: il martedì e il mercoledì dalle ore 15 alle ore 17, il giovedì dalle ore 11 alle ore 12