Ritorna l’appuntamento con il Memorial Gino Bianchi, organizzato dall’Associazione Italiana Ju-Jitsu e dalla Tegliese in ricordo dello storico maestro che introdusse questa disciplina in Italia e in Europa.
Sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, al PalaDiamante, arriveranno oltre 400 atleti da tutta Italia in forza a 30 società. L’evento si svolge tre settimane dopo il collegiale della Nazionale di Manesseno e sarà molto importante in chiave azzurra in vista dei Mondiali Aspirant e Junior che si svolgeranno ad Atene da venerdì 13 a domenica 15 marzo.
GINO BIANCHI E IL SUO METODO
Già campione militare di savate, è impegnato durante la Seconda Guerra mondiale col contingente italiano nella colonia giapponese di Tien Sing (Tianjin) in Cina dove viene a contatto col jujitsu, Bianchi ne rimane colpito per l’efficacia e decide di diffonderlo una volta tornato in Italia. L’opera di diffusione inizia a Genova, nella palestra di via Ogerio Pane, dove il Maestro Bianchi insegna gratuitamente a cinque/sei allievi nel difficile clima di ristrettezze del secondo dopoguerra. Con la fine degli anni Quaranta la palestra si trasferisce nella sede storica di Salita Famagosta. L’opera di diffusione del jujitsu “stile Bianchi” procede a pieno ritmo anche grazie alle varie dimostrazioni pubbliche svolte col gruppo dei Kaze Hito (uomini vento). Il libro “La dolce arte del Samurai” scritto nel 1956 da Gino Bianchi rappresenta la più grande eredità, a livello di testi, trasmessa dal Maestro ai suoi allievi e contenente tutti i suoi pensieri sulla difesa personale. Il metodo Bianchi si basa sull’efficacia al di là della forma (libertà di esecuzione e di forma), sulla prontezza di riflessi, la calma, la serenità ed il controllo dell’emotività. Il seme del maestro Bianchi germoglia rapidamente. Dopo la scomparsa del Maestro, avvenuta nel 1964, la palestra di salita Famagosta viene tenuta in vita sino al 1973 dai suoi allievi. Nel 1965 la Federazione Italiana Autonoma Ju Jitsu (creata da Bianchi) si trasforma in Federazione Nazionale Ju Jitsu mentre nel 1987 nasce l’Associazione Italiana Ju Jitsu di cui oggi Dario Quenza è presidente. “Siamo una realtà solida e affermata, riconosciuta dalla Ju Jitsu International Federation di cui vicepresidente è il genovese Igor Lanzoni – spiega Quenza, dal 27 novembre anche numero uno della Federazione Europea – In Italia ci sono 12 Comitati Regionali e svolgiamo attività tramite Campionati Regionali e Italiani, Stages di formazione per tecnici, Arbitri e Presidenti di Giuria e Allenamenti della squadre nazionali, in tutte le categorie tra le prime in Europa e nel Mondo”.






