Le gare non sono finite, il lavoro nemmeno.
La coppa del Mondo ISMF di scialpinismo sta per approdare, nel fine settimana, in Piemonte, ai piedi del Mondolé, per l’ultimo atto della stagione, mentre il circuito LDT Grande Course sta infiammando le alpi. Ma, alle spalle degli atleti e oltre le loro prestazioni da record, ci sono altre persone che lavorano duramente. Anche per loro è una gara: sono il pacifico esercito dei comitati organizzatori, impegnati a preparare il terreno di gara e gloria dei campioni. Volontari per missione, professionisti nell’azione. Sono loro ad occuparsi della sicurezza delle persone sul tracciato e degli atleti. Sono loro a dover gestire le bizze del meteo, trovando soluzioni ad ogni imprevisto. “C’è un grande lavoro silenzioso alle spalle di ogni gara. Spesso è un impegno incredibile ed essenziale alla buona riuscita di ogni competizione” dice Armando Mariotta, presidente di ISMF – Federsci internazionale di scialpinismo. Quest’anno è stato molto particolare con poca neve ad inizio e poi la costante di temperature molto alte. Dopo le prove di Font Blanca ad Andorra, la Valtellina – Orobie, la svizzera Alpinski valevole anche come campionato Europeo e la Transcavallo, è ora tempo di Mondolé Ski Alp, nella provincia “Granda” di Cuneo. “Grazie al clima speciale di questa valle, possiamo contare su neve buona fino a tarda stagione, tanto più in un’annata bizzarra come questa”, dice Giorgio Colombo, presedente del Comitato organizzatore. In media ci sono almeno 100 persone impegnate al lavoro per un fine settimana che contempli tre gare di coppa del Mondo. Il budget? Se si considera la necessità di usare l’elicottero e i mezzi per la neve, i costi supererebbero di molto le 100 mila euro messe a budget, se non si trattasse di lavoro volontario. “Cifre e numeri sono molto diversi se paragonati ad una gara di coppa del Mondo di sci alpino. Ma le priorità e le esigenze sono le medesime”, spiega marco Mosso vice presidente ISMF, che, proprio lo scorso febbraio, ha gestito la regia del ritorno di coppa del Mondo sci alpino femminile a La Thuile. Fra le priorità degli organizzatori c’è la sicurezza in pista e lungo il tracciato, non solo per gli atleti, ma anche per il pubblico. La vicinanza e la disponibilità degli impianti di risalita è fondamentale. “Da una parte la gara Individual è la più complicate da tracciare perché si svolge “in ambiente” e il suo percorso deve essere messo in sicurezza oltre che monitorato di continuo” aggiunge Colombo, “Fra le gare che risultano più spettacolari, c’è invece la Vertical, specialmente quando gli atleti “si arrampicano” più rapidi degli impianti!”. E’ questa, solitamente, la gara preferita dal pubblico che in qualche caso sfiora le 2mila persone. Un ritorno economico che, sul territorio, lascia la sua eco be oltre il fine settimana di Coppa. La seconda priorità è la flessibilità che impone di adattarsi ai cambi del meteo, vento, nebbia e neve. “Dobbiamo avere pronto un “piano B” e, spesso, un piano C, – spiega il presidente Colombo -: le circostanze ci impongono di modificare le nostre previsioni ed adattarci nel modo più rapido e preciso”.
Lucia Galli
A bunch of races to go, still a lot of work to do. The ISMF World Cup is approaching the end of the season next week in Mondolé, Italy, while the LDT Grande Course are staging big emotions over the Alps. But behind the athletes and above their records and performances, there are other hard working people, preparing the champions’ terrain. They are the peaceful “army” of the organizing committees, involved in hosting races and events. Volunteers as for mission, professional by action. They care about the security of the people and the safety of the athletes. They have to deal with any sort of meteo, and they have to cope with any surprise. “The work behind the scene of a race is silent and essential for the development of any event”, says Armando Mariotta , ISMF president. This year has been peculiar with lack of snow at the beginning, and high temperature all over the season. After Font Blanca, Valtellina – Orobie, Alpinski with the European Champs and Transcavallo, now it is the time of Mondolé Ski Alp, North – Western Italy. “Thanks to the special climate of this valley, we are usually lucky with stable snow also late in the season”, says Giorgio Colombo president of the organizing committee. On the average, there are almost 100 people working for a Skimo World Cup weekend of three races. Considering also the cost of helicopters and snowmobiles, if those people were not volunteers, the budget of such races would easily get higher than 100.000 euro. “Figures and numbers are different compared to Alpine skiing. Priorities and requirements are very similar, though”, adds ISMF vice president Marco Mosso, who was in charge, earlier in February 2016, also of the organization of two Alpine skiing World Cup races in La Thuile, Northern Italy. Among the priorities is the safety of both audience and racers. That is why the proximity of ski lifts is a main advantage. Fan and spectators can use them to reach good views alongside the race path. “On the one hand, the Individual race is the more demanding competition to set up, because it involves high altitude track that must be secured and constantly monitored”, adds Colombo, “The Vertical race is, on the other hand, among the most spectacular, especially when athletes “climb” faster than lifts!”. This is, usually, the audience’s most favourite competition that can gather up to 2.000 people, which means a great economical revenue for the location, not only during the World Cup, but also all over the year. The second priority is flexibility in order to adapt promptly to meteo, wind, fog and snow conditions. “We must be ready with a “Plan B”, and sometimes a “Plan C”, too – explains president Colombo -: if the situation requires, we have to switch our mind and adapt. Fast and precise”.
Lucia Galli






