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A Empoli l’Under azzurra suona la quarta: Macedonia del Nord domata, Lipani dirige e Ndour incide

A Empoli l’Under azzurra suona la quarta: Macedonia del Nord domata, Lipani dirige e Ndour incide
L'Italia Under 21 (Foto: Alessandro Bugelli)

I ragazzi di Baldini filano via lisci: Ndour apre, Lipani orchestra e segna, Ekhator affonda, Fini chiude dal dischetto. Quattro a zero d’autorità e vetta del girone agganciata in attesa della Svezia

Empoli – Nel pomeriggio freddo, freddissimo, del Castellani empolese, la gioventù azzurra – baldi virgulti di pedata franca e polmoni allegri – ha liquidato con garbo spiccio e piglio autoritario la pratica macedone, issandosi provvisoriamente sul trespolo alto del girone E, in coabitazione con la Polonia. Un quattro a zero che sa di esercizio ben condotto, di spartito suonato con disciplina e qualche vezzo di talento.

Neppure il tempo di accomodarsi sulla seggiola di tribuna che Ndour, ragazzo filiforme di falcata imperiosa e senso dell’inserimento da manuale di balistica calcistica, s’avventa su una pennellata mancina di Bartesaghi e la converte in vantaggio: terzo minuto appena, e già la faccenda prende la piega azzurra. Per il giovanotto viola era il secondo timbro in quattro giorni: roba da segnarsi sul taccuino con matita rossa.

L’Under 21 della Macedonia del Nord (Foto: Alessandro Bugelli)

In cabina di regia, Lipani orchestra con sobria eleganza: non il direttore d’orchestra vanitoso, ma il geometra del fraseggio breve e della verticalità pensata. Prima stampa un legno con la complicità di Cherubini (12’), poi fa cantare la traversa su angolo di Bartesaghi (17’). Segni premonitori, come tuoni lontani prima dello scroscio.

La Macedonia del Nord, squadra laboriosa ma senza zanna, lascia Palmisani in un pomeriggio quasi domenicale, da portiere spettatore più che protagonista e con il freddo che c’era non era certo una goduria. E alla ripresa del gioco l’Italia torna a correre come levriero sciolto: dentro Kayode per l’ammonito Favasuli, e subito Lipani – sempre lui, regista col compasso in tasca – trovava il raddoppio con una staffilata da fuori appena carezzata da Djekov, deviazione inutile come un parapioggia nel deserto.

Passano due minuti appena – il tempo di un sorso d’acqua e di un’occhiata al cronometro – e arriva il terzo sigillo: Ekhator, ben servito da Dagasso, infilava con la disinvoltura del ragazzo che sa di avere il vento a favore.

Il rigore di Fini (Foto di Alessandro Bugelli)

A quel punto Baldini, allenatore di mano ferma e sguardo lungo, apre la porta anche ai rampolli emergenti: Venturino e Fini dentro, Lipani a riposo e Ndour promosso regista e capitano, investitura che sa di anticamera del futuro. Esordio pure per Cacciamani, altro nome da segnare sul registro dei possibili.

Nel finale, Fini fa tutto da sé: si guadagnava il rigore con mestiere precoce e lo trasforma con freddezza da veterano, spiazzando Ljupche e fissando il quattro a zero definitivo. Chiusura netta, pulita, senza sbavature.

Ora all’orizzonte si staglia la Svezia, terza incomoda del girone: partita da uomini veri, non più da esercitazione ginnica. Vedremo se questi ragazzi terribili avranno ancora gamba e fantasia per suonare la stessa musica. ALESSANDRO BUGELLI

Il tabellino

ITALIA U21 (4-3-3): Palmisani; Favasuli (46′ Kayode), Comuzzo, Chiarodia, Bartesaghi; Ndour, Lipani (58′ Venturino), Dagasso; Cherubini (58′ Fini), Ekhator (82′ Raimondo), Koleosho (74′ Cacciamani). Ct. Baldini.

MACEDONIA DEL NORD U21 (4-2-3-1): Ljupke; Arizankoski, Meliqi, Djekov, Hamza; Angelov (69′ Latifi), Maslarov (58′ Sofijanovski); Danev (84′ Stojanov), Durakov (58′ Gjorgevski), Trajkov, Gashtarov. Ct. Stanic.

Arbitro: Dickinson (Scozia)

Marcatori: 4′ Ndour, 49′ Lipani, 50′ Ekhator, 86′ rig. Fini

Ammoniti: Lipani (I), Favasuli (I), Angelov (M)

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