Jordan Spieth ha vinto con 275 colpi (68 67 71 69, -5), dopo un convulso ed emozionante finale, il 115° US Open, il secondo major stagionale disputato sul percorso del Chambers Bay Golf Club (par 70), nei pressi di Washington, dove Francesco Molinari si è classificato 27° con 285 (68 73 72 72, +5). E’ il secondo successo consecutivo in un torneo del grande slam per il texano di Dallas, 22 anni nel prossimo 27 luglio, che ad aprile si era imposto nel Masters, e il quarto nel PGA Tour.
Spieth ha prevalso per un colpo su Dustin Johnson e sul sudafricano Louis Oosthuizen (276, -4), altri due protagonisti della gara e in corsa per il titolo fino all’ultimo putt. Al quarto posto con 277 (-3) il sudafricano Branden Grace e gli australiani Cameron Smith e Adam Scott, rinvenuto dal 19° con un 64 (-6 con sei birdie) miglior score in assoluto del torneo e quasi un miracolo su un campo assolutamente ostico. Al settimo con 278 (-2) il sudafricano Charl Schwartzel, all’ottavo con 279 (-1) Brandt Snedeker e al nono con 280 (par) l’australiano Jason Day, l’irlandese Shane Lowry e Rory McIlroy. Il nordirlandese, numero uno mondiale e grande favorito insieme a Spieth, ha fatto fuochi d’artificio nel giro finale e a un certo punto è stato ad un passo dai primi, prima che due bogey, a quel punto inattesi, ne frenassero lo slancio in un risveglio tuttavia tardivo.
Ha provato a rendersi protagonista Patrick Reed, 14° con 282 (+2), ma dopo la leadership nel secondo giro, è rientrato nei ranghi e si sono barcamenati tra alti e bassi altri concorrenti dai quali si attendeva un rendimento migliore. Lo spagnolo Sergio Garcia e il giapponese Hideki Matsuyama sono terminati 18.i con 283 (+3), l’inglese Justin Rose e lo svedese Henrik Stenson hanno affiancato Molinari, e hanno arrancato in retrovia Jim Furyk, 42° con 287 (+7), il sudafricano Ernie Els e l’inglese Ian Poulter, 54.i con 291 (+11), l’inglese Luke Donald, 58° con 292 (+12), Phil Mickelson, 64° con 293 (+13) e Zach Johnson, 72° con 295 (+15).
A metà gara sono usciti al taglio, caduto a 145 (+5), tedesco Martin Kaymer, campione in carica, 76° con 146 (+6), Bubba Watson, 85° con 147 (+7), il nordirlandese Graeme McDowell, il thailandese Thongchai Jaidee e l’iberico Miguel Angel Jimenez, 97.i con 148 (+8), Rickie Fowler, 143° con 154 (+14) e Tiger Woods, 150° con 156 (80 76, +16), che ha stabilito un altro record personale negativo: non aveva mai segnato uno score così alto dopo 36 buche.
Spieth è il sesto giocatore ad aver vinto nella stessa stagione Masters e US Open, impresa riuscita in passato a Craig Wood (1941), Ben Hogan (1951 e 1953), Arnold Palmer (1960), Jack Nicklaus (1972) e a Tiger Woods (2002) e il 16° ad aver comunque fatto l’accoppiata.
Il giro finale è iniziato con un bogey per il vincitore, in vetta alla pari con Johnson, Day e Grace, che ha dato segni di risveglio solo a partire dall’ottava buca con un birdie. Nel frattempo è sembrato fuori gioco Oosthuizen, con tre bogey di fila, mentre è apparso piuttosto sicuro il cammino di Johnson con due birdie prima del giro di boa. Nel rientro lo stesso Johnson ha rimescolato le carte con tre bogey in quattro buche, mentre Oosthuizen ha iniziato la sua progressione dalla buca 12 con cinque birdie consecutivi. Intanto alla 13ª, con un “meno 2” e sei birdie nello score è apparso nei piani alti del leaderboard McIlroy, che dopo aver sprecato parecchio nei primi due giri, ha tentato l’impossibile. Spieth ha raccolto altri due birdie e alla 16ª è sembrato aver chiuso il conto con un “meno 6” e tre colpi di vantaggio su Oosthuizen e Johnson, mentre il pericolo McIlroy si era dissolto sotto il peso di due bogey. Il texano, però, ha sbagliato tutto alla buca 17 e con un doppio ha rimesso in gioco il trofeo. Johnson è stato pronto ad agganciarlo con un birdie, mentre è rimasto dietro Oosthuizen. Poteva essere il tracollo per Spieth che, però, da campione vero si è subito lasciato alle spalle la disavventura e ha attaccato. Ed è stato birdie vincente, perché Johnson non è riuscito ad approfittare del par cinque e a Oosthuizen il birdie è servito solo per recuperare la seconda posizione.
Così Spieth in sala stampa: “E’ difficile dire cosa provo in questo momento. Sono stupito che non si debba giocare domani, perché ritenevo che Johnson potesse segnare il birdie per lo spareggio. Sull’ultima buca ho pensato che dovevo darmi ancora una possibilità. Per farlo avrei dovuto effettuare un bel drive e l’ho eseguito. Anzi, non potevo collocare la palla in un posto migliore. Poi al momento del putt mi sono detto che i grandi campioni non lasciano la palla corta. Quando ho finito il giro speravo solo di poter andare al playoff. Cosa significa per me questo successo? Non lo so ancora, non riesco a capacitarmi di quanto mi è accaduto. Sono riuscito ad alzare un trofeo che alla buca 17 pensavo di aver perduto. E’ veramente incredibile”. Ha ricevuto un assegno di 1.800.000 dollari su un montepremi di nove milioni di dollari e ha consolidato la sua posizione di leader nella money list statunitense con 6.063.838 dollari. Nel world ranking, secondo con 11.06 punti, ha ridotto notevolmente le distanze da Rory McIlroy (p. 12,77).
Molinari, dopo un bel primo giro in 68 (-2) colpi e la settima posizione, non è riuscito più a scendere sotto par, forse anche un po’ penalizzato da un percorso non proprio adatto alle sue caratteristiche. Ha peraltro dimostrato di attraversare un buon periodo e non è improbabile che possa raccoglierne i frutti quanto prima. Ha segnato par sulle prime sedici buche del turno conclusivo, poi due bogey (72, +2) gli hanno fatto perdere in extremis nove posizioni. Ha ricevuto 64.126 dollari, è 89° ($ 781.424) nella money list americana ed è sceso di un gradino nella classifica mondiale (44°).
SYMETRA TOUR: ALLA CANADESE BROOKE HENDERSON IL FOUR WINDS INVITATIONAL, SECONDA GIULIA MOLINARO – Giulia Molinaro, seconda con 209 colpi (71 68 70, -7) ha offerto un’altra ottima prestazione nel Symetra Tour, cogliendo la quinta top ten stagionale nel Four Winds Invitational svoltosi sul percorso del Blackthorn Golf Club (par 72), a South Bend nell’Indiana. Al 75° posto con 223 (74 70 79, +7) Silvia Cavalleri.
Si è imposta con 206 colpi (72 65 69 -10) la 17enne canadese Brooke Henderson, al primo anno da proettes e che si è già messa in bella mostra anche nel LPGA Tour. La Molinaro ha condiviso la posizione con Selanee Henderson, con l’altra canadese Jessica Wallace e con la filippina Dottie Ardina, leader dopo due turni e penalizzata da un 75 (+3). Al sesto posto con 210 (-8) Victoria Elizabeth, Sammi Stevens. Allie White, la giapponese Chie Arimura e l’australiana Rebecca Artis.
La Henderson ha avuto partita vinta con quattro birdie e un bogey per il parziale di 69 (-3) che le ha anche concesso un assegno di 22.500 dollari su un montepremi di 150.000 dollari, abbastanza alto per il circuito. Per la Molinaro 70 colpi con cinque birdie e tre bogey e per la Cavalleri, retrocessa dal 28° posto, un 79 (+7) con un birdie e otto bogey.






