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A Rovereto i presidenti Roda (Fisi) e Gios (Fisg) convinti sulle potenzialità azzurre per MilanoCortina 2026

Flavio Roda
Flavio Roda e Andrea Gios (Foto NICER)

ROVERETO (TRENTO) – La rappresentativa olimpica italiana può potenzialmente vincere medaglie in 14 delle 16 discipline del programma agonistico di MilanoCortina 2026. Ne sono convinti Flavio Roda (FISI) e Andrea Gios (FISG) ovvero i presidenti delle due federazioni i cui atleti gareggeranno nel programma olimpico dei prossimi Giochi italiani. Ne hanno parlato all’Auditorium del MART di Rovereto, animato dagli studenti delle scuole e della locale università di scienze motorie, nell’ambito del quarto appuntamento del Festival …In cammino verso le Olimpiadi – Paralimpiadi 2026 organizzato da Veterani dello Sport di Rovereto, Trento e Bolzano, dal Panathlon di Trento e Bressanone in collaborazione con Olympic Media 2026 Trentino – Alto Adige Suedtirol realtà che riunisce i giornalisti olimpici della regione. Sul palco anche i direttori tecnici dello sci alpino femminile Gianluca Rulfi e del curling Marco Mariani.

Ad aprire i lavori Elio Grigoletto, presidente UNVS di Rovereto e anima della manifestazione, che ha ringraziato gli ospiti e ricordato il grande supporto operativo di Ivano Badalotti (UNVS Bolzano) e di Matteo Lazizzera (Panathlon Trento).

Sono seguiti i saluti di benvenuto del delegato regionale UNVS Renato Zucchelli e del Presidente CIP Massimo Bernardoni.

E poi toccato ai giornalisti olimpici Franco Bragagna, Elmar Pichler Rolle e Diego Decarli interloquire con gli ospiti. “La Fisi lavora da anni per quest’Olimpiade – ha detto Roda – e ritengo che potrà essere un successo sportivo visto che le gare si svolgono in strutture già abituate ad ospitare manifestazioni sportive di alto livello. Un grazie va rivolto alle società degli impianti che garantiscono tracciati di gara di altissimo livello. Va poi ricordato il lavoro fatto ad Anterselva dove oggi esiste lo stadio del biathlon più moderno al mondo, e poi il lavoro fatto in Val di Fiemme con i nuovi trampolini di Predazzo e il potenziamento dello Stadio del Fondo a Tesero, che diventerà un nostro centro federale. E poi la pista di Cortina d’Ampezzo destinata a diventare punto di riferimento per i praticanti di bob, slittino e skeleton che vivono in queste zone. Rimane il fatto che si deve già pensare al dopo Olimpiadi, a come proseguire nell’attività, in modo speciale per quella dei più giovani che saranno i campioni di domani. Potenzialmente possiamo conquistare medaglie in dieci delle undici discipline dove i nostri atleti saranno in gara”.

“Il sogno è quello di fare medaglia in ogni sport, per dimostrare quanto sia cresciuta la qualità dei nostri atleti – ha aggiunto Gios -. Il guaio per noi è che le strutture sono troppo poche, e ciò complica la preparazione degli atleti ed impedisce una grossa crescita della base. Possiamo conquistare medaglie in quattro delle nostre cinque discipline (quella esclusa è l’Hockey)”. Mai la squadra italiana è stata così forte in passato tanto da consentire di sognare. “Gios si è poi espresso in modo cristico sulla legacy legata alla sua federazione. “Dopo Torino 2006 la realizzazione degli impianti del ghiaccio ci ha consentito di assistere ad un incremento significativo di nuovi praticanti. Ma oggi chiedo dove potranno praticare le nostre discipline i bambini di una metropoli come Milano dove gli impianto saranno smantellati al termine dei Giochi chiudendo ogni possibilità di proseguire nel sogno olimpico”

Interessanti gli interventi Lara Naki Gutmann e Ippolito Sanfratello, medaglia d’oro nel pattinaggio velocità a Torino 20026, che hanno saputo trasferire, con il racconto della loro esperienza i confini, elevati, del sogno olimpico. E proprio Lara Naki Gutmann ha confermato quanto detto da Gios. “La mia carriera è iniziata a tre anni – ha detto – quando osservando Carolina Kostner ai Giochi olimpici di Torino 2026 ho deciso che avrei gareggiato alle Olimpiadi. L’anno successivo ho iniziato a pattinare poco lontano da casa grazie al palazzo del Ghiaccio di Trento (sede tra l’altro delle competizioni della Winter Universiade Trentino 2013 – ndr) dove tuttora mi alleno.

Nella sua carriera agonistica l’atleta delle Fiamme Oro vanta tre titoli italiani, la partecipazione ai Giochi di Pechino 2022, a tre mondiali Isu, con presenze sul podio in varie competizioni internazionali sino alla medaglia di bronzo al Finlandia Trophy lo scorso novembre ad Helsinki. Quest’anno ha chiuso sesta ai Campionati europei di pattinaggio figura a Tallin e conquistato la medaglia di bronzo nel World Team Trophy.

Rulfi ha aggiornato il pubblico sul recupero di Federica Brignone. La campionessa valdostana migliora, ma certo sarà la stagione di gare a far capire se potrà essere competitiva al massimo livello oppure no.

In chiusura, Piero De Godenz presidente del C.O. Fiemme 2026 ha relazionato sui lavori di realizzazione degli impianti sportivi (siamo agli ultimi ritocchi, ha detto) mentre Federico Schena ha illustrato il lavoro scientifico del Cerism in collaborazione con la Federazione Sport Invernali per migliorare le performance sportive. Un lavoro basato su ricerca e tecnologie all’avanguardia in campo internazionale.

La mattinata si è chiusa con la consegna agli ospiti delle Campane di Bronzo che riproducono il simbolo di Rovereto per questo considerata la Città della Pace