Home Eventi Eventi Agota Kristof e Fedra: riparte il Teatro del Festival dell’Eccellenza al Femminile

Agota Kristof e Fedra: riparte il Teatro del Festival dell’Eccellenza al Femminile

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Eccellenza
La chiave dell'Ascensore

FESTIVAL DELL’ECCELLENZA AL FEMMINILE
Next Generation Women
16 /28 novembre – Luoghi della Cura/Il Teatro

In residenza al TEATRO NAZIONALE DI GENOVA/SALA MERCATO
(Via del Monastero – Genova Sampierdarena)

Il Festival dell’Eccellenza al Femminile torna al Teatro Nazionale di Genova. Dopo l’inaugurazione internazionale di Traces of Antigone e la platea finalmente al 100% di Artemisia Caterina Ipazia …e le altre, un clamoroso successo al Teatro Duse, parte la rassegna alla Sala Mercato. In scena Anna Paola Vellaccio con La chiave dell’ascensore di Agota Kristof per la regia di Fabrizio Arcuri (16 novembre) e Galatea Ranzi in Fedra. Diritto all’amore di Eva Cantarella, per la regia di Consuelo Barilari e con la produzione di Schegge di Mediterraneo e Festival dell’Eccellenza al Femminile. La rassegna continua fino al 28 novembre con spettacoli e incontri.

Tra i primi ospiti, dal vivo e online, Fabrizio Arcuri, Nicola Ferrari, la giornalista Erica Manna, e la grecista Eva Cantarella.

Martedì 16 novembre ore 18.00 FOYER SALA MERCATO /Teatro Nazionale Di Genova

Incontro
AGOTA KRISTOF L’irriducibile resistenza della vittima

Conduce Erica Manna, giornalista La Repubblica, con Fabrizio Arcuri, regista, in collegamento.

L’amore è anche volontà di possedere l’altro. Quando questo istinto va fuori controllo gli esiti sono nefasti, Ágota Kristóf riflette sulla natura ambigua delle relazioni e sulla contraddittorietà dei desideri dando voce, a chi subisce l’oppressione. Elisabetta Rasy sostiene, che nella pièces è messo in scena un sacrificio…

ore 20.30 SALA MERCATO
LA CHIAVE DELL’ASCENSORE
Spettacolo – Testo di Agota Kristof. Traduzione di Elisabetta Rasy

con Anna Paola Vellaccio
Allestimento e regia di Fabrizio Arcuri
Assistente in scena Edoardo De Piccoli / Assistente alla regia Francesca Zerilli
Cura Giulia Basel / Assistente alla produzione Marilisa D’Amico / Foto di scena Roberta Verzella, Tiziano Ionta / Grafica Antonio Stella
Produzione Florian Metateatro – Centro di produzione Teatrale

Ne “La chiave dell’ascensore” è messo in scena un sacrificio; il racconto, la statica e tutta verbale azione tesa a ristabilire una verità, coincide con una messa a morte. La verità si gioca nello spazio apparentemente ristretto che divide l’io e il tu di una coppia; il gioco del sacrificio è esplicito perché la vittima, ribellandosi, lo esibisce. Anche la scena si mostra per quel che è; non solo un territorio separato, ma addirittura inaccessibile a chi non ha una certa chiave, uno speciale strumento, cioè uno speciale potere. Gran parte di ciò che accade e soprattutto di ciò che conta, accade fuori, altrove: la scena di Agota Kristof è un luogo di reclusione, uno spazio concentrazionario. Dove agiscono, mascherati da piccole situazioni intimiste, ampi cerimoniali di tortura e messa a morte. Alle vittime non resta che una chance, nel claustrofobico spazio che sono condannate ad abitare: far sapere che c’è un’altra versione dei fatti. Non c’è coraggio, virtù, grandezza nel conflitto che oppone la Moglie della Chiave dell’ascensore al Marito, e la mano del cielo che s’incarna nel compiacente medico di regime – del regime coniugale che vige nella stanza rotonda alla quale si può accedere solo con l’ascensore – sta all’abietto gioco delle circostanze. Ciò che salva la scena delle relazioni in atto dal perdersi definitivamente in una musica funebre è, appunto, un unico possibile gesto di coraggio che coincide con un gesto di disperata resistenza: la testimonianza di un’altra verità, la verità della vittima. Elisabetta Rasy (dall’introduzione al testo edito da Einaudi)

A seguire
AGOTA KRISTOF L’irriducibile resistenza della vittima

Conduce Erica Manna, giornalista La Repubblica con Nicola Ferrari Critico Letterario UNIGE e Anna Paola Vellaccio attrice dello spettacolo.

17 novembre ore 20.30 SALA MERCATO
FEDRA DIRITTO ALL’AMORE
Spettacolo – Debutto nuova versione

Testo originale di Eva Cantarella
Con Galatea Ranzi
Regia e immagini Consuelo Barilari
Consulenza drammaturgia ai testi greci Marco Avogadro
Musiche Andrea Nicolini
Voce registrata Marco Avogadro
Luci Liliana Ladeluca
Creazione oggetti di scena Paola Ratto / Costumi Umberta Burroni
La canzone finale è di Carmen Consoli
Produzione Schegge di Mediterraneo – Festival dell’Eccellenza al Femminile

FEDRA DIRITTO ALL’AMORE è uno spettacolo multimediale nato da un lungo lavoro di ricerca sui nuovi linguaggi teatrali. Il testo propone un’attualizzazione del mito ed è il frutto della ricerca sulla figura di Fedra da parte di una delle più importanti studiose del mondo greco romano: Eva Cantarella.

Lo spettacolo non è un monologo in senso classico. Video, sonoro e luci portano in scena in una scatola multimediale parti e personaggi della vicenda, in continua interazione con l’attrice, sviluppando il racconto su diversi piani di narrazione. Galatea Ranzi è l’interprete di Fedra, “la luminosa”: consapevole ma tormentata, ribelle e pronta a sfidare la condanna morale della famiglia e della società per la ricerca della libertà. Non c’è predestinazione divina né maledizione in questa nuova Fedra: passione e intelligenza la portano al cambiamento. Bellissima e misteriosa, amata e rispettata, Fedra con la morte rivendica la libertà di amare e diventa simbolo dei diritti e della libertà delle donne.

La scrittura qui si fonde con una messa in scena moderna e multimediale che fa riferimento visivo all’atmosfera “noir” del cinema di A. Hitchcock. Qui l’eroina di Euripide è posta in una “altra” dimensione che si ispira al glamour degli anni sessanta. La messa in scena gioca drammaturgicamente sull’impatto e il coinvolgimento emotivo attraverso la costruzione del processo d’identificazione dello spettatore, con l’uso delle proiezioni video e cinematografiche che inducono i meccanismi della suspense, esaltando la forza drammatica e misteriosa della vicenda umana di Fedra. Lo spettacolo si ispira agli scenari del film Phaedra che Jules Dassin, negli anni ’50 assistente alla regia dello stesso Hitchcock, girò nel 1961 con l’attrice Melina Mercuri, e Anthony Perkins nel ruolo di Ippolito. Lo spettacolo rompe lo schema temporale della storia che tutti conosciamo; la scena si apre quando il fatto è già avvenuto proprio con l’elaborazione di una sequenza cinematografica presa dal film di Dassin: l’incidente di macchina in cui Ippolito muore scomparendo tra i flutti del mare.

A seguire Incontro
LA NUOVA FEDRA
Con Eva Cantarella, grecista e scrittrice, autrice dell’opera teatrale,

È una “Nuova Fedra” consapevole ma tormentata, ribelle e determinata nella trasgressione, quella attesa in scena, nell’interpretazione di Galatea Ranzi. Eva Cantarella, che ha voluto dimostrare come le eroine classiche possono continuare a influenzare l’immaginario collettivo. Si parte da una riflessione sull’esistenza delle donne e sulle loro condizioni dall’Antica Grecia ad oggi: la Cantarella ha attinto a diverse interpretazioni del personaggio di Fedra, partendo da Euripide e Seneca per approdare a quelle di Racine e D’Annunzio

18 novembre ore 19.30 SALA MERCATO
FEDRA DIRITTO ALL’AMORE
Spettacolo – Replica

La manifestazione è promossa dal MIC Ministero della Cultura, con il Patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Senato della Repubblica, Regione Liguria, citta Metropolitana di Genova, il Comune di Sestri Levante, Mediaterraneo Servizi, Università di Genova, Università di Padova, Università della Calabria, Università degli Studi Roma-Tre e Rai Liguria. In collaborazione con il Teatro Nazionale di Genova, la Biblioteca Museo dell’Attore di Genova, il Municipio Centro Est, La Nuova Biblioteca Universitaria di Genova, il Centro Civico Buranello di Sampierdarena, il Festival La Scena delle Donne.

Tutti gli incontri, i dibattiti sono ad ingresso gratuito e l’accesso sarà consentito esclusivamente ai visitatori muniti di Green Pass.

Per gli spettacoli al Teatro Nazionale di Genova BIGLIETTI intero € 16 under 30 (e donne delle associazioni femminili e dei centri antiviolenza) € 11

BIGLIETTERIE Teatro Ivo Chiesa /Teatro Modena/Teatro Eleonora Duse
Biglietteria telefonica 010 5342400 (da martedì a sabato ore 10-13 e 15-18)
Biglietteria online Info: 0105342300 / biglietti.teatronazionalegenova.it

www.teatronazionalegenova.it
www.eccellenzalfemminile.it