Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.com
Sono a darvi la situazione, veramente tragica dei morti sul lavoro al 31 ottobre 2012, anche quest’anno come gli anni scorsi dicono che i morti sul lavoro calano, mentre invece, nonostante la crisi aumentano. Occorre ricordare che devono essere considerati morti sul lavoro tutti quei lavoratori che muoiono mentre svolgono un lavoro, e non solo quelli che dispongono di una assicurazione. L’Osservatorio ha fatto questa operazione documentando in apposite file tutte le vittime e si è accorto, già da diversi anni che le statistiche ufficiali sottostimano il triste fenomeno di almeno il 20%. Sulle cartine sono segnalati solo i morti sui LUOGHI DI LAVORO, mancano i lavoratori che muoiono sulle autostrade, sulle strade e in itinere che non ci sembra giusto addebitare alle province, anche perchè già così la situazione è veramente desolante se paragonata a paesi europei della stesse dimensioni dell’Italia, la Germania per esempio ne ha molti di meno, e questo nonostante abbia una popolazione di oltre 80.000 milioni di abitanti e un livello d’industrializzazione molto più sviluppato del nostro. Carlo Soricelli
Dal primo gennaio ad oggi 31 ottobre sono morti SUI LUOGHI DI LAVORO 536 lavoratori ( tutti documentati). Sono oltre 1000 dall’inizio dell’anno se si aggiungono i lavoratori deceduti in itinere e sulle strade. L’Osservatorio considera “morti sul lavoro” tutte le persone che perdono la vita mentre svolgono un’attività lavorativa, indipendentemente dalla loro posizione assicurativa e dalla loro età . Molte vittime non hanno nessuna assicurazione e muoiono lavorando in “nero”.
I MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO PER CATEGORIA.
Il 35,5 % delle vittime sono in agricoltura, di queste la metà schiacciate dal trattore (94 dall’inizio dell’anno). Edilizia 28,4% sul totale, in questa categoria quasi il 30% delle morti è causata da cadute dall’alto. Industria 11,8%, quest’anno quasi la metà di queste morti sono state provocate dal terremoto in Emilia. Servizi 5,8%. Autotrasporto 6,6%, Il 3% Esercito Italiano (Afghanistan). Il 2,7% nella Polizia di Stato (tutte le morte causate in servizio sulle strade). Il 13,3% dei morti sui luoghi di lavoro sono stranieri. Eta’ delle vittime: il 4,9% hanno meno di 29 anni, dai 30 ai 39 anni il 14,1%, dai 40 ai 49 anni il 24,48%, dai 50 ai 59 anni il 15,7%, dai 60 ai 69 anni il 9,5%, il 12,8% ha oltre 70 anni. Del 16,5% non siamo a conoscenza del’età .
Morti sui luoghi di lavoro nelle regioni e province.
La Lombardia ha 67 morti e la provincia di Brescia con 18 morti risulta prima in questa triste classifica, come negli ultimi anni Brescia è sempre ai vertici delle province con più morti sui luoghi di lavoro, provincia di Bergamo 9, di Varese 8, di Milano 6 e Pavia 5, di Lodi 4, di Monza 3, di Como e Lecco 2, di Mantova 5, di Sondrio 4. Emilia Romagna 56 morti compresi i lavoratori deceduti sotto le macerie del terremoto del 20 e 29 maggio, province di Modena 17 morti, di Ferrara 8, Bologna 8 morti, Reggio Emilia e Piacenza 5 morti, Forlì Cesena 4 morti, Parma 3 morti, Ravenna e Rimini 3 morti. Piemonte 35 morti, la provincia di Torino risulta in questo momento con 18 vittime la prima in Italia per numero di morti sui luoghi di lavoro assieme alla provincia di Brescia, di Cuneo 7 morti, 3 morti in provincia di Alessandria e Novara, 2 morti Asti, 1 morto Verbania e Vercelli. Sicilia 40 morti, provincia di Catania 9 morti, di Trapani 6 morti, di Palermo 5 morti, Agrigento e Messina 4 morti, Caltanisetta 4 morti, Siracusa e Ragusa 3 morti, Enna e Agrigento 2 morti. Campania 36 morti, provincia di Salerno 12 morti, di Avellino 10 morti, Benevento 8 morti, Napoli 5 morti, Caserta 1 morto. Toscana 33 morti (41 con i morti in mare sulla Costa Concordia affondata sulle coste dell’ isola del Giglio), dei due fratelli del peschereccio affondato al largo di Livorno e di un sub), la provincia di Pisa 6 morti, di Firenze e Livorno 5 morti Grosseto e Massa Carrara 4 morti, 5 morti Arezzo, 3 morti Lucca, Siena e Prato 1 morto. Veneto 33 morti con le provincia di Verona 8 morti, di Treviso e padova 6 morti, di Vicenza 5 morti, Belluno 3 morti, Rovigo e Venezia 3 morti. Abruzzo 22 morti con la province di Chieti con 10 morti, di Pescara 8 morti, Teramo 3 morti, L’Aquila 2 morti. Lazio 23 morti provincia di Roma 9 morti, di Frosinone 7 morti, Viterbo 5 morti, Latina 2 morti. Puglia 23 morti, provincia di Bari 12 morti, Brindisi e Foggia 4 morti, Lecce 2 morti, Taranto e Bat 1 morto. Calabria 22 morti, provincia di Cosenza e di Reggio Calabria 6 morti, di , di Catanzaro 4 morti, Vibo Valentia 3 morti, Crotone 2 morti. Trentino Alto Adige 20 morti, provincia di Bolzano 12 morti, di Trento 8 morti.
Liguria 18 morti, provincia di Genova 9 morti, di Savona 5 morti, Imperia e La Spezia 2 morti. Friuli Venezia Giulia 12 morti, provincia di Pordenone 4 morti, Udine e Gorizia 3 morti, Trieste 2 morti. Marche 11 morti, provincia di Ancona 6 morti, Macerata 3 morti, Ascoli Piceno 2 morti, Pesaro Urbino 1 morto. Umbria 10 morti, provincia di Perugia 9 morti, di Teramo 1 morto. Sardegna 13 morti, 4 morti nella province di Nuoro e Oristano, Medio Campisano 2 morti, 1 morto Carbonia Iglesias, Ogliastra, Cagliari e Sassari. Basilicata 6 morti, 4 morti nella provincia di Matera, di Potenza 2 morti. Molise 4 morti, provincia di Campobasso 3 morti, 1 morto in provincia di Isernia. Val D’Aosta, Aosta 1 morto.
Non sono segnalati a carico delle province i lavoratori morti sul lavoro che utilizzano un mezzo di trasporto e i lavoratori deceduti in autostrada: agenti di commercio, autisti, camionisti, ecc.. e lavoratori che muoiono nel percorso casa-lavoro / lavoro-casa. La strada può essere considerata una parentesi che accomuna i lavoratori di tutti i settori e che risente più di tutti gli altri della fretta, della fatica, dei lunghi percorsi, dello stress e dei turni pesanti in orari in cui occorrerebbe dormire, tutti gli anni sono percentualmente dal 50 al 55% di tutti i morti sul lavoro. Purtroppo è impossibile sapere quanti sono i lavoratori pendolari sud-centro nord, centro-nord sud, soprattutto edili meridionali che muoiono sulle strade percorrendo diverse centinaia di km nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa. Queste vittime sfuggono anche alle nostre rilevazioni, come del resto sfuggono tanti altri lavoratori, soprattutto in nero o in grigio che muoiono sulle strade. Tutte queste morti sono genericamente classificate come “morti per incidenti stradali”
Nel 2011 ci sono stati più di 1170 morti, di cui 663 sui luoghi di lavoro + 11,6% sul 2010. Per approfondimenti sui lavoratori morti per infortuni sul lavoro nel 2011 andare nella pagina dell’1 -1 e 3- 1 del 2011 dell’Osservatorio. Ci sono cartine geografiche con il numero di morti sui luoghi di lavoro per ciascuna provincia italiana e grafici inerenti all’età , professione e nazionalità dei lavoratori vittime d’infortuni mortali.






