Presso il Museo di Sant´ Agostino in Piazza Sarzano 35r alle ore 18.00 di Sabato 20 Aprile 2013 inaugurazione della Mostra “L’Universo nel Museo†di Riri Negli e che rimarrà aperta fino a Lunedì 6 Maggio 2013 con il seguente orario : da martedì a venerdì 9-19; sabato e domenica: 10-19. Chiuso il lunedì . Organizzatori : Settore Musei/Museo di Sant´Agostino (Tel.: 010 2511263) . La Mostra sarà presentata da Anselmo Taddei , Conservatore del Museo di Sant’Agostino , dalla critica d’arte Viana Conti e dalla gallerista ed amica Arch. Bruna Solinas .
Nello spazio museale di Sant´Agostino si dispiegheranno le nerobianche creazioni pittoriche di Riri Negri. Quelle minute e sommesse, queste più grandi e tracotanti. Ci accolgono nel percorso con una fitta pioggia di microcosmi che ci accompagna su per lo scalone che conduce al secondo piano. E poi “esplodono” su per le pareti del Museo. I mondi sognati da Riri rimandano a mille universi stellari, ma più che altro forse rappresentano i neuroni nostri che si agitano dentro le scatolette delle nostre teste, le idee che nascono, cambiano, muoiono, le nostre emozioni, a volte irrefrenabili, a volte più quiete.
Informazioni : http://www.museidigenova.it/spip.php?rubrique120&;azione=eventdetail&eventoID=38392 )
Riri Negri a Sant’Agostino
La nostra cara Riri espone le sue opere in Museo, in un Museo dedicato interamente all’arte ‘classica’.
Nello spazio museale si dispiegano le sue nerobianche creazioni, quelle minute e sommesse, queste più grandi e tracotanti. Ci accolgono nel percorso con una fitta pioggia di microcosmi che ci accompagna su per lo scalone che conduce al secondo piano. E poi ‘esplodono’ su per le pareti del Museo. Che bello! queste sinfonie cosmiche in bianco e nero ‘invadono’ un museo che ha come colori guida proprio il bianco accecante dei pavimenti in marmo e il nero tranquillo dei setti di ardesia cui si appoggiano molte opere.
Non solo: fra le opere d’arte esposte molte sono candidamente marmoree e molte sono nere d’ardesia o di pietra di Promontorio. C’è quindi una consonanza cromatica, un intimo accordo fra il Museo e le realizzazioni di Riri. C’è una contiguità che moltiplica il variato rigore del percorso espositivo storico del Sant’Agostino che a sua volta, credo, enfatizza il risultato dell’arte della Negri. Tale lavoro si dispiega in superfici nere sulle quali l’artista ricava con duro lavoro mondi bianchi, universi in perpetuo farsi ed evolversi. E’ il perpetuo movimento di ciò che esiste o potrebbe esistere; è l’energia che “move il sol e le altre stelleâ€. Ma laddove questo citato è l’ultimo verso della Divina Commedia, la chiude senza possibilità di ulteriori svolte, perché l’amore cui il verso fa riferimento è quello divino, e più in là non si può andare, questo perpetuo movimento di Riri ci lascia liberi di decidere, ci consente di immaginare, che si possa cambiare qualche cosa, almeno qualche cosa. Perché i mondi sognati da Riri rimandano sì a mille universi stellari, ma più che altro penso che rappresentino, che so, i neuroni nostri che si agitano dentro le scatolette delle nostre teste, le idee che nascono, cambiano, muoiono, le nostre emozioni, a volte irrefrenabili, a volte più quiete. E’ per questo che ogni lavoro di Riri Negri ha, per me, ma penso per molti, questo grande fascino. Sono universi nei quali mi precipito volentieri a pensare ai fatti miei, a pormi i grandi e piccoli indovinelli dell’esistere, e mi è difficile uscirne indenne. Ma..â€il naufragar m’è dolce in questo mare†o, parafrasando, la mia piccola navicella spaziale si sperde volentieri negli umanissimi universi della nostra cara Riri.
Adelmo Taddei, Conservatore del Museo di Sant’Agostino
Viana Conti : riri negri
Incredibile
È accompagnata da una rara testimonianza autografa di Giuseppe Chiari, artista Huxus e neodada- esterrefatto di fronte all’incredibile di un’opera che si pretende visivamente fotografica, essendo altrimenti scrittura/e e gestuale – la mostra voluta dal conse!Vatore del Museo di scultura medioevale di Sant’Agostinq a Genova, /archeologo Adelmo Taddei: nuova occasione museo/e nella sua città , dopo quella al Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, a Genova. La mostra, che muove dai primi anni Settanta, è articolata in un grandioso scenario di grandi tele su tavola, di carte p/astificate su alluminio, di una pioggia di micro mondi cartacei che dal/alto indicano il percorso a//’osse!Vatore, dialogando con la scultura di Giovanni Pisano, i dipinti di Luca Cambiaso, /architettura di Helg-Aibini Protagonisti del suo stellare, minima/e, universo della mente sono, ancora e sempre, il nero del profondo cielo ed il bianco accecante della luna, che non cessano di sfidare, nell’azzardo del contrasto, i toni alti e bassi del linguaggio fotografico. Di fronte all’immaginario di questa spericolata astronauta sur piace, si potrebbe dire, parafrasando Rutger Hauer in Biade Runner, che riri negri ha visto esplosioni di stelle nella cintura di Orione, astronavi in fiamme intorno al sole, nebu/ose planetarie estinguersi in una pioggia di scintille ultraviolette, scie di comete e stelle cadenti ora coese come raggi laser, ora dissolte nella polvere cosmica. Intenta a scoprire, con le sue gomme abrasive, lame di luce sui bordi del vuoto, o disposta a entrare nel cuore di spirali vorticose, Riri Negri, sul grande tavolo della sua casa-studio, ascolta musiche di ogni tempo, trasforma in opere, dal micro al macra, visioni scaturite dall’Universo della Mente, che non andranno perdute nel tempo come lacrime nella pioggia, ma continueranno a trascriversi in ammassi globulari, in remote mappe siderali, in risonanti notazioni musicali, in grafemi asemantici, in cui qualcuno, non smentito, ha creduto di leggere lettere del/alfabeto ebraico in corsivo.
Viana Conti
RIRI NEGRI . Bio.
Riri Negri risiede e lavora a Genova dove si è diplomata in pittura, grafica e scenografia alla Scuola A.M. Maragliano di Genova. Ha frequentato corsi specialistici di psicoanalisi del comportamento scrittorio e psicoanalisi del disegno. Conduce presso il suo studio un corso di apprendimento all’arte contemporanea per l’infanzia denominato “l’Officina di Riri Negriâ€. Operatrice d’arte visiva rimette in discussione con attualità l’antico concetto di iniziazione e di processo fattuale che tiene conto dei più recenti e raducali processi di scambio concettuale tra i differenti linguaggi che producono l’immagine, nel caso specifico, un ipotetica fotografia coinvolta da originale metamorfismo pittorico. Ricerca questa che, in ina linea di rigore ascetico, approda ad un’estrema economia linguistica, dove i mezzi espressivi sono affidati al rapporto – contrasto duale bianco/nero somma e negazione del colore. Autrice ironica, eclettica Riri Negri amplia il suo “fare†artistico eseguendo: strumenti musicalei, per silenzio, “iconocordiâ€. Libri d’artista, “La collana del giochistaâ€. Disegni, “L’alfabeto della menteâ€. Non usa mezzi tecnologici (no foto, no carta fotografica, no tela emulsionata, no computer). Non sa e non vuole fotografare. Sono numerose le esposizioni personali e collettive in italia e all’estero.






