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Al Teatrino di Palazzo Ducale a Genova, Electropark porta “Museum of Sound”

Electropark
Tommi Grönlund e Rikke Lundgreen (Foto da Electropark)

Genova – Un progetto nomade e in movimento, radicato nell’essenza del suono e dell’ascolto, in cui il pubblico può fruire in tempi e modalità libere di un’installazione sonora che invita all’ascolto collettivo della musica di uno dei pionieri della musica ambient e noise, Mika Vainio. Da mercoledì 19 a sabato 22 giugno 2024 (dalle 16 alle 20) al Teatrino di Palazzo Ducale (piazza Matteotti 9, Genova), ingresso gratuito, Tommi Grönlund e Rikke Lundgreen portano “Museum of Sound”, progetto ideato durante la preparazione della mostra “Mika Vainio 50Hz” al Museo di Arte Contemporanea Kiasma di Helsinki. L’iniziativa è il secondo “Prologue” della tredicesima edizione di Electropark, festival di musica elettronica e arti performative che, tra giugno e luglio, porta l’avanguardia della musica elettronica internazionale tra Genova e il Tigullio. Un festival ricco di prime nazionali, gender balanced e dalla forte connotazione internazionale, con artiste e artisti provenienti da paesi di tutto il mondo come Giappone, Germania, Paesi Bassi, Stati Uniti, Spagna, Tunisia, Francia, Danimarca, Polonia, Italia, Sudafrica ed Egitto.

«Mika Vainio, scomparso nel 2017, aveva l’abitudine di invitare gli amici a casa sua per far ascoltare loro registrazioni musicali in silenzio – racconta Anna Daneri, co-direttrice artistica di Electropark – con la massima concentrazione. In “Museum of Sound”, l’obiettivo è creare una situazione simile: una sala d’ascolto in cui i visitatori possano sedersi in completo silenzio e ascoltare una selezione curata appositamente per il tema del festival “Resonances”». Per l’edizione 2024 di Electropark, “Museum of Sound” sarà realizzato da mercoledì 19 a sabato 22 giugno nello spazio del Teatrino di Palazzo Ducale, in collaborazione con il Conservatorio N. Paganini e la cattedra di musica elettronica diretta da Martino Sarolli, con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, con il coinvolgimento dell’Accademia Ligustica di Belle Arti e con il supporto della Kone Foundation di Helsinki. «Tommi Grönlund e Rikke Lundgreen – prosegue Daneri – propongono una selezione di brani che spaziano dal catalogo di Mika Vainios, che abbraccia diversi decenni. I brani sono stati registrati sia a nome di Vainio che con i suoi pseudonimi Ø o Philus. “Museum of Sound” ha l’intenzione di riportare l’ascolto come attività focalizzata e prioritaria. Senza distrazioni, gli ascoltatori possono creare una narrazione a partire dalle proprie connotazioni e sperimentare semplicemente il suono». Inoltre, in occasione dell’opening di mercoledì 19 giugno (dalle 18) e della Festa della Musica del Conservatorio N. Paganini di venerdì 21 giugno (dalle 17), Grönlund e Lundgreen accompagneranno il pubblico in una sessione di ascolto guidato.

MUSEUM OF SOUND

“Museum of Sound” crea eventi e interazioni per intrecciare musica, altre arti e varie attività sociali. Il suo scopo è quello di presentare il suono in un campo esteso. “Museum of Sound” può esistere in diverse forme e dimensioni, anche fisiche e mediatiche. Ciò include un ambiente in cui il pubblico può ascoltare una selezione di musica o audio curata. “Museum of Sound” ha curato una serie di sale d’ascolto e installazioni sonore in vari locali e istituzioni a Porto (Fondazione Serralves), Barcellona (Fondazione Tapies), Berlino, Francoforte e Ginevra.

L’impatto di Mika Vainio sulla musica elettronica, sia in Finlandia che nel resto del mondo, è indiscutibile. È stato anche un rispettato artista contemporaneo le cui installazioni sonore minimaliste erano note per la loro fisicità, il calore analogico e la durezza elettronica. La sua carriera internazionale nel campo della musica elettronica ambient e noise è stata molto ampia. Il suo nome è diventato noto agli appassionati di musica elettronica grazie al duo Pan Sonic, fondato nel 1993 (fino al 1998 Panasonic). Vainio ha tratto ispirazione da un’ampia varietà di fonti, dalla scienza, dai film, dai libri e dagli ambienti quotidiani. Lo stato d’animo è sempre stato fondamentale nelle sue creazioni, in cui i silenzi – le assenze di suono – sono altrettanto importanti di ciò che sentiamo.

Rikke Lundgreen è un’artista e curatrice di mostre ed eventi basati sul suono. Amministra lo studio, l’archivio e le collezioni di dischi e libri di Mika Vainio, che rimane a Oslo, dove ha vissuto con Lundgreen. Ha fondato Museum of Sound con Tommi Grönlund nel 2020. Come artista, Lundgreen lavora con una serie di tecniche come il suono, il film, il disegno e l’installazione. Un evento performativo è spesso il punto di partenza per le installazioni. Insieme all’artista Anna Carin Hedberg e attraverso il Nationalmuseum di Oslo, sta attualmente conducendo un progetto di ricerca sul disegno in ambito espanso.

Tommi Grönlund è un artista e dirige l’etichetta discografica Sähkö Recordings, che ha fondato con Mika Vainio nel 1993. La sua pratica artistica, in collaborazione con Petteri Nisunen, utilizza una varietà di materiali e tecnologie, dagli oggetti alla luce e al suono. Spesso utilizza correnti elettriche o semplici forze gravitazionali per creare opere silenziosamente evocative e di grande impatto formale.

ELECTROPARK FESTIVAL 2024

Dopo i “Prologue” al Teatro della Tosse di sabato 1° giugno e a Palazzo Ducale da mercoledì 19 a sabato 22 giugno, Electropark Festival 2024 prosegue giovedì 11 luglio alla Terrazza Mirador del Galata Museo del Mare, che ospita gli opening act della manifestazione: si comincia alle 19.30 con Francesca Heart, per poi proseguire alle 21 con la prima italiana di “Languoria” di Sofie Birch & Antonina Nowacka e alle 22.30 con “Less is Less” di Lowtopic. Venerdì 12 luglio si comincia alle 18.30 in Darsena con un evento gratuito, con Sockslove a dare il via alle danze al Mercato dei Pescatori alle 18.30. Alle 20 la banchina della Darsena diventa un palcoscenico con la dance practice “Questo è il mio corpo” di Cult of Magic, al termine di cui riprendono i dj set con El Kontessa (ore 20.30), Doulou (ore 21.30) e Fuck!lacrème (ore 23.30). A mezzanotte e mezza Electropark Festival 2024 si sposta a Sampierdarena, con le prime italiane di Lydo e Juliana Huxtable & Jasss a infuocare il dancefloor del Virgo Club.

La giornata di sabato 13 luglio comincia in Darsena con “Through Spaceless Space”, le performance on boat (ore 15 e ore 16) di Ilya, per poi proseguire al Galata Museo del Mare. In Terrazza Coeclerici vanno in scena i live di Sara Berts (ore 19), Andrea Normanno (ore 20.15) e Deena Abdelwahed (ore 21.30), mentre sul Duferco Stage salgono Cecca (ore 18.30), Pilot Waves (ore 20.30), Alberta Balsam (ore 21.30) e Courtesy (ore 22.30). A mezzanotte e mezza si ritorna al Virgo Club, con un afterparty che vede protagonisti Soft Break e Yousuke Yukimatsu. Electropark Festival 2024 si conclude domenica 14 luglio (ore 12) con il ritorno di “Groove Island” al largo di San Michele di Pagana (Rapallo), con la Toy Tonics Jam che vede protagonisti Kapote e Gee Lane. Biglietti e ulteriori informazioni su electropark.it

 

IL TEMA “RESONANCES”

Il tema della tredicesima edizione di Electropark richiama l’ambito sonoro e musicale già dalla sua etimologia: “resonantia” in latino significa eco, rimbombo. «La sua polisemia – racconta Anna Daneri, co-direttrice artistica di Electropark – ruota intorno ad ambiti diversi, dalla fisica alla chimica, e rimanda all’effetto di risonanza, riverbero, amplificazione, oscillazione e vibrazione di suoni, ma anche di molecole, energie, campi magnetici e più in generale di azioni». Il tema unificante non possono che essere le pratiche collettive, cioè azioni artistiche che vanno “in risonanza” nei diversi ambiti disciplinari toccati dal festival: musica elettronica, arti visive, teatro, performance e danza. «Le diverse emergenze che il pianeta sta attraversando negli ultimi anni – aggiunge Daneri – pongono l’umanità di fronte all’urgenza di prendersi cura del mondo e degli altri esseri umani e non, di entrare in relazione profonda, di immaginare futuri possibili attraverso azioni che possano entrare in risonanza. La filosofa e fisica teorica statunitense femminista Karen Barad in “Meeting the Universe Halfway” ha coniato il termine “intra-azione” per sostituire “interazione”. L’intra-azione concepisce la partecipazione non come una proprietà intrinseca che un individuo o un altro essere può esercitare, ma come un dinamismo di forze in cui tutte le “cose” designate ad agire sono in costante scambio e diffrazione, influenzandosi e lavorando inseparabilmente». «Come nel dancefloor – conclude Alessandro Mazzone, co-direttore artistico di Electropark – inteso come spazio di condivisione: un unicum nella creazione di condizioni favorevoli per un agire performativo di riconoscimento reciproco senza giudizio e per la creazione di relazioni interpersonali attraverso movimenti corporei che generano e propagano una sinergia di forze nell’ambiente circostante, emanando senso di vicinanza e appartenenza, protezione e solidarietà generalizzata, performatività senza competizione».

electropark.it

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