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Al via la lista costituente per la citta metropolitana

Stamattina si è svolta la conferenza stampa di presentazione dei candidati del Tigullio Golfo Paradiso facenti parte la “lista costituente per la città metropolitana”.

I candidati rappresentano le diverse realtà del nostro comprensorio, della costa e dell’entroterra: vi sono i Sindaci di Chiavari Roberto Levaggi, Rapallo Carlo Bagnasco, di Sestri Levante Valentina Ghio, di Portofino Giorgio D’Alia, di Borzonasca Giuseppino Maschio, di Lumarzo Guido Guelfo e di Pieve Ligure Adolfo Olcese.
La lista “Costituente per la Città metropolitana” nasce dalla volontà di fare del prossimo consiglio Metropolitano un percorso costituente, per definire le regole, gli strumenti e le funzioni del nuovo ente, che non dovrà essere nè una “nuova” Provincia, nè un “Comune Metropolitano”, ma una città di città, dove i territori siano protagonisti.
Per questo in questi mesi si è lavorato per costruire una proposta di Consiglio Metropolitano che garantisse la più ampia partecipazione dei territori, con una forte presenza dei Comuni del Tigullio, del Genovesato e una forte attenzione ad una reale rappresentanza dei Comuni dell’Entroterra, dei Piccoli Comuni, che in questi decenni hanno visto nell’Ente Provincia un punto di riferimento rispetto a molte funzioni e che ora dovranno essere i protagonisti nella costruzione del nuovo Ente e nella definizione delle sue nuove funzioni, nell’ottica di semplificare il sistema delle istituzioni e di dare un forte supporto ai territori per le tematiche cd. di area vasta: (viabilità, scuole, infrastrutture, pianificazione territoriale, ambiente e difesa del suolo, sviluppo economico e sociale del territorio).

E il risultato di questo lavoro è una lista di Sindaci e amministratori, rappresentativi di diverse aree dell’area metropolitana genovese, con l’obiettivo di lavorare insieme per rappresentare al meglio dentro il Consiglio Metropolitano il territorio del Tigullio Golfo Paradiso. Visto il meccanismo elettorale che penalizza le piccole realtà, la scelta è stata quella di non dividerci penalizzando la rappresentanza del Tigullio, ma di creare di una lista che nasce dai territori, unendo esperienze differenti, ma con l’obiettivo comune di valorizzare al massimo la presenza dei Comuni del Tigullio Golfo Paradiso, della costa e dell’entroterra, dentro il nuovo Consiglio Metropolitano, che come primo compito avrà la redazione dello Statuto, un passaggio fondamentale per definire cosa sarà sul serio la città metropolitana, quali servizi garantirà ai Comuni, e quali forme di autonomia si potranno dare – a partire dall’individuazione delle cd Zone Omogenee – per favorire lo sviluppo di realtà della città metropolitana importanti come il Tigullio.

Il percorso istitutivo delle Città Metropolitane sarà fondamentale per avere uno spazio d’azione su una riforma dell’assetto degli enti locali, che può assumere una connotazione strategica per il Paese, perché potrà delineare un sistema istituzionale basato fondamentalmente su due pilastri: le Regioni e i Comuni.
A fare da “cerniera” tra i due pilastri, per lo svolgimento di funzioni che sono difficilmente svolgibili a livello comunale e regionale a causa della dimensione territoriale, si collocheranno gli enti di “area vasta” che saranno di “tipo metropolitano” per lo svolgimento di funzioni di coordinamento, rafforzamento e promozione dello sviluppo economico, sulla base di un modello presente in tutta Europa o di “tipo provinciale” per lo svolgimento di funzioni di programmazione e pianificazione.

E’ necessaria però un’idea attiva di governo che pratichi il processo di costruzione della Città metropolitana, delle sue articolazioni e delle relative forme associative dei Comuni (Unioni e/o convenzioni), avendo attenzione a:
. a)  la costruzione della nuova istituzione va perseguita attraverso processi di coinvolgimento e di partecipazione delle realtà locali (i Comuni in primis), rifuggendo modelli rigidi e calati dall’alto;
. b)  la definizione certa di funzioni specifiche che verranno conferite alla Città metropolitana, con l’obiettivo di semplificare e razionalizzare l’assetto istituzionale, nel quadro della distribuzione di competenze tra i vari livelli di governo, con particolare riferimento al riassetto delle relazioni tra Regione, Città metropolitana e Comuni;
. c)  un’agenda di temi strategici per la città metropolitana di Genova e alla sua articolazione territoriale, provando a comprendere quali sono le questioni strategiche, quali sono i territori ai quali la nuova istituzione si rivolge, quali sono gli attori interessati;
. d)  valorizzazione delle aree omogenee rispetto alla Città di Genova e alle aree costiere.

La Città Metropolitana è un modello di governo di secondo livello, che determina comunque la connotazione della Città Metropolitana come Ente di servizio, in particolare funzionale a supportare l’attività dei Comuni nella gestione delle funzioni e dei servizi di competenza, fornendo inoltre la possibilità agli stessi di incidere nella pianificazione e programmazione dello sviluppo territoriale a livello strategico.

Per questo la proposta di “COSTITUENTE per la CITTA’ METROPOLITANA”, cercherà di coinvolgere tutti i territori e le aree vaste, le istituzioni e il tessuto economico sociale, specialmente nella fase di costruzione dello Statuto, nonché di determinazione delle funzioni, delle competenze e delle relazioni tra gli Enti che dovranno trovare necessariamente un adeguato spazio nel documento fondamentale del nuovo Ente, affinché la Città Metropolitana diventi a tutti gli effetti un Ente partecipato dai Comuni e dalle Comunità, sia nella parte relativa alla costruzione delle regole, sia per la determinazione delle funzioni e dei servizi che la stessa dovrà garantire per l’intero territorio amministrato.
Per fare questo serve una presenza forte del Levante nel nuovo Consiglio Metropolitano, e la lista costituente punta a questo obiettivo, sia per numero di candidati che per la qualità delle candidature, rappresentative di diversi territori.

 

DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER UNA
COSTITUENTE DELL’AREA METROPOLITANA GENOVESE

Con l’approvazione definitiva della Legge n.56/2014 “Disposizioni sulle Città Metropolitane, sulle Province, sulle Unioni e fusioni di Comuni”, pur in attesa della riforma del titolo V della parte seconda della Costituzione, il quadro normativo di riferimento delle Autonomie Locali, trova un importante aggiornamento, nella disciplina puntuale delle Città Metropolitane e della gestione associata delle funzioni dei Comuni.
Si sarebbe potuto auspicare una legge migliore, ma il percorso istitutivo delle Città  Metropolitane apre comunque uno spazio d’azione su una riforma dell’assetto degli enti locali, che può assumere una connotazione strategica per il Paese, perché potrà delineare un sistema istituzionale basato fondamentalmente su due pilastri: le Regioni e i Comuni.

A fare da “cerniera” tra i due pilastri, per lo svolgimento di funzioni che sono difficilmente svolgibili a livello comunale e regionale a causa della dimensione territoriale, si collocheranno gli enti di “area vasta” che saranno di “tipo metropolitano” per lo svolgimento di funzioni di coordinamento, rafforzamento e promozione dello sviluppo economico, sulla base di un modello presente in tutta Europa o di “tipo provinciale” per lo svolgimento di funzioni di programmazione e pianificazione.

Viene meno, quindi, il carattere politico-rappresentativo della Provincia, come fino ad ora l’abbiamo conosciuto, ed in questo contesto, la Città Metropolitana, ma anche le Unioni dei Comuni nonché l’associazionismo comunale in genere, possono diventare per l’area centrale ligure e per gli ambiti territoriali ottimali di riferimento, veri motori di sviluppo e di razionalizzazione delle risorse della P.A., pur con la necessità di adeguate misure di incentivazione e partecipazione, anche per non ignorare il forte senso di appartenenza e i reali bisogni delle comunità locali.  

In particolare,  la nuova organizzazione degli organi di governo previsti dalla legge approvata,  serve a introdurre  e rilanciare anche in Italia, istituzioni speciali e differenziate per le principali aree urbane, tra cui l’ex Provincia di Genova, e le aree omogenee diffuse sul territorio (Unioni).

Questi organi, il Consiglio e la Conferenza Metropolitana, si dovranno quindi proporre di governare comunità locali, che sono cresciute al di là dei confini amministrativi tradizionali e che hanno problemi comuni. Per l’ambiente, il governo del territorio, la mobilità, lo sviluppo economico e sociale i confini amministrativi dei Comuni sono insufficienti e la Provincia attuale, è risultata oramai un istituzione troppo debole per produrre politiche davvero efficaci.

L’esperienza però, dimostra che non basta una legge per fare nascere istituzioni evolute e buone pratiche di governo. Secondo la proposta di “COSTITUENTE per la CITTA’ METROPOLITANA”, è necessaria un’idea attiva di governo che pratichi il processo di costruzione della Città metropolitana e delle relative forme associative dei Comuni (Unioni e/o convenzioni), avendo attenzione a:

a)    la costruzione della nuova istituzione va perseguita attraverso processi di coinvolgimento e di partecipazione delle realtà locali (i Comuni in primis), rifuggendo modelli rigidi e dirigistici;

b)    la ricerca di coerenze tra specifiche funzioni che verranno conferite alla Città metropolitana e/o alle Unioni e il modello istituzionale prescelto;

c)    gli equilibri inter-istituzionali, individuando eventuali elementi di criticità emergenti dal quadro della distribuzione di competenze tra i vari livelli di governo, con particolare riferimento al riassetto delle relazioni tra Regione, Città metropolitana e Comuni;

d)    la valutazione delle potenziali incompatibilità con le normative regionali vigenti e la previsione di eventuali interventi di correzione e modifica;

e)    un’agenda di temi consoni alla realtà metropolitana specifica e alla sua articolazione territoriale, provando a comprendere quali sono le questioni strategiche, quali sono i territori ai quali la nuova istituzione si rivolge, quali sono gli attori interessati;

f)    valorizzazione aree omogene periferiche  rispetto alla Città di Genova e alle aree costiere.

Pertanto proposta di “COSTITUENTE per la CITTA’ METROPOLITANA”, prevede un impegno nel  percorso istitutivo, che eviti di configurarsi come “una fusione a freddo”, ma si sviluppi necessariamente  in un processo animato, prima, durante e dopo, con un dibattito culturale e politico-istituzionale ampio e una partecipazione vasta, che dovrà vedere coinvolti non solo i portatori di interessi “strutturati”, ma anche una platea più vasta di shareholders.
Tutto ciò, perché lo sviluppo di un sentiment e di uno spazio politico-culturale metropolitano, è cruciale per generare cooperazione intercomunale e coordinamento, ovvero di disponibilità ad un’azione comune per affrontare e risolvere i problemi reali di aree più vaste.
E anche per questo che la scelta primaria del legislatore di individuare un modello prevalente di governo di secondo livello, determina comunque la connotazione dei nuovi organi di governo (Città Metropolitane e Unioni), come Enti di servizio, in particolare funzionali a supportare l’attività dei Comuni nella gestione delle funzioni e dei servizi di competenza, fornendo inoltre la possibilità agli stessi di incidere nella pianificazione e programmazione dello sviluppo territoriale a livello strategico.
Per questo la proposta di “COSTITUENTE per la CITTA’ METROPOLITANA”, cercherà di coinvolgere, specialmente nella fase di costruzione dello Statuto, nonché di determinazione delle funzioni, delle competenze e delle relazioni tra gli Enti, che dovranno trovare necessariamente un adeguato spazio nel documento fondamentale del nuovo Ente, tutti i territori e le aree vaste affinché la Città Metropolitana diventi a tutti gli effetti un Ente partecipato dai Comuni e dalle Comunità, sia nella parte relativa alla costruzione delle regole, sia per la determinazione delle funzioni e dei servizi che la stessa dovrà garantire per l’intero territorio amministrato.