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Alessandro Piana (Lega Nord) su tutela Aera protetta Capo Mortola. Discussa in sede consiliare l’interrogazione presentata dal consigliere leghista

Il tratto marittimo al confine con la Francia,  che si apre davanti a villa Hanbury, è una zona di Tutela Marina che fa parte dell’Area Protetta regionale Giardini Botanici Hanbury, istituita con la legge regionale nel marzo del 2000 e gestita dall’Università di Genova.

«E’ vergognoso – sostiene Piana – che una zona così straordinaria per la biodiversità sia abbandonata a se stessa. Capo Mortola è un vero e proprio paradiso naturale al pari di Portofino, ma purtroppo da tempo è stato dimenticato dalle istituzioni. L’assenza di regole e l’applicazione delle leggi ordinarie stanno impoverendo sempre di più questo patrimonio naturale».

Una bozza di regolamento era stata discussa nel 2009 e riguardava i fondali e le acque comprese tra la foce del Torrente Latte e i Balzi Rossi (un tratto di mare che si estende per circa 470 ettari). L’approvazione del medesimo si è arrestata nel passaggio tra le due Giunte regionali guidate da Claudio Burlando.

Ieri, il consigliere leghista ha portato in aula, all’attenzione dell’assessore all’Ambiente  Giampedrone, la delicata questione.

«Dal 2013 – spiega Piana – la Regione non aveva dato più seguito a ciò che era stato proposto dalla Capitaneria di Imperia (divieto di ancoraggio di qualsiasi unità navale nel tratto di mare in questione  e utilizzo di strutture di ormeggio per le unità navali impiegate per l’effettuazione di immersioni subacquee con autorespiratore). Negli anni passati tra Regione e Capitaneria non si è mai riuscito a trovare l’accordo».

L’assessore ha riferito al consigliere che la questione negli anni si è arenata in quanto la Struttura competente ritiene non opportuna per l’impatto ambientale e non realizzabile per i costi molto elevati di acquisto, allestimento e manutenzione la posa di campi di boe, in numero tale da sostenere la richiesta degli utenti nautici che gravitano nell’area. Il campo boe previsto nell’ambito del progetto, quasi esclusivamente per i diportisti e in misura minore per i subacquei, poteva oscillare tra le 15 e le 20 boe al massimo in base alle risorse disponibili, quindi nettamente insufficiente alle esigenze diportistiche. Per questo motivo la Struttura aveva previsto anche l’ancoraggio su posidonia a mezzi entro i 5 metri e ancoraggio su sabbia agli altri, ma la capitaneria non è d’accordo.

«Oggi, attraverso la mia interrogazione – conclude Piana -, mi auguro che finalmente quell’area venga tutelata e si trovi un’intesa tra la Capitaneria e il neo assessore all’ambiente che si è mostrato aperto al confronto».