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Stava Sky Race PDF Stampa E-mail
Domenica 24 Giugno 2012 20:12
Le interviste: Ionut Zinca ha forzato subito

Dopo 24,930 km del percorso, con un dislivello totale di 4250 metri, ecco le impressioni dei protagonisti della settima Stava Sky Race, caratterizzata da un tracciato allungato di 3 km.

 

INONUT ZINCA (1° Stava Sky Race):
«È il mio primo test importante della stagione e non posso che essere molto felice. Ho preparato questo appuntamento con un mese di allenamento intenso in Romania e, stando al risultato, mi pare di aver lavorato bene. Mi sentivo in forma ed ho deciso di attaccare subito. Sulla prima salita l’unico che è riuscito a tenere il mio passo è stato lo spagnolo Gispert, che poi si è staccato. Ho quindi impresso un ritmo al quale gli avversari non hanno resistito. Soprattutto nella parte intermedia ho cercato di dare il massimo per aumentare il divario con gli inseguitori. Poi ai rilevamenti sul percorso mi hanno comunicato che avevo già un notevole vantaggio e nella parte finale in discesa ho controllato. Nonostante questo gli ultimi chilometri erano davvero impegnativi, che ho affrontato con forza».

 

LUIS ALBERTO HERNANDO ALZAGA (2° Stava Sky Race):
«Zinca è andato forte. Ha subito prodotto un forcing e alle sue spalle siamo rimasti un gruppetto di cinque, controllandoci a vicenda. Personalmente ho cercato di non esagerare anche perché sapevo che questa era una gara dispendiosa, ma all’inizio della seconda salita ho capito che il romeno era irraggiungibile e che dovevo concentrarmi per centrare il secondo posto. Domenica prossima ci sono gli Sky Games in Spagna e non volevo spremere tutte le mie energie. Il ginocchio infortunato è andato meglio, anche se non sono completamente guarito».

 

MIKHAIL MAMLEEV (3° Stava Sky Race):
«Durissima dal primo all’ultimo chilometro. Però sono salito nuovamente sul podio e per me è una grande soddisfazione, considerato soprattutto il lotto dei partenti di assoluto livello. A metà gara ero un po’ nervoso, perché si era formato un gruppetto di cinque atleti, tutti con lo stesso ritmo. Quando è iniziata la discesa, terreno dove riesco ad esprimermi bene, sono riuscito a staccare il gruppo agguantando la terza posizione che ho mantenuto fino al traguardo. Una Stava Sky Race più dura con questi chilometri finali, ma mi è piaciuta tanto. Passano le stagioni, eppure sono sempre fra i protagonisti. Bene così».

 

DANIELE CAPPELLETTI (5° Stava Sky Race):
«Contento dello stato di forma, un po’ meno del risultato finale. La stagione dello sci alpinismo si è conclusa solo un mese fa ed ho sensazioni sempre migliori, ma serve un po‘ di tempo. Sul Monte Agnello ho scollinato in terza posizione ed avevo tutte le carte in regola per giocarmi il podio. Poi però in discesa mi sono uscite delle vesciche ai piedi ed ho dovuto rallentare. Peccato, perché quando la strada scende io riesco ad attaccare ed invece mi sono dovuto difendere. Il quinto posto finale rimane comunque un eccellente risultato, anche perché sono il secondo degli italiani. Spero con questo piazzamenti di essermi guadagnato la convocazione con la nazionale azzurra in vista degli Sky Games della prossima settimana».

 

MICHELE TAVERNARO (7° Stava Sky Race):
«Con avversari del genere essere arrivato settimo è un buon risultato. Anche perché la Stava è stata la mia prima vera skyrace della stagione, visto che finora ho disputato una gara corta e una seconda è stata accorciata per il maltempo. Nella tratto iniziale ho preferito non esagerare, perché non conoscevo bene i miei limiti attuali. Una gestione saggia, che mi ha permesso di aumentare il ritmo nella seconda parte e concludere con un buon piazzamento finale».

 

PAOLO LARGER (11° Stava Sky Race):
«Ho disputato una gara controllata, cercando di non esagerare, visto che questa è stata la mia prima gara stagionale. Un test importante per avere delle risposte dal mio fisico che da un anno e mezzo è in sofferenza per un problema tendineo. Direi che sto vedendo la luce e mi sta tornando il morale. Pensare ad un piazzamento sul podio era davvero impossibile con un lotto di partenti del genere. Il livello tecnico si è decisamente elevato negli ultimi anni ed io non sono più un giovanissimo. Le risposte che volevo le ho comunque avute».

 

EMANUELA BRIZIO (1° Stava Sky Race):
«Mi sono svegliata con ottime sensazioni, con una temperatura ideale per correre. Ho dunque deciso di forzare all’inizio ed una volta capito che le avversarie erano lontane ho gestito la mia gara. Il prossimo fine settimana va in scena la maratona del cielo e non volevo sprecare troppe energie. Mi è piaciuto il nuovo percorso di gara, più muscolare nel finale e per nulla scivoloso nonostante i temporali del giorno prima».

 

NURIA DOMINGUEZ AZPELETA (2° Stava Sky Race):
«Ho sofferto la prima salita, mentre nella seconda ascesa sono riuscita a trovare il ritmo. Probabilmente sentivo nelle gambe la stanchezza per la gara corsa sette giorni fa in Spagna. Il risultato mi soddisfa perché la Brizio era davvero irragiungibile. Eccezionale il percorso di gara».

 

URBAN ZEMMER (1° Verticale del Cornon):
«Quest’anno ho deciso di provare ad affrontare il Verticale del Cornon senza bastoncini e devo ammettere che è andata bene. C’era un avversario forte da controllare come Golinelli, io ho provato subito a forzare e dopo circa 10 minuti di gara mi sono accorto che Nicola si è staccato, quindi ho continuato sul mio passo. Quest’anno ho aumentato l’intensità degli allenamenti e i risultati mi stanno dando ragione. Una gara splendida questa del Cornon».

 

NICOLA GOLINELLI (2° Verticale del Cornon):
«Chapeau. Zemmer è di un altro pianeta. Io ho comunque disputato una buona prova con dei rilevamenti vicini al tempo che l’altoatesino aveva fatto registrare lo scorso anno, ma non è stato sufficiente. Ho provato a tenere il suo passo nelle prime battute, poi però mi sono dovuto arrendere alla sua supremazia. Non ho nulla da rimproverarmi. Anche il problema al piede non mi ha dato fastidi. Per questo ho preferito partecipare al Verticale e non alla Stava».

 

MASSIMO DONDIO (direttore tecnico Stava Sky Race): «Una giornata fantastica sotto tutti i punti di vista. Ha tutto funzionato al meglio e un grazie va a tutti i ragazzi della Cornacci di Tesero, ai volontari che ci hanno aiutato e a tutti i collaboratori. L’idea di spostare l’arrivo in paese è stato un successo, la ciliegina sulla torta per una manifestazione che cresce anno dopo anno. Qualche stagione fa ambivamo all’assegnazione di un evento internazionale, ma con la nascita del nuovo circuito La Sportiva Gore-Tex Mountain Running Cup sono convinto che abbiamo dato vita a qualcosa di importante che farà parlare in futuro. Una fantastica intuizione. Per quanto riguarda il risultato agonistico ero convinto che Alzaga, nonostante un problemino al ginocchio, riuscisse a vincere ed invece abbiamo ammirato una prova superlativa del rumeno Zinca».

«Una giornata fantastica sotto tutti i punti di vista. Ha tutto funzionato al meglio e un grazie va a tutti i ragazzi della Cornacci di Tesero, ai volontari che ci hanno aiutato e a tutti i collaboratori. L’idea di spostare l’arrivo in paese è stato un successo, la ciliegina sulla torta per una manifestazione che cresce anno dopo anno. Qualche stagione fa ambivamo all’assegnazione di un evento internazionale, ma con la nascita del nuovo circuito La Sportiva Gore-Tex Mountain Running Cup sono convinto che abbiamo dato vita a qualcosa di importante che farà parlare in futuro. Una fantastica intuizione. Per quanto riguarda il risultato agonistico ero convinto che Alzaga, nonostante un problemino al ginocchio, riuscisse a vincere ed invece abbiamo ammirato una prova superlativa del rumeno Zinca».

GIULIANO VAIA (Presidente Us Cornacci): "Abbiamo ricevuto tanti complimenti a fine gara che gratificano la nostra scelta di identificare in un luogo unico sia la partenza sia l'arrivo nel piazzale delle scuole di Tesero. Una decisione che ci ha costretto a cambiare ed allungare il percorso e i partecipanti ne sono rimasti entusiasti, seppure gli ultimi 3 chilometri risultino impegnativi. Un successo che voglio condividere con i tanti collaboratori della Cornacci che ci hanno consentito di mettere in cantiere un'edizione davvero speciale".

Ultimo aggiornamento Domenica 24 Giugno 2012 20:12
 

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