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ANNALISA MINETTI IN MOTO PER SOLIDARIETA’ PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Settembre 2013 10:28

Tags: Annalisa Minetti

Minetti-Malagoli

La moto è emozione, è senso di libertà, talvolta è sfida contro le leggi della dinamica. Impressioni che si possono sperimentare soltanto in sella alle due ruote.

Non tutti riescono a portare una moto al suo limite, e quindi a saggiarne in pieno le potenzialità, soprattutto quando si gira in pista. Per questo sono state inventate le “biposto”: moto da corsa predisposte per il passeggero, con tanto di maniglioni speciali per non essere disarcionati nelle accelerazioni brucianti o nelle staccate in fondo ai veloci rettilinei.
Certo, per salire su una biposto bisogna essere un po’ temerari. Lo fareste mai, poi, con gli occhi bendati? Senza vedere cosa sta facendo il pilota che vi porta, e con quanto anticipo sta frenando rispetto alla curva? Ci vorrebbe una dose di forza supplementare. Caratteristica che non manca ad Annalisa Minetti: la campionessa paralimpica non vedente, medaglia di bronzo nei 1.500 metri alle Paralimpiadi di Londra 2012 e medaglia d’oro ai mondiali di Lione 2013 negli 800 metri, ha deciso di sperimentare le emozioni della moto per solidarietà con i piloti del Team Di.Di. Diversamente Disabili.
"Giuro che non vedo l'ora di salire in moto!" così aveva esordito Annalisa Minetti la mattina di sabato 7 settembre sul circuito di Vallelunga, prima di indossare la tuta di pelle, i guanti e gli stivali d'ordinanza. Ma al momento di chiudere la visiera del casco non nascondeva un po' di apprensione. "Ormai ho dato la mia parola e non mi tirerò indietro", ha detto con la caparbietà che la contraddistingue.
In sella ad una Kawasaki 600 biposto, Annalisa ha affrontato due giri di pista a duecento all'ora, con le curve da ginocchio per terra.
"Manuel è stato veramente un campione! - sono state le prime parole di Annalisa quando è rientrata ai box - Trasmetteva proprio sicurezza. Avevamo l'interfono perché i ragazzi del Team Diversamente Disabili si erano preoccupati che io potessi comunicare con il pilota, ma dopo la prima curva non gli ho chiesto già più niente e ho solo pensato ad assecondare i suoi movimenti. Mi sono proprio fidata ciecamente!" ha aggiunto l'atleta paralimpica con grande autoironia.
Alla domanda se rifarebbe un'esperienza del genere, Annalisa Minetti ha risposto in modo affermativo. "Non solo farei degli altri giri di pista... sono pronta anche a disputare una gara come passeggera insieme ad altri disabili, ma solo se un grosso sponsor decide di fare un gesto di beneficenza... Non vogliamo lasciare solo una scia di vento, ma anche un contributo a un'associazione Onlus che fa del bene a chi ne ha bisogno".
"La passione è una grande fonte di energia - ha commentato Emiliano Malagoli, presidente dell'associazione Diversamente Disabili -. E Annalisa Minetti da oggi è la nostra madrina, perché ha superato la sua disabilità reagendo con grande grinta, e noi tutti ci rispecchiamo nei suoi pensieri".
Altro passeggero d’eccezione Genny Esposito, ex marito e attuale manager di Annalisa Minetti, che è salito in sella ad una biposto guidata dalla campionessa europea Chiara Valentini.
L’indomani, i riflettori sono stati lasciati alle gare e ai piloti. E i ragazzi del Team Di.Di. hanno una forza speciale: alcuni di loro usano le stampelle per muoversi nel paddock, qualcun altro deve delegare ad un solo braccio tutte le attività manuali, e forse nelle loro operazioni quotidiane impiegheranno un po' più di tempo dei "normodotati". Sul fronte della popolarità, però, dimostrano una velocità da primatisti: si sono costituiti soltanto da poco più di sei mesi, eppure sono già protagonisti, anzi, sono diventati veri e propri beniamini dei circuiti.
Sembra una follia, ma sono privi di un braccio o di una gamba eppure corrono in sella a moto da 600 o da 1000 cc. Roba da 300 all’ora. Sono piloti amputati anche i due organizzatori, Emiliano Malagoli e Matteo Baraldi, e hanno già fatto gare in mezzo ai normodotati pur essendo privi l’uno della gamba destra, sotto il ginocchio, e l’altro del braccio destro, addirittura sopra l’articolazione, entrambi a causa di incidenti stradali.
Fin dalla prima gara della stagione i piloti del Team Di.Di. sono sempre accompagnati da "testimonial" di rilievo, da Marco Lucchinelli a Mattia Pasini e Alex De Angelis, ma a Vallelunga hanno raggiunto un altro traguardo: hanno toccato le corde del cuore dell'atleta non vedente Annalisa Minetti, oltrepassando i confini del mondo strettamente motoristico.

 

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