«Il Comune di Genova ha speso 27 mila euro per un sondaggio dell’Università di Genova su 1500 genovesi per scoprire l’acqua calda e intanto non dà nessuna risposta precisa su quello che sarà il futuro di Amt dal 1° gennaio 2015, quando sarà scaduto il contratto di servizio, non più rinnovabile col Comune di Genova».
Così interviene Alfonso Gioia, capogruppo UdC in consiglio comunale a Genova, al termine della seduta della commissione di questa mattina in cui sono stati relazionati i risultati della ricerca commissionata all’Ateneo genovese in merito alla biglietteria integrata treno e bus sul territorio genovese.
«Ritengo che il problema della tariffa integrata debba passare in secondo piano rispetto all’urgenza con cui dovrebbe invece essere affrontata la riorganizzazione di Amt. Di fronte ai dubbi sollevati dalla Corte dei Conti e dall’Autorità per la concorrenza, è evidente che la legge regionale, così com’è stata pensata, non vada bene e rischi di far scivolare nel baratro un servizio, come quello del trasporto pubblico locale, essenziale per le famiglie, che specialmente oggi, in tempi di crisi, potrebbero preferirlo a quello privato in un’ottica di risparmio.
Invece di sentire dati scontati sull’uso e sulle preferenze del mezzo di trasporto pubblico dei genovesi, ritengo sarebbe stato più utile e costruttivo ascoltare questa mattina le intenzioni dell’assessore regionale Vesco su come rimediare al “pasticcio” dell’Agenzia unica. La latitanza dell’assessore regionale ai Trasporti è a dir poco irresponsabile. Mese dopo mese, ci avviciniamo alla scadenza del contratto di servizio e ancora non sappiamo quale sarà il futuro di Amt. Inoltre, con la recente creazione della città metropolitana e il superamento delle Province si pone un ulteriore nodo e cioè la “convivenza” di Amt con Atp.
Da questa totale mancanza di risposte, da parte di Comune e Regione, e di programmazione anche a breve termine visto che si parla di quello che potrebbe succedere tra 8 mesi, è evidente che manchi una visione d’insieme che risolva una volta per tutte la precaria situazione del tpl genovese, di Amt e del difficile rapporto con le Ferrovie.
Una soluzione definitiva al problema Amt potrebbe arrivare da una riorganizzazione profonda delle partecipate comunali che, così come sono oggi, rischiano di portare al crack finanziario il Comune azionista. La strada da percorrere è quella di un’unica governance che snellisca ed efficienti i servizi in house.
Per Amt la soluzione potrebbe arrivare da Genova Parcheggi: società in salute che, visto il ruolo svolto nel tpl comunale, potrebbe essere integrata nei servizi di mobilità, garantendo maggiore stabilità economica ed equilibrio all’Azienda di trasporto.
Purtroppo, il sindaco e la giunta Doria da questo orecchio non sentono e dimostrano nei fatti la volontà politica di mantenere inalterato l’assetto della gestione fallimentare della galassia delle partecipate».






