
In occasione del 25 aprile della Festa della Liberazione, festeggiata perché nel 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia, presieduto da Luigi Longo, Emilio Sereni, Sandro Pertini e Leo Valiani, con la presenza del Presidente designato Rodolfo Morandi, Giustino Arpesani e Achille Marazza, proclamò l’insurrezione delle forze partigiane in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, imponendo la resa.
In memoria a questa vittoria, in data odierna, anche a Genova si è svolta la cerimonia in Piazza Matteotti, dedicata al Politico ed Antifascista Giacomo Matteotti, rapito e assassinato dai fascisti per volontà di Benito Mussolini a causa delle sue denunce dei brogli elettorali attuati dalla nascente dittatura nelle elezioni del 6 aprile 1924 e delle sue indagini sulla corruzione del governo. Nel giorno del suo omicidio avrebbe dovuto presentare un nuovo discorso alla Camera dei Deputati, voleva rivelare le sue scoperte riguardanti lo scandalo finanziario coinvolgente anche Arnaldo Mussolini, fratello del duce ma lo uccisero.
Oggi, a Genova, tra gli Antifascisti, c’era anche il “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione”:
«Ho notato che c’era il Procuratore capo di Genova Francesco Cozzi, oltre al Presidente dell’ANPI di Genova Massimo Bisca. Dopo aver personalmente denunciato i nuovi fascisti in Italia ed a Genova ossia CasaPound, mi è stato riferito che il Procuratore ha ritenuto che la nostra denuncia contro il partito politico di matrice neofascista, iscritta nel registro degli atti non costituenti notizie di reato (modello 45), al momento è in stand-by considerando che CasaPound non ha riscosso in Italia una grande diffusione – afferma la Presidentessa del Comitato Aleksandra Matikj, che prosegue- Eppure, la nostra denuncia è stata presentata il 9 gennaio 2018 ovvero 3 giorni prima di quella tarda serata di venerdì 12 gennaio quando un ragazzo antifascista veniva accoltellato e per il quale atto criminoso la stessa Procura di Genova ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio che vede indagato il responsabile provinciale di Casapound Christian Corda assieme ad altri 2 militanti del movimento di estrema destra, ritenuti responsabili dell’accoltellamento e per il quale lo stesso Procuratore Cozzi aveva detto:
“Bisogna evitare in tutti i modi che questo episodio abbia conseguenze e spirali varie. Dall’altro lato sicuramente l’autorità giudiziaria non avrà nessuna indulgenza o arrendevolezza su episodi di violenza fisica o verbale.”
Degli esponenti di CasaPound che abbiamo segnalato, tra i quali Gabriele Parodi, Simone Di Stefano e Gianluca Iannone, chiaro è il forte legame che almeno a Genova c’è stato tra l’indagato per il tentato omicidio volontario ed ad esempio Gabriele Parodi, noto quest’ultimo alla cronaca perché a Genova prendeva lo stipendio dagli Ebrei: da Manager Responsabile, ha rappresentato per anni ZIM, la società di shipping dello Stato israeliano.
Intanto però, le frasi scritte sul Social Network Facebook dai loro militanti e simpatizzanti come “Viva il duce!” e “Io sono fascista” passano impunite, così come “negra” per la Ministra Cécile Kyenge e “puttana” per Laura Boldrini: il Procuratore Cozzi non ne ha ravvisato alcuna ipotesi di reato, pur facendo presente che il tenore dei post su Facebook sono stati sicuramente poco educati.
Mi stupisce comunque che certi “commenti”, come li aveva definiti il Procuratore Cozzi, non rappresentino un reato penale… ma mi fa comunque piacere che nel caso di una probabile maggiore diffusione del partito politico neofascista in Italia, la Procura di Genova sarebbe pronta ad intervenire.
Noi comunque non abbassiamo la guardia in Liguria e continuiamo a lottare, come da anni oramai, contro ogni forma di discriminazione, fascismo e dittatura», conclude la Matikj.







