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Ancora 5 morti sui luoghi di lavoro anche ieri 2 dicembre. Ma come fa una classe dirigente di un paese ad assistere senza far niente alla morte dei suoi figli migliori?

Impressionante sequenza di morti per infortuni sul lavoro anche ieri.

Sono morti cinque lavoratori, 17 dalla tragedia di Messina di soli 4 giorni fa. Fa impressione la morte di due ventenni, morti tutti e due in modo straziante. In una ditta dolciaria di Torino che produce panettoni è morto in modo orribile Matteo Bianchi di soli 23 anni. Il povero giovane è morto con la testa schiacciata da un macchinario. Terribile anche la sorte di un suo coetaneo Domenico Gangemi della Provincia di Reggio Calabria. Anche lui ha finito la sua vita a 23 anni cadendo dentro un silos di una segheria, dentro il silos c’era una struttura elicoidale che cercava di sbloccare con un badile. Ci è caduto morendo sul colpo. In provincia di Bologna a Castelguelfo un artigiano Ferdinando Procopio è stato investito da un muletto mentre stavano posando del pietrisco in un capannone in costruzione, aveva solo 53 anni. In Provincia di Vibo Valentia è morto schiacciato dal trattore Maurizio Purita di soli 36 anni. Sull’A14 è morto Claudio Boldrin un autotrasportatore di 50 anni a causa di un tamponamento. Ma che Paese è il nostro che ni si preoccupa di salvaguardare la vita dei suoi lavoratori?

Carlo Soricelli