Home Sport acquatici Nuoto/Sincro

Aquacenter – I Delfini di Genova Pr

Intervista ad Antonio Lucia, responsabile del settore Antonio Lucia, 38 anni, un passato di buon livello agonistico in campo nazionale, è il responsabile del settore nuoto dell'Aquacenter I Delfini di Prà. All'indomani delle selezioni regionali racconta delle prodezze dei suoi giovani ragazzi e del futuro immediato con la nascita di un nuovo polo natatorio.
"Sono a Prà da quando è nata la piscina, nel settore preagonistica, con un gruppo di esordienti e finalmente abbiamo i primi di categoria made nel gruppo sportivo Aragno – spiega Antonio Lucia -. Abbiamo ricominciato da zero, e nei regionali di categoria abbiamo ottenuto degli ottimi risultati con i nostri sei atleti. E' arrivato il primo posto di Andrea Lemmi nei 50 sl, l'argento di Anna Scalas, classe '99, nei 100 rana con un tempo di 1'16"53 che le ha garantito l'accesso diretto ai campionati nazionali, scendendo sotto di mezzo secondo al limite fissato. Lo stesso Lemmi ha portato a casa tre bronzi, nei 200 misti, nei 100 e 200 sl. Loro sono le nostre punte di diamante di una squadra piccola con soli sei atleti. La struttura di Prà sta crescendo, come i numeri. Lo confermano i due trofei che si svolgono a gennaio e a novembre, riservato agli Esordienti. L'impianto viene usato a 360°. Sta girando molto bene, nonostante il periodo di crisi. Ci sono molte sottoleve, anche perché abbiamo saputo cavalcare l'onda, grazie anche a un direttore come Marco Ghiglione, una persona veramente in gamba. Da alcuni mesi abbiamo vagliato anche un nuovo progetto. Il nuoto ligure da sempre è troppo frazionato, ci sono tante società, tutte fanno le stesse cose e non si è mai pensato di crescere assieme. Fortunatamente, il sottoscritto e Cristiano Novelli, siamo grandi amici e abbiamo studiato una cosa nuova per Genova. Possiamo sfruttare 2/3 piscine, come questa di Prà, il Lago Figoi e Villa Gavotti. La possibilità di portare i nostri ragazzi e quelli della Nuotatori Rivarolesi su tre fronti diversi ed allenarsi insieme, con la possibilità di confrontarsi e migliorarsi, sotto la buona guida di noi due. Ai regionali il risultato complessivo ha portato a un totale di 7 ori, 14 argenti e 16 bronzi su 22 atleti che hanno gareggiato. Questo dà maggiore valore al nostro progetto, pur rimanendo due entità separate, ed è per questo che da settembre è nato il Progetto Nuoto Ponente, che ambisce a diventare catalizzatore di altre realtà più piccole, razionalizzando le risorse umane e gli spazio d'acqua. L'idea è quella di costituire una specie di joint venture, dove rimangono fuori realtà come Genova Nuoto e Andrea Doria, capaci di andare avanti da sole".
L'esperienza natatoria al servizio dei giovani, ma in vasca ci vai ancora?
"Ho nuotato fino a un certo punto, a 33 anni, età che difficilmente viene raggiunta dalle nuove generazioni – prosegue Antonio -. Ora non posso dire di avere la nausea, ma posso fare tutto ciò che prima mi era precluso e quindi in vasca non nuoto più. Mi dedico ad altri sport come la pesca, la mountain bike, il downhill, lo sci. Quando nuotavo non si poteva perché c'era sempre la paura di farsi male. Sono stato nuotatore di buon livello, ero nelle Fiamme Gialle e sono passato dalla Nazionale, non la maggiore, alle gare di Coppa del Mondo e metto a disposizione la mia esperienza ai ragazzi. Chiaro che una volta smessa l'attività rimane il desiderio di stare nell'ambiente. Auguro a tutti questa carriera, ma non ho voglia di fare il master perché significa non staccare mai. Per diventare qualcuno servono tanti sacrifici, ma ora è difficile imporsi, a meno che trovi la leva giusta e ti imponi per simpatia, carisma, per quello che riesci a trasmettere. Le aspettative per giungere a livelli accettabili sono sempre maggiori, lo si vede anche dagli spalti pieni durante le gare degli Esordienti. I ragazzi sono spesso condizionati dai genitori e cadono facilmente in depressione se falliscono un obiettivo o si vedono scavalcati da chi hanno sempre preceduto. In questo caso, è vero il detto che è meglio essere orfani. Il compito mio è quello di valorizzare chi ha delle potenzialità, chi può raggiungere degli obiettivi. Se vedi uno che va, devi salvaguardare una carriera".