Per il successo ottenuto la mostra internazionale “Segno-Suono-Luce” di Francesco Guadagnuolo, con il patrocinio del Comune di Ardea, la chiusura viene prorogata al 10 gennaio 2017.
Attualmente, la città di Ardea è al centro della grande arte italiana” con la mostra “Manzù. Dialoghi sulla spiritualità, con Lucio Fontana” nel Museo Manzù, via Laurentina, km 32 e l’altra la mostra personale “Segno-Suono-Luce” di Francesco Guadagnuolo presso la “domus Danae”, via Pratica di mare, 9. Tre importanti artisti italiani ad Ardea: Manzù, Fontana, Guadagnuolo, che pubblico e critica riconoscono dal punto di vista artistico-culturale. Manzù il grande scultore del ‘900 che ha creato un suo classicismo moderno, Fontana fondatore del movimento spazialista e Guadagnuolo considerato il massimo esponente della corrente del “Transrealismo Internazionale” in Italia.
“Segno-Suono-Luce” è un’esposizione che coinvolge lo spartito musicale dei più celebri compositori della scena internazionale. La mostra fino al 10 gennaio 2017 vede opere pittoriche che mettono in dialogo arte e musica, rendendo una nuova linea dell’arte nei rapporti che intercorrono con il tempo musicale.
Con la sua personale ad Ardea “Segno-Suono-Luce”, riconosciuta per il moderno linguaggio espressivo, Guadagnuolo ricerca nuovi cammini percettivi alternativi, avendo avuto modo di conoscere ed inserire compositori, riportando il fattore uditivo a quello visivo tramite immagini speculari che ne mutano l’apparenza sensibile. La mostra si compone di una parte delle 100 opere del 1996/1997, con partiture musicali autografe di alcuni importanti compositori contemporanei, raccolte sotto il titolo di “Segno-Suono-Luce”, vediamo scritture musicali, fra gli altri di Guido Baggiani, Bruno Bettinelli, Luciano Berio, Mauro Bortolotti, Sergio Calligaris, Luciano Chailly, Aldo Clementi, Massimo Coen, Franco Donatoni, Fernando Grillo, Domenico Guaccero, Roberto Hazon, Fausto Razzi, Ruggero Lolini, Giacomo Manzoni, Dimitri Nicolau, Franco Oppo, Francesco Pennisi, Goffredo Petrassi, Boris Porena, Giancarlo Schiaffini, Flavio Testi, Guido Turchi.
Così aveva scritto nel suo saggio il critico Teresa Zambrotta: «La musica sotto forma di partitura,
si traduce in segni grafici: l’immagine di segni astratti che però sono legati ad un fare che si traduce poi in un sentire. Nell’idea stessa di partitura musicale è implicita un’idea di spazio e di tempo, che è misura e suddivisione, scansione. Così trascrivere su carta tutte le note eseguite dagli strumenti e dalle voci in un’opera musicale, in modo che in ogni pagina le singole parti siano sovrapposte per indicare la contemporaneità è dare nello spazio corpo al tempo. Inoltre, nella musica scritta quel sistema di segni apparentemente statici che in quanto segni sono una calligrafia, perché scritti a mano, quel sistema non è che il primo anello di una catena di una serie di interpretazioni che portano all’esecuzione. Se questo è vero per la musica in genere, tanto più è vero per la musica contemporanea, dove lo scrivere musica è già fare musica. Qui, anche se non si può completamente generalizzare, l’elemento progettuale, o per meglio dire sintetico, è concepito come base. Musica progettuale, dunque. Il foglio è già un progetto, progetto ed esecuzione. Il progetto è già un’opera che da opera musicale diventa sempre più opera visiva, come se la musica si concretizzasse in immagine prima della sua esecuzione. Francesco Guadagnuolo è abituato a fare, a partire dalla sua esperienza pittorica, un lavoro di confronto. Finora egli si è confrontato con artefatti che si potrebbero definire chiusi: il calendario, la poesia, la fotografia, la radiografia. Ed il suo lavoro è consistito proprio nel dare, con il suo intervento, possibili aperture in grado di aumentare o imprimere un carattere immaginifico ai materiali con cui interagiva. Nel caso della musica l’operazione è forse più difficile: viene a confrontarsi con sistemi aperti o di per sé, com’ebbe ad intuire lo stesso Cage, stimolo al confronto pittorico, opere grafiche di per sé. Ed il lavoro appare molto interessante fino all’uso della frammentazione di alcuni di questi brani, in modo da rendere ancora più efficace il processo di immaginazione, a partire dai sistemi di rappresentazione».






