“Sono tornato a casa da due settimane. Giorno dopo giorno sto riprendendo il controllo della mia vita. Ho scoperto tutti i vostri messaggi di sostegno e d’amicizia. Vi devo la mia guarigione veloce, il vostro sostegno mi ha portato molto dal primo giorno”. Con queste parole Aristide Barraud, rugbysta francese sopravvissuto per miracolo alla strage del Bataclan, si è rivolto su Facebook ai propri sostenitori.
Quando i terroristi hanno aperto il fuoco in quella maledetta notte dello scorso 13 novembre, Aristide si trovava con la sorella su una terrazza poco distante dal teatro; ferito a un polmone e a un piede, è stato ricoverato d’urgenza in ospedale e ha passato la notte in rianimazione; da pochi giorni è stato dimesso, e il suo recupero prosegue.
A quasi un mese di distanza da quei drammatici fatti, il mediano d’apertura in forza al Rugby Mogliano (formazione veneta che milita nella massima serie), ha voluto quindi rassicurare tutti, ringraziando per il sostegno ed esprimendo il proprio pensiero sulla vicenda: “Non sento né rabbia né collera, solo una tristezza infinita per tutte le persone morte intorno a me, e altrove in Parigi. Il mio recupero sta andando bene. Secondo i dottori, devo la mia vita alla mia forza mentale e alla mia condizione fisica. Secondo me, la devo alla forza di mia sorella e dei miei amici per tenermi sveglio, al lavoro fantastico dei chirurghi e alla presenza miracolosa di Serge Simon (ex pilone dello Stade Francais, e dottore, presente nell’edifico sopra di me). Non potrei mai ringraziarli abbastanza”.
L’aver visto la morte in faccia ed esserle sfuggito, inoltre, ha spinto Aristide a riflettere su quella che è stata la sua vita finora, ricordandone le esperienze più significative – legate al rugby, ma non solo –, grazie alle quali potrà tornare ancor più forte di prima: “Sono grato verso il destino per averci evitato una tragedia insondabile. In questi momenti terribili, ho avuto pensieri molto forti verso le mie scelte di vita, i miei amici italiani, le mie famiglie italiane di Piacenza e Mogliano. La mia gioventù a Massy, il rugby club Massy, il mio periodo parigino, i miei studi a La Sorbonne, tutte le persone che contano. Tutto è diventato ancora più importante. Ho voluto vivere per stare con voi.
La strada è ancora lunga, però tra qualche mese sarò sul campo al 100% delle mie capacità fisiche. Nel frattempo ci sono ancora tante prove, sono pronto, tornerò più forte.
Sono felice di essere vivo. Amo Parigi più che mai.
L’amore e più forte della morte. Pace a tutti. Aristide”.
Alessio De Ferrari
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