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A.S.D. Genova Calcio, Nicola Donato: “partiamo con il ruolo di mina vagante e poi vediamo come va a finire”

calcio genovacalcio

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Arriva dal Bogliasco con intenzioni serie.

Mettersi al servizio del tecnico Beppe Maisano, per dare lustro al pacchetto arretrato dell’A.S.D. Genova Calcio. Nicola Donato, classe 1987, ha l’aria di chi è pronto a vincere la propria scommessa in un campionato, l’Eccellenza, per lui terreno sconosciuto viste le militanze in categorie superiori tra ex serie C2, C1 e Serie D.
Un acquisto di spessore, è proprio il caso di dirlo. Corteggiato e voluto espressamente dalla neonata società, Donato parte con un ringraziamento al mister Maisano: “E’ lui che mi ha cercato con insistenza e alla fine ho accettato la proposta – spiega il difensore – Lo ringrazio, perché la sua fiducia nei miei mezzi ha incentivato la mia voglia di vestire questa nuova maglia. Non conosco l’Eccellenza, ma so bene che sarà durissima: ci sono squadre come Sestrese e Ligorna, che hanno rose validissime e quindi partono come favorite, ma noi non abbiamo paura. Partiamo con il ruolo di mina vagante e poi vediamo come va a finire”.
Bogliasco, la sua ultima avventura calcistica si diceva: “Era giunta l’ora di cambiare aria – prosegue Donato – Eravamo partiti per vincere il campionato, poi le cose non sono andate per il verso giusto a causa di alcune vicissitudini, e alla fine ho deciso di scendere di una categoria. Eccomi qui pronto per ripartire in questa nuova avventura. Conosco bene Matteo Rossi, mio compagno a Bogliasco e grandissimo attaccante, poi Memoli che è cresciuto nel settore giovanile della Sampdoria come me, poi apprezzo le doti tecniche di un attaccante come Alessio Ramenghi, che ha sempre realizzato numerosi gol ovunque sia andato. Insomma, la squadra è di tutto rispetto e poi abbiamo una garanzia chiamata Beppe Maisano, un mister che prepara la partita in maniera esemplare, giorno dopo giorno e senza trascurare nulla. La società è il completamento di tutto: ci sono dirigenti validi e ho conosciuto persone serie. L’ultima parola spetterà al campo, ma quello dipenderà da noi perché con le parole non si ottiene nulla: dovremo dare sempre il massimo e affrontare ogni partita con l’obiettivo di vivere alla giornata e senza calcoli. La salvezza è la meta da raggiungere al più presto, e le potenzialità per fare bene ci sono tutte”.