Oggetto: Squalifica del calciatore Domenico Damiani
Gentili Amici,
in merito alla squalifica emessa dal Giudice Sportivo e pubblicata sul Comunicato Ufficiale FIGC n°36 del 06/02/2014, a carico del calciatore Domenico Damiani, tesserato per la nostra società sportiva ASD Nuova Oregina come di seguito espresso:
SQUALIFICA PER OTTO GARA/E
A fine gara rivolgeva al direttore di gara frasi fortemente ingiuriose espressive, tra l’altro, di discriminazione razziale, oltre a proferire frasi gravemente minacciose.
Sanzione aggravata avuto riguardo al combinato disposto degli artt. 19 e 11, c.2, C.G.S..
Pur non intendendo contestare le decisioni del Giudice Sportivo, peraltro ovviamente fondate sul referto dell’arbitro della partita ASD Nuova Oregina – Pro Pontedecimo del giorno 02/02/14, vogliamo esprimere alcune precisazioni:
Il giocatore in oggetto dichiara di non essere stato autore di alcuna aggressione verbale nei confronti dell’arbitro a fine gara.
Altro giocatore della nostra squadra, non colpito da provvedimenti del Giudice Sportivo e disposto a dichiarazione ufficiale, indica di essere stato autore nell’occasione di una frase sicuramente censurabile ma priva di alcun sfondo razziale, proferita ad alcune decine di metri di distanza dall’arbitro, negli spazi antistanti gli spogliatoi, conversando con altre persone, dove l’arbitro non era presente e non avrebbe quindi direttamente potuto udire.
Erano presenti e successivamente hanno parlato con l’arbitro, tre persone non qualificatesi, ma che hanno richiesto la presenza davanti allo spogliatoio dell’arbitro del dirigente addetto e che potevano assumersi come osservatori AIA o comunque appartenenti alla sezione AIA.
Discutibile ed opinabile che una frase non rivolta direttamente al direttore di gara, ma eventualmente udita da terzi in un contesto privato, venga riportata a referto come causale di espulsione a partita terminata e conseguente squalifica, aggiungendo il fatto dell’eventuale scambio di persona e che in alcun modo nessuno dei due giocatori si è mai trovato in prossimità dell’arbitro per proferire “frasi gravemente minacciose”.
In ogni caso, la nostra società tiene a far notare l’inconsistenza e la distanza della propria visione e di quella di ogni giocatore della propria squadra da una qualsiasi possibile discriminazione razziale, delineata dal fatto che durante la gara in oggetto, sul campo erano presenti tra le nostre fila 5 giocatori stranieri di etnie diverse.
In questa circostanza teniamo a ribadire quella che da sempre è stata la nostra linea di principio – e da sempre affermata non con parole ma attraverso la nostra attività sociale – che esclude nella maniera più assoluta qualsiasi comportamento discriminatorio.
Reputiamo di veder gravemente danneggiata la nostra immagine faticosamente costruita in tanti anni di attività svolta in collaborazione con istituzioni e comunità nell’accoglienza e nell’indirizzamento allo sport inteso come tale di ragazzi di ogni provenienza e di ogni ceto sociale.
Come nostra abitudine, abbiamo evitato qualsiasi ricorso, evidenziando che non è del risultato sportivo che si parla, ma di educazione e rispetto, quella che noi ci sforziamo con ogni mezzo di mantenere – sempre ed in ogni occasione – e che pretendiamo da ogni componente della nostra società, mantenendo un alto livello di attenzione e intervenendo talvolta incrementando le sanzioni del giudice sportivo quando la persona non si comporta
coerentemente con la nostra politica.
Riteniamo grave per se stessa una squalifica che addebita motivazioni che non riconosciamo assolutamente, e comunque cogliamo l’occasione per rivolgere al direttore di gara le nostre scuse per qualsiasi comportamento di nostri tesserati che possa averlo posto in difficoltà. Allo stesso tempo vogliamo sottolineare che nella concitazione di un finale di gara sicuramente difficile per questo direttore di gara -forse ancora inesperto- la nostra panchina e i dirigenti presenti all’incontro hanno fatto il possibile per confortare e assistere l’arbitro, nonostante non ci fosse nessuna situazione di pericolo.
Certi che abbiate compreso la motivazione che ci ha spinto a scrivere, cogliamo
l’occasione per porgervi i nostri più cortesi saluti.
Il Presidente
Tullio Gemelli






