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Asd Real Arenzano

Lo sport dilettantistico italiano ha appena chiuso una stagione agonistica molto travagliata: la pesante crisi economica del paese ha causato una considerevole contrazione delle sponsorizzazioni e dei contributi e sono conseguentemente accresciute le difficoltà gestionali comportando il ridimensionamento dei programmi di molte società fino all’abbandono dell’attività agonistica o il fallimento societari.

In questo quadro generale, il calcio femminile non fa eccezione; è continuata, inesorabile, la contrazione delle società iscritte ai campionati nazionali   che sono passate nell’ultimo anno da 71 a 67, in linea con una diminuzione di oltre il 30% negli ultimi cinque anni.
Malgrado il massiccio ricorso ai ripescaggi di società non aventi diritto, per la prima volta si è abolito il campionato di Serie B, accorpando le squadre in quattro gironi di A2.
La situazione generale, unita a storiche contraddizioni, ha acuito la crisi dirigenziale del settore che già si era sviluppata nei mesi precedenti e che si è consumata con le dimissioni del Presidente Padovan, a meno di due anni dall’insediamento, e con il commissariamento della Divisione Calcio Femminile.
La speranza dei dirigenti delle società iscritte in rapide decisioni innovative sono però state frustrate immediatamente: aumento considerevole dei costi di affiliazione e  partecipazione ai campionati e nulla più, se non una diatriba in seno alle varie componenti e rappresentanze della F.I.G.C. e la proroga del commissariamento senza prospettive certe.
Ci attende ora una nuova stagione con un organico teorico di 75 Società aventi diritto alla partecipazione ai Campionati Nazionali.
Voci non controllate paventano un ulteriore pesante ridimensionamento ed in tal caso ci pare necessaria la riapertura dei termini di iscrizione ai campionati.
In ogni caso, la Dirigenza Nazionale deve dare segnali precisi partendo da una drastica diminuzione delle spese inutili e superflue, la riorganizzazione dei campionati in modo da diminuire le spese gestionali e l’incentivazione delle attività promozionali.
Se, come sembra certo, la nuova collocazione del settore avverrà all’interno della Lega Nazionale Dilettanti, con la creazione di un dipartimento specifico, analoga incentivazione dovrà essere prevista affinché  le Società di calcio maschili aprano un proprio settore femminile, invertendo la tendenza ormai consolidata di Società di solo settore femminile e facendo uscire dal “ghetto” il calcio in rosa.
Ultima considerazione sui costi che può sembrare funzionale ad interessi particolari, ma che in effetti rimanda ad un problema di carattere nazionale.
Da sempre i gironi dei campionati A2 (e B fin quando è esistito) hanno penalizzato, in termini di chilometraggio delle trasferte, le Società del meridione, del centro Italia e delle isole, numericamente meno significative di quelle del nord.
Nella stagione appena conclusa anche le Società genovesi hanno subito una pesante penalizzazione, a seguito dell’inserimento nel girone con Toscana, Umbria, parte dell’Emilia e due trasferte  sarde, rispetto alla composizione del Girone A (Lombardia, Piemonte e due squadre sarde) e del Girone B (Trentino, Veneto, Friuli e parte dell’Emilia)
Risultato finale:
Girone A: media trasferte Km. 269 (media fra Km. 177 della Società Inter e Km. 501 del Cuneo) ai quali si aggiungono le due trasferte sarde.
Girone B: media trasferte Km. 354 (media fra Km. 286 di Zensky e San Carlo e Km. 631 del Castelvecchio), questa volta la netto di nessuna trasferta isolana.
Girone C: media trasferte Km. 405 (media fra Km. 368 della Società Scalese e Km. 561 del Molassana fino ai Km. 579 della Sestrese Athletic) ai quali aggiungere l’onere delle due trasferte in Sardegna.
A Genova c’è un detto popolare che dice: “Un po’ per uno in braccio alla mamma”, e cioè che i favori devono riguardare tutti a rotazione.
Non chiediamo tutto ciò; vogliamo solo sperare che i calendari 2012/2013 rispondano ad un criterio di maggiore equità.

          

ASD REAL ARENZANO
Il Presidente