Ha chiuso il 2015 al terzo posto, subito dietro le corazzate Moconesi e Rivarolese Impero.
L’Athletic Club di mister Alberto Mariani è stata l’autentica rivelazione del girone B di Promozione, in virtù di una politica improntata sulla crescita dei giovani che ha dato i frutti sperati. Gioco votato all’attacco, coesione del gruppo e tanto, tantissimo lavoro: questi i segreti del successo di una squadra che non ha assolutamente voglia di tirare il fiato, ed è pronta a presentarsi al primo appuntamento del 2016 (trasferta sul campo della Tarros Sarzanese) con la voglia di proseguire il sublime cammino fatto di prestazioni convincenti e risultati favorevoli. Andrea Conte, direttore sportivo e dirigente del florido settore giovanile albarino, tesse le lodi di squadra e tecnici: “La squadra ha fatto un girone di andata davvero invidiabile – spiega Conte – Il nostro obiettivo non è vincere il campionato, perché sappiamo bene quanto sia dura, bensì arrivare tra le prime cinque/sei: abbiamo i mezzi per potercela fare, perché alla guida tecnica ci sono persone esperte e validissime come Alberto Mariani e Umberto Verdigi, e calciatori davvero bravi come Marraffa, Congia, che sono i più “vecchi”, e poi Di Pietro, Sangalli e Aprile, il cui recupero è stato fondamentale per l’economia della squadra. La prima squadra viaggia da “sola”, nel senso che è più facile da gestire: quest’anno abbiamo deciso di dare vita un progetto di crescita e sviluppo che coinvolge anche gli Allievi e la Juniores, perché il nostro obiettivo è quello di far sì che i ragazzi non smettano una volta arrivati agli Allievi, e che, soprattutto, siano incentivati a giocare con i più grandi: ad esempio, domenica prossima un paio di ragazzi del 2000 andranno a giocare con i ’99, in modo tale da consentire loro di crescere e uscire dal loro gruppo abituale. Speriamo che questa politica possa essere quella vincente, noi ci crediamo e stiamo lavorando parecchio con i vari tecnici al fine di far maturare i giovani. E’ normale che una società come la nostra dia ampio risalto al settore giovanile, perché è il serbatoio dal quale attingere per evitare di cercare i giocatori in giro. Mi piace molto lavorare in questa società, anche se l’impegno è sempre notevole ma pur sempre stimolante. E’ bello veder crescere i ragazzi, che sono seguiti allenamento dopo allenamento, e talvolta anche fuori dal campo. Ripeto, spesso uno arriva agli Allievi e poi smette, perché non ha più stimoli: noi cerchiamo di farli giocare, divertire e credere nell’obiettivo di arrivare a giocare in prima squadra”.






