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Aurelio De Laurentiis a Tutti convocati su Radio 24

Sulla scelta di Sarri, accolto all’inizio come allenatore “di provincia” il Presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ha detto a Tutti Convocati su Radio 24:

“L’Italia si basa sulla provincia, siamo il paese delle 100 città che contano. Il gioco del campanile non ci deve mai porre su una torre per farci buttare giù chi è più debole. Sarri mi ha creato un grande dolore…quella sera non c’ero a Empoli. Telefonai a Nicola Lombardo per chiedergli il risultato…Quella partita abbiamo preso 4 zucchine alla fine e lì iniziai a studiarmi Sarri. Col presidente dell’Empoli stavo parlando per portarmi via qualche elemento come Hysaj e Valdifiori, visto che da tempo volevo un regista e persi purtroppo Verratti, come ben sapete, che finì a Parigi. La mia cultura cinematografica imponeva la scelta di  un regista e l’Empoli aveva una bella cantera”. Poi racconta dell’incontro con l’allenatore: “Sarri era ad Amalfi per una manifestazione che si tiene ogni anno e mi  ha conquistato il fatto che moriva per venire a Napoli, oltre alla sua semplicità. Gli ho detto  che il mio dovere era difendere il club e che avevo bisogno di fare un contratto programmatico per cui ogni anno si potesse rescindere o rinnovare. Ho avuto anche nel cinema dei matrimoni lunghi, ma non posso prescindere da questo. La programmazione nel mondo del lavoro è una cosa fondamentale.”

Sul suo rapporto con il tecnico, De Laurentiis ha dichiarato a Tutti Convocati su Radio 24: “La mia abitudine nel cinema è lasciar lavorare le persone che scegli. Nei film puoi intervenire per cambiare qualcosa prima che escano. Nel calcio non si può tornare indietro come con la moviola. Sarri mi incitava a prendere Saponara,  ma non potevo portar via tutto l’Empoli all’amico Corsi. Lui voleva un trequartista per giocare col 4-3-1-2, un modulo che mi preoccupava visto che abbiamo sei attaccanti. All’inizio ho taciuto, ma visto che non arrivavano i risultati chiamai Giuntoli e gli dissi di convincere il mister a cambiare modulo, dobbiamo giocare col 4-3-3. Il ds mi disse che glielo stava già dicendo, ma bisognava insistere e convincerlo. Alla fine si convinse ed i risultati si sono visti”.

Sul paragone tra Sarri e il suo predecessore Benitez il presidente ha aggiunto a Tutti Convocati su Radio 24:  “A differenza di Benitez, il signor Sarri è più tecnico, ma dal punto di vista pratico. Benitez è più teorico e cerca di non disturbare mai l’ambiente dello spogliatoio perché da lì arriva un’aria benefica del quale un tecnico può puoi usufruire. Sarri però sa avere un rapporto col calciatore e gli sa spiegare quello che vuole, non c’è nulla di peggio che non riuscire a farsi capire. Ora per esempio ci sono queste due reazioni di Insigne e Mertens: Giuntoli probabilmente sarà costretto a multarli per questioni interne, allora molte volte il Presidente si deve mettere da parte. Eppure mi fa piacere che i due signori si siano scaldati, perché dimostra attaccamento alla maglia, dimostra che si divertono. Forse avremmo bisogno di due squadre per far giocare tutti (ride, ndr).

Sul sogno scudetto ecco come si è pronunciato il numero uno partenopeo a Tutti Convocati su Radio 24: “Io credo che il Napoli abbia parecchie possibilità di giocare partita per partita, onorando la maglia. La parola magica non posso pronunciarla, i ragazzi devono essere caricati a pallettoni e non si può fargli vedere come brilla all’orizzonte un obiettivo.  Dodici anni fa ho ricevuto per 33 milioni per un pezzo di carta, con la promessa di ripartire dalla Serie B ed invece mi fecero il piacere della Serie C, dove ho trascorso due anni in cui ho investito 100 milioni di tasca mia. Siamo saliti in B l’anno in cui c’era anche la Juventus, un campionato difficile. Non sapevo nulla di calcio, è stato come iscriversi all’università, ho avuto un’esperienza di vita unica e irripetibile. Sono 6 anni consecutivi che siamo l’unica squadra italiana che gioca sempre in Europa. Qualcosa, per quanto possa valere, l’abbiamo vinta. La parola magica scudetto vediamo…(alla dine l’ha detta, ndr).”

Infine su Higuain e Reina De Laurentiis si è pronunciato così a Tutti Convocati su Radio 24: “Il Pipita ha una famiglia impeccabile, amo molto mamma, papa e fratello, sono esemplari. Lui è una persona tridimensionalmente pulita, trasparente, leale, educata. È stata una nostra intuizione, non di Benitez, lui voleva Damiao. Dopo un incontro col suo agente mi sono guardata con li mio amministratore delegato e ci siamo chiesti se ne valesse davvero la pena . Quando sono venuti papà e fratello di Higuain per discutere ci siamo intesi subito! Credevano facessi contratti impossibili, ma forse solo perchè sono lunghi, c’era scritto tutto. Reina? L’anno scorso non ci capimmo col suo procuratore, gli dissi di aspettare quattro settimane, lui invece cercava l’accordo con un altro club e quando tornò a farsi sentire gli dissi che era tardi.”