UNA GARA AVVINCENTE TRA LE REGIONI CHE VOGLIONO TUTTE DETENERE IL PRIMATO DELLE MORTI SUL LAVORO.
L’EMILIA ROMAGNA E’ IN QUESTO MOMENTO PRIMA CON 24 MORTI, INCALZA PERO’ LA LOMBARDIA CON 23. MA LOTTANO PER LA PRIMA POSIZIONE ANCHE VENETO E LAZIO CON 21 E IL PIEMONTE CON 20. SEGUONO STACCATE, MA CON LA SPERANZA DI RECUPERARE LA PUGLIA CON 17 MORTI E LA SICILIA CON 15. ANCHE LA TOSCANA CON 14 E IL TRENTINO ALTO ADIGE CON 10 SPERANO IN UN RECUPERO NELLA SECONDA PARTE DELL’ANNO. IN QUESTA SQUADRE REGIONALI SEMBRANO TIRARE LA VOLATA LE PROVINCE DI BARI E BOLZANO CON 9 MORTI, MA QUELLE DI TORINO, ROMA E VITERBO CON 7 MORTI INCALZANO DA VICINO. CUNEO COME TUTTI GLI ANNI NON STA A GUARDARE CON I SUOI 6 MORTI. MI SCUSO CON TUTTI I FAMILIARI DELLE VITTIME SUL LAVORO, MA FORSE LA POLITICA, A TUTTI I LIVELLI, S’INTERESSEREBBE DI QUESTE TRAGEDIE, DOVUTE SOPRATTUTTO ALLE LORO RESPONSABILITA’, SE QUESTA FOSSE UNA GARA SPORTIVA. CON 237 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO RISPETTO ALL’ANNO SCORSO SIAMO COMPLESSIVAMENTE A +10,55%. RENZI, POLETTI E MARTINA SI VERGOGNINO, IL 28 FEBBRAIO AVEVO MANDATO UNA MAIL ALLE LORO SEGRETERIE AVVERTENDOLI CHE ENTRO POCHI GIORNI SAREBBE RICOMINCIATA LA STRAGE DI AGRICOLTORI SCHIACCIATI DAL TRATTORE, DI FARE UNA CAMPAGNA INFORMATIVA SULLA PERICOLOSITA’ DEL MEZZO, DI FARE UNA “LEGGINA” PER LA PROTEZIONE DELLE CABINE. MA LA FRETTA CHE HANNO IN TUTTO QUELLO CHE FANNO NON LA METTONO PER SALVARE LA VITA DI CHI LAVORA. DA QUEL GIORNO SONO MORTI 60 AGRICOLTORI SCHIACCIATI DAL TRATTORE. UN NUMERO DI AGRICOLTORI MORTI COSI’ ATROCEMENTE CHE DOVREBBE FAR INORRIDIRE OGNI PERSONA CON UN PO’ DI SENSIBILITA’. LE LEGGI COME POTETE VEDERE QUI SOTTO C’ERANO, MA SONO STATE DISATTESE.
CARI FAMILIARI DEI MORTI SUL LAVORO, PERDONATEMI PER L’IRONIA, MA DOPO 7 ANNI DI MONITORAGGIO E DENUNCE A TUTTI I LIVELLI SONO STANCO DI LOTTARE CONTRO I MULINI A VENTO. METTERO’ QUESTA “GARA” FATTA COL SANGUE DI CHI LAVORA ANCHE NEL BLOG DELL’OSSERVATORIO. COSA NE PENSATE? FORSE RIUSCIAMO A FARLI VERGOGNARE UN PO’’? CARLO SORICELLI OSSERVATORIO INDIPENDENTE DI BOLOGNA MORTI SUL LAVORO http:/7cadutisullavoro.blogspot.com
La storia parlamentare degli omicidi verdi
Eg. Sig. Carlo Soricelli
Ho letto sul Fatto Quotidiano il suo l’articolo – Agricoltura record di morti dimenticate -, e le volevo comunicare alcune cose riguardanti questo grave problema. La legge relativa all’installazione dei telai di sicurezza risale al
1/1/1974 e prevedeva che i produttori dotassero i nuovi trattori con il relativo telaio, mentre per i macchine già in circolazione le soluzione erano due: i trattori con parafanghi rotondi dovevano essere rottamati , mentre quelli
dotati di parafanghi quadrati , dovevano essere portati in officina, dotati di
telaio OMOLOGATO, e quindi passare il collaudo alla Motorizzazione.
Per chi acquistava un nuovo trattore era previsto un contributo del 20 per
cento al Nord , 40 al Sud, 45 nelle Isole. Ma si opposero le organizzazioni
agricole che facendo passare furbescamente una modifica , vanificarono una
buona legge. Fecero in modo che i trattori da rottamare potessero essere
trattenuti dagli agricoltori e pur non potendo circolare su strada, ( potevano
essere sequestrati , in quanto non a norma con la circolazione anche per
quanto concerneva i dispositivi di illuminazione , frecce stop ecc.), ma continuavano ad essere utilizzati in campagna.
Questo comportò non soltanto un esborso da parte dello Stato per la rottamazione ma anche per le migliaia di pensioni di invalidità corrisposte, senza contare i drammi delle famiglie per le persone morte dal 74 ad oggi.
Spero di esserle stato utile , e si mi vuole contattare per ulteriori informazioni:
Gent.le Sig. Soricelli
Ho ricevuto la sua risposta e le confermo che il Fatto Quotidiano ha citato
L’Osservatorio , con il quale attraverso Internet ho potuto trovare il suo sito.
Tornando al problema della sicurezza, la informo anche che ai trattori destinati
a rottamazione potessero essere ( tolte le ruote ) alloggiati in appositi basa-
menti , presso canali o corsi d’acqua, per irrigazione dei campi.
E fin qui la cosa poteva avere un suo senso, qualcuno effettivamente li utilizzò
in questo modo, altri dotati di italica fantasia, per risparmiare, si costruirono dei telai casalinghi con profilati di metallo assolutamente inadatti a reggere il peso
del trattore in caso di ribaltamento , altri ancora continuarono tranquillamente
ad utilizzarli non soltanto nei campi , ma pure su strada , incuranti del pericolo
per sé ma anche per gli altri. Posso confermarle una grande quantità di incidenti
stradali con invalidità permanenti o perdite di vite ( molti con la moto ) a causa di
apparecchiature di illuminazione notturna insufficienti.
Per non parlare dei trattori snodati , destinati ad essere utilizzati in pianura ed
essenzialmente nelle serre , per poter manovrare in spazi ristretti, ma impiegati
anche in collina su terreni scoscesi ed argillosi , che specialmente dopo una pioggia, per un (effetto saponetta ) perdono aderenza e diventano incontrollabili,
e non ci sono telai di sicurezza che tengano.
Prossimamente le manderò altre mail su motozappe e motocoltivatori e una
che riguarda l’utilizzo dei fitofarmaci in agricoltura ( altra strage che quasi nessuno conosce).
Mi chiede di pubblicarmi sul suo blog , ok per me và bene , cortesemente
ometta soltanto via e numero civico.
Per il momento le porgo i miei più distinti saluti.
Antonio Gatti
Eg. Sig. Soricelli
Sempre a proposito di sicurezza la informo che nei paesi Scandinavi , i trattori
sono dotati di una cabina , ovviamente per ragioni climatiche. Poiché questi mezzi attraversano spesso fiumi o laghi ghiacciati e qualche volta ci finiscono dentro,
sono allestiti nella parte superiore di un apposito oblò, attraverso il quale l’operatore può fuggire.
Ritornando al nostro Paese, dobbiamo purtroppo registrare un’alta incidenza
di incidenti dovuti all’uso di motozappe e motocoltivatori, talvolta privi dicarter di protezione per i piedi e le gambe.
Molto spesso non sono addetti all’agricoltura, ma i cosiddetti (agricoltori
della domenica ), coloro cioè che , avendo un piccolo terreno lo coltivano
a tempo perso e che sottovalutano o non sanno del pericolo che corrono
nell’ uso di macchine vecchie e non a norma.
Per fortuna già da moltissimi anni le aziende produttrici, una ( credo sia stata
la prima ), situata nella sua Regione, brevettò un sistema di blocco di erogazione
del carburante in caso di ribaltamento, utilissimo specialmente su terreni scoscesi, impedendo di avere gli arti maciullati dalla fresa con relativa morte per dissanguamento.
Altra causa di incidenti in agricoltura è imputabile all’uso non corretto dei
fitofarmaci. Anche se nel nostro paese, la legislazione per quanto concerne
il commercio e la vendita è abbastanza restrittiva, in quanto che vende o chi
acquista deve essere dotato di apposita autorizzazione valida 5 anni, ritengo
che, a causa della pericolosità , o nel caso dell’introduzione in commercio di
nuovi formulati, sarebbero utili corsi di informazione periodici.
Per fare un esempio : i prodotti contenenti esteri fosforici sono altamente
tossici, la loro molecola è estremamente fine a passa attraverso i pori della
pelle. Gli operatori devono essere adeguatamente protetti con stivali, tuta
apposita, guanti, casco e maschera dotata di doppi filtri , nessuna parte del
corpo deve essere esposta , operare in assenza di vento e a distanza da case,
abitazioni ecc. Generalmente il decesso avviene per paralisi respiratoria ed
infarto. Soltanto attraverso una autopsia e le analisi del sangue si può capire
che si tratta di avvelenamento e non morte naturale.
Come vede il campo è vastissimo ma spero in queste poche righe di avere dato almeno un’idea a chi non è del settore, dell’enorme lavoro che si potrebbe
fare per evitare morti inutili, con costi sociali altissimi.
Le segnalo , se la può interessare, il – Rapporto annuale sull’attività di vigilanza in materia di lavoro e previdenziale – sul sito del Ministero del Lavoro,
dove si possono trovare notizie interessanti.
Perito Agrario
G. A. Torino






