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“Azzurri d’Europa” di Stefano Ferrio e Gianni Grazioli – Minerva Edizioni

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AZZURRI D’EUROPA
L’ITALIA AI CAMPIONATI CONTINENTALI
una storia di monetine, coppe alzate o sfiorate e rigori da roulette russa

di Stefano Ferrio e Gianni Grazioli

“Un libro coinvolgente, ricco di informazioni
Magari sconosciute ai più giovani, preziosa molla
di ricordi da far riemergere per quanti hanno
vissuto tutti quei momenti e quelle emozioni.”
Bruno Pizzul

“Non esiste concittadino appassionato di calcio che non abbia un ricordo legato alla maglia azzurra, al tricolore affisso alla finestra o a quello sventolato per strada in segno di festa. L’azzurro rende eroi coloro che lo indossano”: queste parole di Gabriele Gravina, attuale Presidente della FIGC, costituiscono una sintesi mirabile del rapporto, profondo e viscerale, che lega gli italiani alla propria Nazionale e si trovano nella prefazione di questo volume che, grazie alla narrazione appassionata e documentata di Stefano Ferrio e Gianni Grazioli ci permetterà di viaggiare indietro nel tempo, alla riscoperta di momenti indimenticabili della storia calcistica del nostro Paese.
Volete qualche esempio?

Nella famosa semifinale del 1968, vinta al sorteggio contro l’Unione sovietica, le monetine lanciate dall’arbitro furono una o due? Perché Angelo Domenghini cambiò la storia d’Italia con una punizione assolutamente folle nella prima finale giocata contro la Jugoslavia? E nella finale bis, Pietro Anastasi voleva davvero segnare in quel modo uno dei gol più belli nella storia della Nazionale? Invece, trentadue anni dopo, nel 2000, a cosa pensava Francesco Totti durante la “passeggiata” che, allo stadio di Amsterdam, lo avrebbe portato a battere un rigore “a cucchiaio” divenuto leggenda, mentre il suo compagno di squadra Francesco Toldo si ingegnava a parare tre tiri dal dischetto in una partita sola?

Sono solo alcune fra le domande che trovano risposta in queste pagine, scritte attingendo a piene mani dagli episodi più avvincenti e paradossali estrapolati da 60 anni di storia dei Campionati europei, la cui sedicesima edizione torna nel 2021 a essere giocata nello stesso stadio Olimpico del trionfo italiano di oltre mezzo secolo fa.

Una competizione che, grazie ad alcune partite entrate nel mito della Nazionale, non importa se a lieto fine o no, ha donato a intere generazioni di italiani emozioni da ricordare per sempre.

Per rievocarle, questo libro si propone di scavare nel “profondo azzurro” di un archivio fatto di finali durate tre giorni, di Golden Goal inesorabili come sentenze, di giovani squadre vissute una sola estate, di semifinali vinte contro ogni pronostico, di rigori battuti lungo il sottile confine tra inferno e paradiso.
E a portare il lettore in campo, come se si trattasse di sfide tuttora in corso, provvedono alcune interviste esclusive, appositamente realizzate per questo libro. Testimonianze preziose, per le quali essere grati a giocatori che sono entrati da assoluti protagonisti fra gli Azzurri d’Europa.

Tra questi ultimi, non possiamo non ricordare tre campioni che il 2020, un anno che nessuno di noi potrà mai dimenticare, si è portato via con sé, e che hanno legato il loro nome alla maglia della Nazionale: Pierino Prati, Pietro Anastasi e, da ultimo Paolo Rossi, il “Pablito” che, a suon di gol, riportò l’Italia di Bearzot in vetta al mondo, nella calda estate del 1982.
In quel momento storico, il nostro Paese stava tentando, non senza fatica, di uscire dall’incubo degli anni di piombo: la vittoria dell’Italia nel Mundial di Spagna segnò un riscatto, costituendo uno straordinario catalizzatore di energie positive che contribuì, sul piano non solo sportivo ma anche sociale, a quello sforzo collettivo.

Riscatto che giunse nuovamente a distanza di 24 anni: il calcio italiano, sconvolto dalla vicenda di Calciopoli, ritrovò compattezza ed autorevolezza con la vittoria degli azzurri di Marcello Lippi nella finale di Berlino contro i mai amati cugini d’Oltralpe.

Nel solco di tali importanti precedenti, l’auspicio è che, in questo momento così difficile per l’Italia, i ragazzi di Roberto Mancini, chiamati tra pochi mesi a disputare l’Europeo 2021, possano, con le loro gesta, non solo onorare la memoria di quei grandi campioni del passato, ma anche rappresentare nuovamente un fattore di coesione per l’intero Paese, ridandogli entusiasmo e voglia di tornare alla vita.

Ecco perché questo libro merita di essere letto: perché non si limita a ricostruire episodi ed aneddoti legati ad una manifestazione sportiva, ad una squadra o a singoli campioni, ma perché racconta la storia di un’Italia che è cambiata nel tempo, che ha visto nel calcio e nella rappresentativa nazionale un momento di unità, uno sprone per risollevarsi da momenti anche drammatici, un motivo per emozionarsi e per affrontare nuove sfide, proprio come quelle che la stretta attualità ci pone di fronte.

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AUTORI E BIOGRAFIE

Stefano Ferrio, nato a Vicenza nel 1956, ha pubblicato romanzi di calcio intitolati La partita, Lo spareggio, Fino all’ultimo gol,ma anche romanzi di altro genere, come Il profumo del diavolo e Impressioni di settembre. Ha inoltre collaborato per varie testate, fra cui il “Corriere della Sera”, “Il Venerdì di Repubblica”, “Il Giornale di Vicenza”, “Il Gazzettino”. Attualmente scrive per “Nordest Economia”, insegna scrittura creativa alla Side Academy di Verona e dirige il periodico “Vicentini nel Mondo”.

Gianni Grazioli, nato a Vicenza nel 1960, giornalista professionista, ha lavorato per “Il Gazzettino”, prima di diventare, dal 2001 al 2012,segretario generale dell’Associazione Italiana Calciatori, di cui è l’attuale direttore generale. Dal 2019 è coordinatore del Club Italia all’interno della Figc. Ha seguito quattro Europei (e si accinge a seguire il quinto), oltre a quattro Mondiali, una Confederation Cup e dodici finali di Champions League.

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CARATTERISTICHE TECNICHE

Data di uscita: marzo 2021
Formato: 16,5 x 24
Pagine: 344 interamente a colori
Copertina Brossura con bandelle lunghe