Ha barato nei tornei di scacchi utilizzando gli ultimi ritrovati della tecnologia e, con questa accusa, la Federazione Scacchistica italiana lo ha radiato con un provvedimento senza precedenti.
Lo scacchista, Loris Cereda, è già comparso nelle cronache alcuni mesi fa: da sindaco di un paese della Lombardia era stato inquisito per una storia di tangenti. La procura federale (la Fsi è affiliata al Coni) lo ha incolpato per il cosiddetto ‘cheating’, vale a dire farsi suggerire le mosse da un complice che nel frattempo consulta, fuori dalla sala torneo, uno dei tanti computer scacchistici che oggi sono pressoché imbattibili dagli esseri umani. Il sospetto è nato perché era stato notato, mentre giocava partite ufficiali, con un piccolo auricolare all’orecchio; i testimoni hanno anche riferito che indossava occhiali scuri di una strana foggia, e ora si pensa – ma questo dettaglio non sembra sia stato accertato – che nascondesse, dietro alle lenti, una piccola telecamera con cui inquadrava la scacchiera. L’accusa riguarda tre partite disputate in un Campionato a squadre: la denuncia è stata inoltrata proprio dai suoi compagni di squadra. In ambienti scacchistici fanno notare che le ultime performance agonistiche di Cereda non erano quelle che ci si attendeva da un giocatore del suo livello, ma più simili ai risultati di un maestro di caratura internazionale. (ANSA).
“Non ho mai barato né tanto meno utilizzato strane tecnologie durante le partite”. Lo ha detto Loris Cereda, lo scacchista radiato dalla Federazione con l’accusa di illecito sportivo. “Ci sono stati tornei – aggiunge – in cui ho giocato bene, ma tanti altri invece che sono andati male. Quasi tutti i tornei si svolgevano alla presenza di un arbitro e di un discreto numero di spettatori. Ammetto di aver sbagliato a non presentarmi al cospetto della Commissione, non volevo in realtà alimentare ulteriori polemiche che potessero in qualche modo ledere quel mondo degli scacchi che è la mia passione e parte della mia vita da 40 anni. Non sono mai venuto meno alla lealtà sportiva, non potrei, chi come me ama questo sport, sa che non é possibile nemmeno immaginarlo. Ho depositato regolare ricorso dove rispondo nel dettaglio a quanto mi è stato imputato”.(ANSA).






