
Ha avuto il battesimo ufficiale oggi il percorso che Barbara Bonansea ha deciso di intraprendere da alcuni mesi con la conferenza stampa che si è tenuta a Torino presso il Circolo della Stampa Sporting Club.
Alla presenza di una folta platea composta da giornalisti e addetti ai lavori sono intervenuti oltre a Barbara e al suo manager Edoardo Brunetti, l’Assessore allo Sport di Torino Stefano Gallo, il presidente Special Olympics Piemonte Carlo Cremonte, il segretario CONI Roberto Scrofani e la dirigente Aic Katia Serra, il tutto moderato dal giornalista di Tuttosport Nicola Balice.
“E’ un primo passo per cercare di uscire dal guscio – ha spiegato Barbara Bonansea – per iniziare a proporsi non come atleta singola, ma come movimento per far accendere su di noi le luci del riflettori. Non è facile per me in alcuni frangenti vista la mia timidezza, ma penso che questa intrapresa sia una strada giusta, che rappresenti una svolta e possa dare una mano al movimento per crescere. Mi fa molto piacere che questa iniziativa, che Edoardo ama definire ‘progetto’ sia stata condivisa e sostenuta fin dal principio da Coni, Aic, l’Assessorato allo Sport di quella che è un po’ la mia città , ovvero Torino, anche se sono nata a Pinerolo che è a pochi chilometri da qui. E’ un iniziare a provare a cambiare le cose, e solo tutti insieme possiamo farlo e non posso che essere felice che si sia pensato a me come calciatrice apripista. So bene, e lo sappiamo tutti, che probabilmente i frutti non verranno raccolti dalla mia generazione di calciatrici e forse nemmeno da quella seguente, ma dalla terza in poi, però è importante iniziare a muovere i primi passiâ€.
Nel corso della conferenza stampa sono state poi poste domande dai giornalisti presenti sulla stretta attualità : “Le cose che devono cambiare per prime? – risponde Barbara – Indubbiamente il primo passo è che noi calciatrici si diventi professioniste totalmente, non solo a parole, dobbiamo crescere prima di tutto noi per prime; poi che ci sia l’abolizione del vincolo fino ai 25 anni per un graduale, ma non lento, passaggio da dilettantismo a professionismo.
L’apertura alle straniere in Italia? E’ una buona cosa solo in parte, perché le nostre società non sono in grado di portare in Italia le top player, quindi arrivano calciatrici che sicuramente possono aiutarci a crescere, ma non a far quel salto di qualità che si ricerca. Il problema è che così si rischia di trascurare i vivai che già di loro sono malandati.
Gama e Manieri? Deve essere un orgoglio per tutto il movimento che Paris Saint Germain e Bayern Monaco abbiano deciso di puntare su di loro, ma questo evidenzia anche quanto il movimento sia indietro e non riesca ad offrire ai talenti l’opportunità di crescere ed essere protagoniste in Europa con squadre del proprio paese.
La Nazionale? Ora affronteremo Romania ed Estonia, devono arrivare sei punti per iniziare il cammino, sono gare alla nostra portata. All’interno del girone per la qualificazione ai Mondiali dovremo guardarci dalla Spagna, ma passare il turno è un nostro obiettivo alla portata.
Obiettivi con il Brescia? Vincere il campionato, non possiamo nasconderciâ€.
Ad andare più nel dettaglio del progetto Edoardo Brunetti, manager di Barbara: “Effettivamente la parola ‘progetto’ pronunciata così fine a sé stessa può voler dire tutto o niente, ci giochiamo molto su questa cosa, ma lo abbiamo ribattezzato progetto perché non si tratta solo di essere qui oggi per inaugurare ufficialmente il sito internet di Barbara, ma di iniziare, tutti insieme, un percorso, anche ambizioso non lo neghiamo, per proporsi, per smettere di far restare il calcio femminile in un angolo a piangersi addosso e iniziare ad andare a bussare alle porte proponendosi. Barbara, i miei collaboratori, ed io ci siamo tutti approcciati al calcio femminile in tempi, modi e ruoli diversi, ma tutti abbiamo tratto le stesse conclusioni:
ha potenzialità pazzesche inespresse o che si vogliono lasciare inespresse. In Barbara ho visto da subito quella voglia di fare e quella mentalità che ho conosciuto in tanti anni di calcio maschile professionista e che può fare la differenza in questa sfidaâ€.
Il presidente Special Olympics del Piemonte, Carlo Cremonte, ha raccontato la nascita della collaborazione tra l’ente mondiale nato negli Stati Uniti e l’attaccante della Nazionale Italiana Barbara Bonansea.
“Ci ha veramente sorpresi che sia stata lei a cercare noi, pur essendo un ente che opera in tutto il Mondo tendenzialmente siamo noi ad andare a cercare l’appoggio di atleti professionisti, mentre Barbara ci è venuta a cercare e ci ha contagiati con il suo entusiasmo.
Il presidente di Special Olympics Italia dottor Romiti mi ha pregato di portare i suoi saluti e di fare un grande in bocca al lupo per questo progetto che ci vede coinvolti fin dalle prime battute. Barbara è la nostra prima atleta femminile di un certo livello a sposare la nostra causa che vuole rendere lo sport accessibile a tutti e si va ad affiancare a figuri del calibro di Alberto Gilardino o Ricardo Kakà per fare solo due nomi restando nell’ambito del calcio. Quello che più ci ha fatto piacere è che Barbara ha da subito specificato che la sua vuole essere una partecipazione attiva, ha una grande voglia di fare e di aiutare e non ci può che far piacere abbia scelto noiâ€.
A fare da cappello introduttivo alle dichiarazioni del dottor Cremonte, l’intervento di Barbara: “Seguo da tempo le iniziative di Special Olympics e condivido appieno il loro motto e il loro obiettivo di rendere lo sport accessibile a tutti, senza barriere. Quando abbiamo iniziato a parlare e a conoscerci ho subito voluto specificare che non volevo un appoggio di facciata, ma volevo dare una mano sul campo, essere una presenza attiva all’interno dell’organizzazione per aiutare e vivere i loro valori fino in fondo. Sempre impegni calcistici e universitari permettendoâ€.
Condivisione totale su valori e obiettivi, con la consapevolezza che il lavoro è tanto e la strada lunga, ma l’Aic, rappresentato dall’ex calciatrice Katia Serra, oggi responsabile per quanto riguarda il movimento femminile, da tempo sta portando avanti “battaglie†per il bene delle calciatrici che permettano la crescita dell’intero movimento.
“E’ un passo importante quello che si compie oggi, di cui magari come dice Barbara giustamente coglieremo i frutti tra anni, ma mi ricordo quando io calcavo i campi della serie A e indossavo la maglia della Nazionale e per questo posso affermare che di passi in avanti ne sono già stati fatti. Quella di Barbara è una scossa all’intero movimento, una scossa positiva che ci vede al suo fianco e che ha fatto piacere prima di tutti a Damiano Tommasi che segue molto da vicino le problematiche del calcio femminile. E’ importante che oggi si sia qui tutti insieme, Aic, Coni e Assessorato allo Sport perché l’idea di Barbara è giusta: bisogna proporsi, bisogna dire che ci siamo senza aspettare che vengano a chiedere di noi, perché altrimenti attenderemo in eterno.
Ora come Aic ci stiamo attivando anche in sede extrasportiva per cancellare questo vincolo dei 25 anni che rende le calciatrici dilettanti, come accade nel maschile, incatenate alle società , purtroppo sarà un percorso lungo perché in ballo ci sono svariati interessi, ma come abbiamo avuto modo di ottenere la riduzione graduale delle squadre partecipanti in serie A, così speriamo di ottenere attenzione, cosa finora non accaduta, da parte dei vertici federali su un punto molto criticoâ€.
Come Assessore allo Sport di Torino, Stefano Gallo, era un po’ come il padrone di casa nella città che rappresenta e non poteva esserci occasione migliore anche per fare il punto della situazione su Torino Capitale Europea dello Sport 2015.
“Mi fa molto piacere essere qui oggi non solo per rappresentare la Città , ma soprattutto per testimoniare l’appoggio totale a Barbara e a questo progetto molto ambizioso portato avanti da giovani torinesi.
Siamo contenti di accoglierla nella famiglia di testimonial di Torino 2015, un evento che è una onorificenza prima di tutto e di cui la Città è orgogliosa. L’appuntamento con Barbara è per la festa dello Sport che si terrà a breve.
Il Comune di Torino ha sempre appoggiato il calcio femminile favorendone lo sviluppo, abbiamo siglato con Gianni Rivera a rappresentare la Figc Settore Giovanile e Scolastico un accordo che ha visto nascere un centro federale di calcio femminile che ha raccolto un grande successo e varie altre iniziative sono in cantiereâ€.
Presente anche il segretario CONI Scrofani in vece del presidente regionale Gianfranco Porqueddu: “Come Coni rappresentiamo tutto il mondo dello sport e io personalmente ho seguito molto da vicino il calcio femminile, quindi sono felicissimo di questa iniziativa. Il CONI appoggerà Barbara e le dà il benvenuto nella sua famiglia. Questo movimento, con ragione, è visto con grandi potenzialità , deve però darsi una scrollata e smettere di guardare cosa non funziona e affrontare con positività e propositività nuove sfide proprio come sta facendo Barbaraâ€.







