
Dal “Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione” viene augurata l’Epifania in ricordo delle Donne bruciate sui roghi perché ritenute “streghe”:
«Certamente, in Italia quella dell’Epifania è una ricorrenza legata a Gesù, manifestatosi come Dio ossia: l’adorazione dei Magi di cui Melchiorre, Gaspare e Baldassarre, giunti alla grotta di Betlemme dove è nato Gesù Bambino, il battesimo di Gesù all’età di 30 anni nel fiume Giordano e il primo miracolo di Gesù avvenuto a Cana. Ma, nonostante siano diversi i significati riferiti a questa festività, come ad esempio l’apparizione delle Divinità per i Greci oppure la nascita del Dio Sole secondo le tradizioni precristiane, non andrebbe dimenticato che il primo a riferire di una simile solennità cristiana fu il padre della Chiesa Tito Flavio Clemente d’Alessandria che celebrava il battesimo di Gesù Cristo: quindi l’Epifania intesa come la manifestazione del Signore al mondo. In alcuni Paesi è il giorno di Natale, in effetti i primi cristiani di Gerusalemme lo festeggiavano il 6 gennaio» – spiega Aleksandra Matikj, Presidentessa del Comitato – «In Italia viene festeggiata “Befania”: inizialmente disapprovata come festa pagana, venne successivamente accolta dal cattolicesimo. Infatti, già tra il decimo e il sesto secolo avanti Cristo gli Agricoltori festeggiavano in questo periodo la chiusura del ciclo stagionale: nacque in questo modo la tradizione del dono che in pratica era l’offerta di chi si era avvantaggiato di maggiore abbondanza verso chi era stato meno fortunato, ed ecco il perché l’usanza odierna dello zucchero bianco da infilare nelle calze vicino al camino se si è stati bravi oppure il carbone per chi è stato più cattivo. Quanto alla rappresentazione del volto della Befana, si tratta dell’anno vecchio oramai trascorso, che se ne va. Ed è l’inizio di un anno nuovo, di una nuova vita, quella che dal nostro Comitato vogliamo augurare oggi soprattutto a tutte le Donne vittime di violenza: che sia un nuovo inizio, da adesso in poi. Oggi vogliamo anche ricordare quelle almeno centomila Donne condannate per “stregoneria” tra il 1450 ed il 1750 a causa di una sorta di isteria di massa, provocata dalle credenze sbagliate che bruciarono sul rogo ammazzando così migliaia di vittime durante quel periodo denominato “caccia alle streghe”. C’è chi sostiene anche che, in quei 500 anni di stragi e di torture, siano morte oltre 9 milioni di “streghe” e che a causa della documentazione distrutta non si possano accertare le loro uccisioni. Vogliamo però anche ricordare che, prima di tali “superstizioni” e “credenze”, Dio è stato considerato una Donna per i primi duecento mila anni perché dava la vita tramite il parto in quanto la Dea, la Madre, la Donna. Oggi le Donne stanno lottando contro quello che è il femminicidio ed anche oggi, siamo vicine a tutte loro.»







