Borsi e Trost, le due atlete delle Fiamme Gialle illuminano la prima giornata di Campionati Italiani Indoor in svolgimento nell’impianto Banca Marche Palas di Ancona. Veronica Borsi vola tra le barriere in 8.00, la Trost vince l’alto con la consueta superiorità . Tra gli uomini Tremigliozzi a 7.95 nel lungo, Dal Molin-Abate bene in qualificazione.
60 Hs Donne: Veronica Borsi (Fiamme Gialle) conquista la copertina della prima giornata di questa edizione numero 44 dei Campionati Italiani Assoluti indoor in corso di svolgimento ad Ancona. Merito di un’azione lanciata che fa la differenza nelle ultime due barriere, quando la braccianese scappa via da Micol Cattaneo (Carabinieri), l’avversaria più accreditata vista l’assenza per infortunio di Marzia Caravelli. Il cronometro segna 8.00, ossia personal best sgretolato e record italiano di Carla Tuzzi sempre più vicino, ora a soli tre centesimi. Per la Borsi prosegue così il trend di miglioramenti che da un mese a questa parte l’ha portata a demolire il personale sulla distanza fino a divenire la seconda migliore italiana di sempre al coperto, sopravanzando proprio le attuali rivali in stagione, Cattaneo e Caravelli. 8.00 significa anche l’ottavo posto nelle graduatorie mondiali 2013, un risultato eccellente per una ragazza che ha il merito di non aver mai smesso di crederci. Nel complesso soddisfatta può considerarsi anche Micol Cattaneo, migliore in qualificazione con 8.16, per poi ripetersi su quei valori in finale, chiudendo in 8.18. Terzo posto nella finale delle migliori per Giulia Pennella (Esercito), con il podio Promesse occupato da Alessandra Feudatari (ASD Interflumina), prima con 8.45, Silvia Zuin (Atletica Vis Abano) e Alessandra Neboli (N. Atl. Varese).
Alto Donne: Alessia Trost (Fiamme Gialle) non ha avversarie ma continua a trovare sensazioni e misure di valore. Anche in una gara ampiamente alla portata, la friulana non commette errori di superficialità e non mostra cali di concentrazione, regalando un’altra bella prova di forza, fatta di cinque salti per salire da 1.78 a 1.95. Poi ancora un paio di tentativi falliti a quota 2.01, ma va bene così, titolo italiano in tasca ed un altro passo di avvicinamento verso l’asticella più importante, quella degli Europei di Goteborg 2013. Alle sue spalle è seconda Enrica Cipolloni (Fiamme Oro) con 1.82, seguita dalla compagna di squadra Desiree Rossit, junior a quota 1.80, come la pari categoria Anna Pau (Atletica Prato). Marta Lambrighi (Atl. Bergamo) e Chiara Vitobello (Bracco Atletica) completano il podio Promesse, con salti per entrambe a 1.75.
60 Hs Uomini: la finale doveva essere la gara-scontro fra Paolo Dal Molin (Athletic Club 96) ed Emanuele Abate (Fiamme Oro), è invece stata l’occasione per assistere al trionfo a sorpresa di Stefano Tedesco (Fiamme Gialle), bravo a sfruttare l’assenza del poliziotto ligure e gli errori a raffica tra le barriere di Dal Molin. Così finisce che le migliori cose viste rimangono confinate alle qualificazioni, grazie ad un promettente debutto indoor di Abate, capace di 7.82 e 7.75 nei due turni, ed all’azione superlativa di Paolo Dal Molin in semifinale per un ottimo 7.67. Poi la notizia che Abate, provato da un esordio così positivo, non intende correre la finale, e quindi il suicidio tecnico di Dal Molin in finale, con impatti sugli ostacoli e tanto di ruzzolone sulla linea di arrivo. Finisce che Tedesco è campione con 7.87, su Michele Calvi (Esercito) e Andrea Cocchi (Aeronautica) con Dal Molin solo quarto in 7.97, di poco avanti alla promessa delle Fiamme Oro Hassane Fofana, primo di categoria con 8.03. Podio promesse anche per Ivan Mach Di Palmstein (Fiamme Gialle) e Alessandro Iurig (Atletica Brugnera).
Lungo Uomini: La parabola più bella della finale la disegna Stefano Tremigliozzi (Aeronautica), quando al secondo salto si coordina alla perfezione per un atterraggio a 7.95 che ipoteca il successo. In realtà al salto successivo si avvicina di molto Kevin Ojiaku (Fiamme Gialle) con 7.91, l’unico brivido per Tremigliozzi in una finale che scivola via verso il titolo italiano indoor. Ojiaku è secondo a precedere Emanuele Formichetti (Esercito) e Francesco Turatello (Atl. Vicentina), vincitore quest’ultimo della maglia tricolore Promesse su Camillo Kaborè (Carabinieri) e Riccardo Serra (La Fratellanza Modena). In qualificazione aveva ben impressionato anche Emanuele Catania (Fiamme Gialle), con un miglior salto da 7.74. Poi però il romano è stato costretto ad abbandonare anzitempo la finale a seguito di un infortunio dopo il terzo salto.
Lungo Donne: Un acuto da 6.20 al primo salto è sufficiente a Darya Derkach (ACSI Italia Atletica) per aggidicarsi la vittoria ed un titolo italiano Promesse che ancora non può regalare il piacere di vestire la maglia azzurra alla forte saltatrice di origine ucraina, frenata da cavilli burocratici per l’acquisizione della piena cittadinanza italiana in ambito sportivo. Il titolo assoluto va così alla promessa Giulia Liboà (CUS Pisa) con 6.00, davanti alla pari categoria Anna Visibelli (Atletica Firenze Marathon), che con 5.97 migliora il risultato di qualificazione. Non si ripete invece Giada Palezza (GS Valsugana Trentino) capace nelle qualificazioni mattutine di atterrare a 6.18. Tutto sommato una gara al di sotto delle aspettative, dove in molti attendevano una performance di valore dalla cavalletta sarda Anastassia Angioi (Forestale). Ma stavolta per la Angioi qualcosa non ha funzionato, con la junior incapace di riprodurre quell’azione straordinaria a cui in tante altre occasioni aveva abituato, chiudendo la gara in quarta posizione senza andare oltre i 5.96.
Peso Donne: Chiara Rosa (Fiamme Azzurre) non perde l’occasione di aggiungere centimetri al personale stagionale ed alla fine le basta un 18.11 per mettere la gara in cassaforte e far proprio il quarto titolo italiano al coperto. Secondo posto per Julaika Nicoletti (Forestale), mentre si piazza terza la Promessa Francesca Stevanato (Atl. Brescia 1950), campionessa italiana di categoria con 15.34, davanti a Claudia Rota (Bracco Atletica) e Sara Jemai (Esercito).
Asta Uomini: è ancora Giorgio Piantella (Carabinieri) il campione italiano indoor di salto con l’asta, unico a superare la misura di 5.50. Il carabiniere non ha sbagliato un colpo fino a quella quota, poi i tre errori sono arrivati a 5.61 con il titolo già in tasca. Alle sue spalle Marco Boni (Aeronautica) secondo con 5.45 e soprattutto lo junior Alessandro Sinno (Fiamme Gialle Simoni) terzo assoluto con 5.10.
1500 Uomini: La vera sorpresa arriva nelle ultime curve della serie più qualificata, quando per un contatto fortuito finisce fuori pista uno dei favoriti per il titolo, Abdellah Haidane (Fanfulla Lodigiana). La lotta in testa si riduce così al duello fra Mohad Abdikadar (Aeronautica) e Marco Salami (Esercito), protagonisti di una lunga volata finale. Ed è proprio nei metri conclusivi che Abdikadar si indurisce perdendo quei centimetri che Salami capitalizza per la vittoria. Peccato solo per il brutto gesto di “esultanza†dell’atleta dell’Esercito dopo il traguardo, una caduta di stile che si spera rimanga un fatto isolato. Per Abdikadar rimane la soddisfazione del titolo Promesse, mentre il terzo posto assoluto è per Luigi Ferraris (Atl. Bergamo). Completano invece il podio Promesse Mattia Moretti (Daini Carate Brianza) e Natale Napoli (ASD Enterprise Sport&Service).
1500 Donne: i record personali a raffica di Margherita Magnani (Fiamme Gialle) in questa stagione indoor sono interrotti da un bel successo tricolore, al termine di una gara tirata dall’amica e compagna di club Giulia Viola. La romagnola ha infatti viaggiato sul passo pimpante della Viola, per poi passarla nelle battute conclusive e chiudere in 4:14.54, circa due secondi peggio del suo limite personale. La Viola chiude seconda, seguita dall’esperta Eleonora Berlanda (Fiamme Oro) e prima nella categoria Promesse, dove salgono sul podio anche Alessia Pistilli (Atletica Futura) e Sara Galimberti (Bracco Atletica)
Marcia 3000m: Antonella Palmisano (Fiamme Gialle) domina la gara a ritmi proibitivi per le avversarie, a cominciare dalla compagna di squadra Adelina De Soccio, vecchia conoscenza del mezzofondo ora alle prese con una nuova vita da marciatrice. Per la Palmisano il crono vincente è di 12:53.63, oltre 30 secondi meglio della De Soccio, poi a seguire le promesse Elena Poli (Atl. Brescia 1950) e Cecilia Stetskiv (GS Valsugana Trentino).
Marcia 5000m: Giri su giri per dimostrare di essere tornato il numero uno anche in pista, per aprire un nuovo capitolo con un titolo italiano che, prima di tutto, dà morale. Giorgio Rubino (Fiamme Gialle) torna a dettar legge anche sul pistino di Ancona, coprendo 5 chilometri in 19:32.51, quasi dieci secondi meglio del diretto avversario, Riccardo Macchia (Fiamme Oro). Terza posizione per Vito Di Bari (Fiamme Gialle), mentre il titolo Promesse va a Leonardo Dei Tos (US Aterno Pescara) su Massimo Stano (Fiamme Oro) e Giacomo Viganò (Atl. Lecco)
400m Batterie U e D: la Promessa Eusebio Haliti (Pol. Rocco Scotellaro) realizza il miglior crono di qualificazione nella competizione maschile con 47.40, seguito da Isalbet Juarez (Fiamme Oro), Francesco Cappellin (Aeronautica) e Lorenzo Valentini (Fiamme Gialle) tutti sotto i 48 secondi. Tra gli altri si fa notare anche Michele Tricca, al controllo nella sua batteria con evidente autorità . Tra le donne la migliore è per ora la reatina di adozione Maria Benedicta Chigbolu (Studetesca CaRiRi), capace addirittura di 53.86. In qualificazione bene anche l’altra reatina Maria Enrica Spacca (Forestale) e Chiara Bazzoni (Esercito), mentre tra le più giovani si distingue Lucia Pasquale (Olimpia Club) con 54.83.
fonte: www.atleticanet.it






