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CAMPIONATI MONDIALI STUDENTESCHI

Domenica l’inaugurazione  

UN SOLO SCOPO: FARE FELICI GLI STUDENTI

Domani arriveranno in Sardegna le delegazioni delle 17 nazioni che movimenteranno l’edizione 2012 dei giochi mondiali studenteschi di Tennistavolo. Alloggeranno presso l’Hotel Setar Quattro Torri sul litorale di Quartu S. Elena. Un cielo sereno e azzurrissimo, in perfetta sintonia con la stagione del risveglio, mette il buon umore ai numerosi volontari che in questi giorni stanno collaborando attivamente con il comitato organizzatore.

Il peggio sembra essere passato perché Direzione Scolastica Regionale, Coni e Fitet Sardegna hanno dovuto fare i conti con somme veramente esigue, complice la crisi economica che sta investendo il Vecchio Continente e non solo. Ma l’entusiasmo e la passione ha fatto si che, miracolosamente, le cose si mettessero sui binari della normalità. Nonostante tutto diverse squadre hanno dovuto disdire le prenotazioni a causa dei bilanci in rosso: Porto Rico, Guatemala, Slovacchia e Kuwait si ripromettono di aderire alle future iniziative dell’ISF (International School Sport Federation), l’organismo mondiale presieduto dal cagliaritano Andrea Delpin (vedi intervista in basso) che ha dato l’imprimatur all’importante evento che coinvolgerà in tutto 230 atleti suddivisi in 46 squadre. C’è grande attesa per la serata inaugurale di domenica primo aprile. Il Palazzetto dello Sport di via Rockefeller si animerà a partire dalle ore 19.00. La cerimonia sarà a “misura di studente”, studiata nei minimi dettagli per coinvolgere i ragazzi, i veri protagonisti della settimana agonistico – culturale. Nel programma della serata si darà spazio ai saluti ufficiali, al giuramento degli atleti e all’inno ufficiale dell’ISF. Seguirà l’esibizione dei giovani percussionisti di Sinnai. Si chiamano “Sonus de ‘ia” e provengono dalla scuola media L. Amat: nelle loro performance utilizzano degli strumenti particolari quali bidoni di plastica, bastoni di scope, palloni da basket e cerchioni di auto. Parteciperà anche il coro Eleonora d’Arborea di Oristano composto da una ventina di adolescenti che canteranno diversi brani del loro vasto repertorio. Non mancherà la danza con il contributo delle alunne dell’istituto magistrale cagliaritano intitolato anch’esso ad Eleonora d’Arborea.

UN VILLAGGIO DELLO SPORT PER FACILITARE LA SOCIALIZZAZIONE

Già dalla mattina di domenica la macchina dei mondiali si metterà in moto con le prime gare ufficiali. Si disputeranno nelle tre strutture cagliaritane comprese tra via Rockefeller e via Pessagno. Negli spazi che separano la Palestra comunale A e quella B nascerà un’area attrezzata riservata al relax dei protagonisti. Saranno allestiti diversi stand dove gli sponsor della manifestazione (tra cui Vodafone e Kinder Ferrero) pubblicizzeranno i loro prodotti. Ma l’idea dello spazio aperto sarà utilissima per favorire le relazioni sociali tra atleti, arbitri, guide, hostess e volontari generici.

Domenica si giocherà dalle 9 alle 18. Si proseguirà lunedì e martedì con orari compresi tra le 9 e le 20. Mercoledì 4 aprile si mettono da parte le racchette e si va in giro per la città in quella che è stata ribattezzata la giornata culturale: è l’occasione per visitare i monumenti più importanti di Cagliari e anche per dedicarsi allo shopping. Il giorno dopo è già tempo di finali e di premiazioni. In serata cerimonia di chiusura.

LE SQUADRE PRESENTI A CAGLIARI

Il piatto forte è costituito dalla presenza delle nazionali di Cina e Taipei, i migliori interpreti della disciplina nel globo. Da non sottovalutare però le “scuole europee” che vantano tradizioni niente male come Germania, Francia e Inghilterra. Per la prima volta nella storia dei giochi mondiali studenteschi di tennistavolo si esibiranno anche dieci atleti disabili. Con loro un testimonial d’eccezione: l’atleta della nazionale italiana paralimpica e del TT Torino Salvatore Caci, vincitore di tantissime medaglie a livello internazionale, l'ultima pochi giorni fa a Lignano Sabbiadoro. Per l’assegnazione dei titoli ci sarà una netta separazione tra le scuole rappresentanti la nazione (maschile e femminile) e le selezioni nazionali di studenti che non fanno parte della stessa scuola (maschile e femminile).

La rappresentante ‘scolastica’ italiana sarà il Liceo Scientifico Pacinotti di Cagliari che parteciperà sia nel maschile, sia nel femminile monitorata dall’insegnante di educazione fisica Bruno Ligia. Gli atleti sono gli stessi che hanno vinto la fase regionale: Marco Sarigu, Alessio Meloni (che militano in serie C1 nella Marcozzi Cagliari), Andrea Meloni, Simone Serra, Monica Cabboi, Laura Di Domenico, Michela Rossi e Marta Casini.

Nel campionato riservato alle nazionali l’Italia scenderà in campo con i migliori specialisti della categoria: Alessandro Baciocchi, Maurizio Massarelli, Gabriele Vicario, Dario Loreto, Claudia Carassia, Laura Galiano, Giorgia Piccolin e Bianca Bracco. Saranno seguiti dai tecnici Sebastiano Petracca e Giuseppe Del Rosso.

Campionato mondiale maschile scolastico:

Girone A: Grecia, Polonia, Inghilterra, Germania, Italia.

Girone B: Taipei, Israele, Francia, Repubblica Ceca, Belgio Fiandre.

Girone C: Cina, Bulgaria, Turchia, Lussemburgo, Irlanda.

Campionato mondiale femminile scolastico:

Girone J: Cina, Repubblica Ceca, Turchia, Bulgaria

Girone K: Taipei, Polonia, Belgio Fiandre, Lussemburgo

Girone L: Croazia, Italia, Germania, Francia

Girone M: Grecia, Inghilterra, Israele, Estonia.

Campionato studentesco maschile per nazioni:

Girone unico: Cina, Taipei, Inghilterra, Grecia, Francia, Italia, Turchia.

Campionato studentesco femminile per nazioni:

Girone S: Cina, Inghilterra, Estonia, Turchia.

Girone T: Taipei, Grecia, Francia, Italia.

Esibizione degli atleti disabili:

Francia, Bulgaria, Inghilterra , Italia

Squadre ritirate per motivi economici: Porto Rico, Guatemala, Slovacchia, Kuwait.

BREVE STORIA DELL’ISF

È una Federazione internazionale nata nel 1972. La sede è ad Anversa (Belgio). All’origine era costituita da un gruppo di nazioni ristretto tra cui Italia, Francia, Belgio, Lussemburgo, Svezia e Austria. Ora sono in 75 provenienti da tutti i continenti e vi aderiscono per il tramite dei loro ministeri allo sport o dell’istruzione. Il ministero belga offrì gratuitamente la sede a Bruxelles. Nel tempo, diventata più autonoma dal punto di vista finanziario, l’ISF si è emancipata. Il suo segretario è nativo di Anversa e per quel motivo si é approfittato per istituire la segreteria proprio lì. L’ISF organizza i campionati mondiali studenteschi ogni due anni, privilegiando gli sport più praticati nelle scuole. Se per esempio negli anni pari si fa pallacanestro e calcio, negli anni dispari è il turno di pallavolo e pallamano. E così per altri sport individuali. Ogni anno c’è sempre qualcosa. Il presidente mondiale è attualmente il cagliaritano Andrea Delpin che ricopre la carica dal 2010. Nell’anno in corso l’Italia era candidata per organizzare i mondiali di corsa campestre, Malta per la rassegna iridata del tennistavolo. La piccola nazione del Mediterraneo l’aveva già ottenuta due edizioni fa: in sede di “ISF meeting” è stato chiesto all’Italia se voleva fare uno scambio. A quel punto si é deciso di organizzare a Cagliari visto che una sua scuola aveva vinto il titolo nazionale nelle ultime edizioni.

LA PRESENTAZIONE ALLA STAMPA

Mercoledì mattina, presso la sala riunioni dell’Ufficio Scolastico Regionale della Sardegna a Cagliari, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione dei Campionati. Di seguito alcune dichiarazioni dei presenti.

Enrico Tocco (Direttore regionale scolastico della Sardegna): “Pur con la situazione critica del nostro Paese si sono voluti portare avanti questi giochi limitando al massimo le spese, senza privare l’organizzazione di quelle risorse per far fronte alle esigenze che giochi come questi richiedono. Ovviamente queste iniziative possono essere portate avanti quando c’è una sinergia fra tutti coloro che si occupano di sport, cioè Coni, Regione, Comune e l’Ufficio Scolastico Regionale che dei giochi studenteschi ha il coordinamento. La sinergia ci può essere solo se c’è la piena condivisione che in Sardegna non è mai mancata. Qui vantiamo una struttura capillare all’interno del sistema scolastico, coordinata dal professor Delpin che tutte le regioni ci invidiano”.

Gianfranco Fara (Presidente Coni Sardegna): “Faccio parte del comitato organizzatore. Non immaginavo che Andrea Delpin avesse il coraggio di intraprendere un’attività di questo genere. Ho vissuto assieme a voi i momenti più critici nell’organizzazione, cioè quelli relativi al reperimento delle risorse economiche dove anche la Regione, non so fino a che punto, riuscirà a trovarle in numero sufficiente al finanziamento della manifestazione. Questo coraggio è stato premiato dalla volontà, dalla capacità e soprattutto dalle grandi entrature che hanno quelli del mondo dello sport, i quali sono riusciti a reperire queste le risorse”.

Raffaele Curcio (Presidente Fitet Sardegna): “Sono il beneficiario di tutta questa iniziativa, senza l’impegno del mondo scolastico e del direttore Andrea Delpin non si sarebbe potuto fare proprio niente. Un mondiale di tennistavolo qua in Sardegna non c’è mai stato, è la prima manifestazione di questa caratura. In passato abbiamo avuto delle manifestazioni importanti come la gara tra Italia e Cina nel 1971, ma un evento così complesso ancora mancava”.

Enrica Puggioni (Assessore Sport comune di Cagliari): “Per come è strutturata la manifestazione, dall’inserimento dei diversamente abili, alla provenienza da diverse nazioni del mondo, è un onore poter aprire i nostri spazi comunali per ospitare un evento di questa portata. Vorrei fare i complimenti all’organizzazione: in un periodo di grandi incertezze delle finanze pubbliche, la passione di chi cerca in ogni modo di organizzare manifestazioni così importanti deve essere lodata e riconosciuta”.

Antonio Conti (Assessorato Pubblica Istruzione Regione Sardegna): “È un piacere plaudire questo tipo di iniziative perché sono faticosissime oltre che comportare dispendio di risorse rilevanti. Oggi le casse sono vuote. Più che le casse sono le procedure a cascata che gli assessorati e le strutture subiscono. Non di meno noi saremo presenti come contributo finanziario. Non so in quale misura, considerando il tipo di manifestazione sicuramente faremo la nostra parte, ma non da leone”.

ANDREA DELPIN: “VORREI CHE I RAGAZZI SI DIVERTISSERO DA MORIRE”

Il lavoro che gli dà lo stipendio è quello di responsabile di Educazione Fisica nella provincia di Cagliari. Poi ci sono gli altri incarichi “extra” non facili da gestire come quello di presidente mondiale dell’ISF e di massimo rappresentante della Federcalcio in Sardegna. Fino a pochi giorni fa Andrea Delpin era anche impelagato nella giunta comunale di Selargius dove ricopriva il ruolo di assessore allo sport, cultura e spettacolo. Una persona normale potrebbe “scoppiare” da un momento all’altro. Lui no perché ha due ricette che lo tengono sempre su di giri: “Bisogna avere una moglie molto paziente, ma la cosa più bella è che io mi occupo di sport per lavoro e per hobby. Praticamente non mi accorgo quando finisce l’orario del primo e inizia il secondo.

Un uomo fortunato..

L’ho sempre detto: faccio il lavoro più bello del mondo anche se non è ben pagato. Mi ha messo in condizione di stare in un ambiente sano, e poi anche di girare il mondo, perché sono arrivato all’ISF tramite il mio ministero dell’istruzione. Anche il fatto di catalizzare attorno a me un sacco di persone che non guardano l’orologio quando finisce l’orario di lavoro, vuol dire che stiamo bene insieme e tutto ciò ci gratifica”

È stato faticoso organizzare questo mondiale?

Davo per scontato che fossimo all’avanguardia dal punto di vista dell’impiantistica. Pensavo addirittura che il Palatennistavolo di via Crespellani fosse sufficiente, invece mi sbagliavo. Per ospitare i mondiali di tennistavolo ci vuole un impianto molto grande, capace di contenere 24 tavoli. L’unico contesto dove si potevano montare era la triade compresa tra il palazzetto e le palestre comunali A e B. Ma anche lì sono stati necessari degli interventi importanti che hanno previsto il potenziamento dell’illuminazione. Per uno degli impianti la pavimentazione non era idonea. Insomma il problema delle strutture sportive è stato inaspettato.

Tutto risolto?

Ora siamo soddisfatti. E convinti di fare una bella figura anche perché l’idea dei tre campi con in mezzo il cortile ci ha quasi imposto di creare il villaggio di duecento metri quadrati accessibile solo a chi è in possesso di un pass. E questo aiuterà anche a socializzare i ragazzi. Tale idea sarà la più strategica per il successo manifestazione.

Il comune di Cagliari come si è inserito nel contesto?

L’amministrazione è felice anche se fa fatica a collaborare come vorrebbe perché comunque ci sono un sacco di problemi. Purtroppo il tempo libero dei nostri ragazzi non sarà moltissimo. Avranno una giornata da dedicare all’attività culturale durante la quale visiteranno la città di Cagliari con l’opportunità di fare shopping. Nel giorno libero le nazioni dovranno anche esibirsi per 4/5 minuti in qualche mini show che però faremo in albergo, anche per ragioni di sicurezza.

È già il terzo mondiale che organizzate a Cagliari..

Ogni volta è un’esperienza nuova. Per ciò che riguarda i punti fissi ormai andiamo quasi ad occhi chiusi. Ciò che dev’essere garantito nell’ospitalità alberghiera, nella comunicazione e nei trasporti lo sappiamo e arriviamo ad un risultato che è sempre meno sbagliato. Anche perché nell’organizzazione dei grandi eventi degli errori si commettono sempre.

Sono mancati i grossi capitali..

Non abbiamo usufruito di risorse pubbliche da parte di nessuno. Ci sono quelle del ministero che non sono esagerate, per lo più il grosso è pagato dalle nazioni che pagano una quota a testa per notte. Stiamo riuscendo in regime di volontariato con tutti i collaboratori, gli amici, la scuola,e anche le sponsorizzazioni attraverso le quali stanno vestendo tutti i volontari. La Vodafone ci darà delle sim card gratuite per mettere in rete tutti i volontari. Sarà una comodità perché potremo parlare tra di noi senza alcun costo.

Il Tennistavolo può essere uno sport complesso per chi allestisce manifestazioni di questo tipo?

Per chi organizza non è una disciplina complicata perché si gioca tutto in un grande spazio sportivo. In altre occasioni avevamo da gestire altri eventi sportivi come il calcio e la pallavolo che coinvolgevano almeno 12 comuni diversi. Questo è più bello perché il momento del gioco è anche un momento di socializzazione. Negli altri sport, nel momento in cui ti sposti sul territorio, perdi il momento di socializzazione. È una disciplina molto scolastica. Abbiamo una buona collaborazione con il comitato regionale della Fitet. Non con grandissimi numeri però costantemente, ogni anno, abbiamo organizzato le fasi provinciali e regionali disputatesi sempre a Cagliari.

Cosa si aspetta da questa rassegna iridata?

Il mio più grande desiderio è che i ragazzi si divertano da morire. Perché noi lo facciamo per loro. A volte qualcuno perde la misura e non si rende conto che noi esistiamo perché esistono i ragazzi.

Bisogna sempre ricordarsi che i protagonisti sono loro. E tutto quanto deve essere fatto a loro misura e a loro bisogno. Le cerimonie devono essere adattate all’età e alla pazienza dei ragazzi. Non invece alle nostre esigenze politiche di stare ore e ore a parlare per non dire nulla.

Forse si attendevano più nazioni partecipanti..

Mi aspettavo più adesioni. Questo però sta succedendo ovunque e in tutti gli sport a causa della crisi, in particolar modo europea. Anche con i mondiali di sci in Valle d’Aosta, seppur andati benissimo abbiamo avuto problemi di adesioni. In Turchia per il calcio a 5 abbiamo solo dieci squadre. Non è normale tutto ciò. La crisi che c’è in giro è pazzesca, anzi stiamo tenendo bene il momento.

A proposito di sci, so che sta lavorando su un progetto quasi impossibile

Il risultato che spero di portare a casa prestissimo e che sa di miracoloso è di andare in Iran a fare lo sci. Per la prima volta nella storia questa nazione ospiterebbe una manifestazione internazionale con paesi occidentali. Immaginate cosa voglia dire per me riuscire ad organizzare una cosa del genere.

Ma lei che rapporto ha con lo sport agonistico?

Ho una caratteristica. Non sono mai stato bravo in nulla ma ho praticato tanti sport. Ho giocato a basket, pallavolo, ho fatto un po’ di atletica, un po’ di piscina. L’aver frequentato l’Isef mi ha messo in condizione di conoscere tutte le discipline sportive. L’esperienza nell’ISF ancora di più. Poi mi sono dedicato più a pallavolo e a calcio perché comunque uno fa una scelta di campo, però fondamentalmente sono un cittadino del mondo e un cittadino di tutti gli sport.

In soldoni?

Ho giocato a pallavolo in serie B all’Aquila, Pallavolo Cagliari, e San Paolo. Ho allenato a Sinnai nella B femminile. E a Cagliari in serie C e B2. Poi ho smesso perché ricoprendo prima l’incarico di presidente della Fipav e poi quello della FIGC, cerchi di fare bene questo.

A proposito di incarichi , facciamo un riassunto delle puntate precedenti?

Il primissimo incarico che ho avuto sportivo – elettivo è stato come fiduciario allenatori della provincia di Cagliari di pallavolo. Poi fiduciario regionale, poi presidente regionale Fipav. Parallelamente c’era l’incarico nel settore giovanile del calcio. Nel 1990, è cominciata la mia esperienza nelle commissioni tecniche di calcio nell’ISF. A Cagliari avevamo organizzato un campionato mondiale studentesco di calcio, avevo accompagnato una delegazione in Spagna per le Gimnasiadi e lì ero entrato in contatto con il movimento. Il ministero italiano mi candidò come componente di una commissione di calcio. Successivamente sono diventato vice – presidente europeo, presidente generale europeo e poi mondiale.

Addirittura eletto in casa sua..

Nel giugno del 2010 sono diventato presidente mondiale, casualmente a Villasimius. Tutti i 75 paesi aderenti hanno diritto ad un voto. Mi sono candidato sia io, sia il presidente francese uscente che però ricopriva quell’incarico già da 12 anni. All’ultimo momento ha capito che era meglio fare un passo indietro e prima delle elezioni si è ritirato e quindi sono rimasto solo. Accadde a Villasimius perché avevo candidato la Sardegna come luogo dove poter organizzare l’assemblea generale quattro anni prima. Poi è capitato che proprio in quell’assemblea potessi avere l’opportunità di essere eletto presidente.