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Casa Green, Fratelli d’Italia: “Sinistra e Movimento 5 Stelle non ammettono i rischi della direttiva europea sul patrimonio immobiliare italiano e ligure”

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Fratelli d’Italia
Stefano Balleari (Fratelli d'Italia)

Genova – Non votando l’ordine del giorno l’opposizione dimostra ancora una volta di non voler tutelare la casa e la proprietà privata . «Desta molta preoccupazione la così detta direttiva sulle “case green” con la quale l’Unione Europea vorrebbe imporre agli Stati membri l’obbligo di ristrutturazione degli edifici residenziali e delle unità immobiliari, per raggiungere la classe energetica E entro il 2030 e la classe D entro il 2033. Un’ipotesi che potrebbe avere pesanti ricadute sul mercato italiano e ligure, con una svalutazione del patrimonio immobiliare che danneggerebbe milioni di italiani proprietari di immobili». Così intervengono i Consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Stefano Balleari, Veronica Russo e Sauro Manucci che hanno presentato un ordine del giorno in cui chiedono alla Giunta di attivarsi presso il Governo per un suo intervento a livello europeo che porti ad una revisione della direttiva, introducendo disposizioni compatibili con la peculiarità del patrimonio edilizio italiano e ligure che consentano una graduale riqualificazione e prevedano incentivi volti a mitigare il costo delle ristrutturazioni.

«Purtroppo l’ordine del giorno – continuano gli esponenti di Fratelli d’Italia – è stato bloccato dalla Sinistra e dal Movimento 5 Stelle che hanno così dimostrato di non volere far nulla per scongiurare questa ennesima stangata europea che va a colpire ancora una volta le famiglie italiane e liguri attraverso la casa di proprietà.
Se non verrà modificato il testo della direttiva nella parte relativa alle tempistiche e alle classi energetiche in pochi anni si dovranno ristrutturare milioni di edifici con interventi che andranno a gravare economicamente sulle famiglie italiane e liguri. Senza considerare poi che l’Italia ha un parco immobiliare vecchio, in particolare la Liguria che ha un entroterra composto da piccoli borghi, Comuni e frazioni su cui sorgono immobili storici o secolari per i quali la direttiva proposta risulterebbe di difficile, se non impossibile, applicazione. Inoltre i tempi ridottissimi determinerebbero una tensione sul mercato che porterebbe ad un inevitabile aumento dei prezzi e all’impossibilità di trovare materie prime, manodopera qualificata, ditte specializzate, professionisti ecc.: l’effetto immediato sarebbe quello di una svalutazione della maggior parte degli immobili.
Concordiamo sugli obiettivi di efficientamento energetico che persegue la direttiva, ben consapevoli che occorre una riduzione delle emissioni, ma ne contestiamo la mancanza di flessibilità e di agevolazioni oltre che la tempistica. Per questo – concludono Russo, Balleari e Manucci – è necessario intervenire quanto prima e rivedere l’attuale impostazione della direttiva che per l’Italia e la nostra regione avrebbe conseguenze devastanti ».

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