Home Altro Varie

Cefalee dati preliminari studio Mondino

Sabato scorso si è svolta la V Giornata Nazionale del Mal di Testa. A Pavia la manifestazione è stata organizzata dalla Sezione Lombarda della Società Italiana per le Cefalee (SISC) in collaborazione con l’Istituto Neurologico Nazionale C. Mondino e il Centro Cefalee di Pavia con il patrocinio della Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, del Comune e della Provincia di Pavia.

Nella mattinata di sabato a partire dalle ore 9 fino alle ore 13, in Piazza della Vittoria, nello spazio dell’ex Comitato di Quartiere Centro, medici e ricercatori dell’Istituto Mondino hanno incontrato il pubblico e distribuito materiale divulgativo sula Cefalea.

Obiettivo della giornata è stato quello di fornire informazioni su una patologia che affligge in Italia circa 10 milioni di persone (tra cui anche molti bambini e adolescenti), sui suoi sintomi, sul corretto trattamento degli attacchi di mal di testa e sulle possibili terapie preventive degli stessi.
Nel corso dell’incontro sono stati resi noti i risultati preliminari del progetto “Monitorare per Curare” con le Farmacie di Pavia. Il progetto è stato avviato lo scorso mese di gennaio, per iniziativa dell’Istituto Mondino e dell’Ordine dei Farmacisti, con l’obiettivo di sensibilizzare sull’utilizzo corretto dei farmaci sintomatici anticefalalgici e di prevenire l’abuso di triptani e analgesici da banco.

Risultati preliminari dello studio “Monitorare per Curare”

Hanno aderito al progetto 213 persone affette da cefalea, il 79% donne e il 21% uomini. La percentuale maggiore dei pazienti ha un ‘età compresa tra i 40 e i 60 anni, il 30% ha tra i 20 e i 40 anni, solo un 8% dei pazienti ha più di 60 anni. A soffrire maggiormente di cefalea sono gli impiegati (44%), a seguire gli operai e chi non ha un lavoro (10%), i pensionati (9%), i dirigenti (7%) e solo per un 6% professionisti e casalinghe.
Dai colloqui telefonici con gli esperti del Centro Cefalee dell’Istituto Mondino risulta che

l’età anagrafica di insorgenza della cefalea è al di sotto dei 20 anni per il 53% degli intervistati, tra i 20 e 30 anni per il 25%, tra i 30 e i 40 per il 13%, solo il 9% ha affermato di avere avuto il primo attacco dopo i 40 anni.
Per quanto riguarda la frequenza mensile degli episodi di cefalea, i giorni “neri” per il 37% degli intervistati sono meno di 5, salgono tra 5 e 15 per il 39% e arrivano a più di 15 per il 24%. Ma il ricorso allo specialista per una diagnosi nella metà dei casi è tutt’altro che tempestivo: il 51% si rivolge allo specialista solo dopo 5 anni dopo il primo attacco e appena il 16% entro i successivi 12 mesi.
Una volta effettuata la diagnosi, formulata nel 53% dei casi da un esperto di cefalee e nel 38% dei casi da un neurologo, i pazienti cefalalgici scelgono nel 54% dei casi di essere “seguiti” dal medico di base, ma il 31% non si affida ai consigli di nessun medico o specialista.
E veniamo all’utilizzo di farmaci sintomatici. Se è vero che il 39% di quanti sono affetti da cefalea assume farmaci sintomatici per meno di 5 giorni al mese, il 38% ne fa uso per un periodo che varia da 5 a 15 giorni e il 23% addirittura per oltre 15 giorni. E complessivamente il 34% di chi si affida ai sintomatici lo fa senza la prescrizione del medico, ricorrendo ai farmaci da banco.
“Ad oggi – commenta il prof. Fabio Antonaci, responsabile del progetto “Monitorare per Curare” – siamo arrivati a visitare 100 pazienti e li seguiremo con appuntamenti periodici fino all’aprile del prossimo anno. Come si evince dai dati raccolti solo il 50% di chi è affetto da cefalea va dal medico e sono in pochi a fare uso di farmaci preventivi, anche se sono molti i pazienti che hanno un numero importante di attacchi al mese (15 giorni su 30) e che fanno uso di troppi sintomatici. Non è un caso che, sulla base di queste premesse, il 59% si dichiari insoddisfatto della mancata efficacia dei farmaci”