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Champions League

Il Milan strapazza l’Arsenal

C'è grande attesa per l'ottavo di finale di Champions League tra Milan ed Arsenal, forse il più atteso di questo turno, che ha anche il sapore della rivincita per i rossoneri eliminati dai Gunners nel 2008.
Stranamente, o forse per colpa delle cattive condizioni atmosferiche, San Siro è lontano dal tutto esaurito, ma l'atmosfera è quella delle grandi nottate di Coppa.
Allegri dà fiducia a Robinho e lancia Boateng dal primo minuto, a centrocampo spazio a Seedorf, in difesa è Mexes a far coppia con Thiago Silva.
Wenger lascia Henry in panchina insieme all'atteso Chamberlain, Walcott agisce sulla fascia con Van Persie a fare il guastatore.
Champions League, Milan-Arsenal 4-0: tabellino, commenti, pagelle
Milan (4-3-1-2): Abbiati; Abate, Mexes, Thiago Silva, Antonini; Seedorf (12' Emanuelson), Van Bommel, Nocerino; Boateng (24' st Ambrosini); Ibrahimovic, Robinho (41' st Pato). A disp.: Amelia, Nesta, Bonera, El Shaarawy. All.: Allegri.
Arsenal (4-2-3-1): Szczesny; Sagna, Koscielny (44' Djorou), Vermaelen, Gibbs (21' st Oxlade-Chamberlain); Song, Arteta; Walcott (1' st Henry), Ramsey, Rosicky; Van Persie. A disp.: Fabianski, Cocquelin, Arshavin, Benayoun. All.: Wenger.
Arbitro: Kassai“


Il primo quarto d'ora è di studio, nessuno vuole rischiare ma è chiaro che sono i rossoneri a scegliere tempi e ritmi di gioco, si infortuna subito Seedorf, che è il primo a cercare la porta avversaria calciando la sfera sull'esterno della rete, che lascia il posto ad Emanuelson.
Il Milan cambia marcia e al 15' Nocerino inventa un assist per Boateng che, da posizione decentrata in area, si inventa un tiro potente e preciso che supera il portiere, picchia sotto la traversa e si insacca incendiando San Siro.
L'Arsenal è tramortito, intimorito e pavido, con poche idee e ben confuse, gioca a ritmi bassi, fa possesso palla ma non riesce neppure a fare il solletico alla granitica difesa rossonera.
In avanti i rossoneri sono sempre vigili, attenti e rapidi con Robinho che giostra a tutto campo e IBra che fa la boa, prendendo e dando botte.
Ci prova Nocerino con un tiro a spiovere che sfiora la traversa, l'Arsenal è sempre più fumoso, inesistente sulle fasce proprio lì si fa sorprendere al 39' quando Ibra scatta e, raggiunta la linea di fondo, centra per Robinho che di testa trova l'angolo più lontano per il gol del 2-0 che è specchio fedele di quanto visto in campo.
Il finale vede ancora occasioni rossonere con prima Boateng, poi Antonini che sfiorano il palo alla sinistra del portiere.
La ripresa vede Henry in campo al posto di un impalpabile Walcott, l'Arsenal prova ad alzare la testa ma senza riuscirci, è invece sempre il Milan a fare la partita in avanti e dopo un paio di situazioni in cui manca l'ultimo passaggio,al 54' Robinho si acentra e lascia partire un tiro secco dal limite che non dà scampo al portiere accendendo nuovamente San Siro per il 3-0.
L'arsenal si vede per la prima volta al 65' con un gran tiro al volo di sinistro di Van Persie su cui Abbiati si supera con una deviazione prodigiosa.
Il Milan attacca e fallisce ancora il gol prima con Antonini che calcia a lato, poi con Robinho che calcia su un difensore.
Risponde ancora di testa Van Persie ma è ancora attento e reattivo Abbiati che respinge d'istinto.
Al 77' Djorou frana addosso a Ibra regalando il penalty ai rossoneri, calcia lo stesso centravanti svedese che insacca per il 4-0.
Nel finale entra anche Pato che ha un paio di buone chances per arrotondare ulteriormente il risultato senza però riuscire a gonfiare la rete.
Vince dunque il MIlan che gioca una delle sue 'solite' partite di Coppa, semplicemente perfetta, senza sbavature e senza nulla concedere all'avversario, tatticamente ineccepibili i rossoneri giocano con attenzione, determinazione ed efficacia, divenendo, come al solito , letali e straripanti quando aprono preso le marcature.
L'Arsenal, come tanti avversari distrutti quest'anno a San Siro, danno l'impressione di essere non pervenuti, poco reattivi, timorosi, senza idee, lenti, annichiliti da un avversario che li ha sovrastati in tutte le zone del campo.
Un'ennesima lezione al calcio d'Albione che sta dimostrando di essere in decisa crisi nella massima competizione europea.
I migliori: nel Milan Boateng e Robinho, nell'Arsenal Van Persie e Rosicky. 
Giuseppe Floriano bonanno