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Chiusura Scarpino, Rixi: “Ai genovesi il conto per portare la rumenta fuori città”

«L’intervento dell’assessore Garotta arriva fuori tempo massimo. Per le gravi inefficienze in tema di gestione dei rifiuti da parte dell’intera sinistra genovese, purtroppo i cittadini si troveranno a pagare l’ennesimo conto, salatissimo, per esportare la propria rumenta fuori città. Da anni le tariffe sui rifiuti a Genova sono tra le più care del Paese e quest’anno, c’è da scommetterci, non si invertirà la tendenza».

Questo il commento di Edoardo Rixi, consigliere regionale e comunale della Lega Nord, sulla mancata proroga di conferimento nella discarica Amiu di Scarpino a Genova.
«Una decisione che pare abbia colto impreparati solo l’assessore comunale ai Rifiuti e Amiu visto che da anni, è noto, la discarica funziona solo grazie ad apposite autorizzazioni in deroga rilasciate dalla giunta Burlando. Sono mesi che chiediamo una seduta di consiglio comunale da dedicare interamente al tema dei rifiuti e trovare una soluzione, ma ancora oggi viene negata dal sindaco Doria.
È evidente che manchi una seria programmazione nella gestione dei rifiuti sia a livello comunale sia regionale visto che oggi siamo costretti a rimpallare la rumenta da un Comune all’altro del nostro territorio. Oltre ai sindaci rossi che si sono succeduti a Palazzo Tursi e ai cda di Amiu – evidentemente inadeguati al compito – penso che gran parte delle responsabilità di questa situazione di collasso dell’unica discarica genovese sia da attribuire anche all’assessore regionale all’Ambiente Briano, oggi europarlamentare, che in questi due anni, mentre Scarpino era in procinto di esplodere, è riuscita solo a far conferire, a più riprese, a Genova i rifiuti prima di Napoli poi di Roma delle giunte “amiche” targate De Magistris e Marino».