E’ solo attraverso l’impiego di manager preparati e competenti che sarà possibile superare il momento di recessione e rilanciare il Paese.
Questo, in estrema sintesi, quanto è emerso questo pomeriggio nel corso del convegno “La
Cultura Manageriale per il rilancio del Paese” organizzato da CIDA – Manager e Alte
Professionalità per l’Italia (la Confederazione sindacale che rappresenta unitariamente a
livello istituzionale dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato) e svoltosi
presso la sede della Camera di Commercio di Genova.
Sono intervenuti: Sauro Gazzoli (Coordinatore di Cida Liguria), Marco Vezzani
(Vicepresidente Cida) e Remo Lucchi (Presidente Onorario Gfk Eurisko). Al dibattito finale,
moderato dalla giornalista di Tgr Liguria Emanuela Pericu, hanno partecipato anche quattro
esponenti del mondo politico: Matteo Campora (Consigliere comunale di Genova e candidato
alle prossime elezioni europee), Sergio Cofferati (Parlamentare europeo e candidato alle
prossime elezioni europee), Sergio “Pippo” Rossetti (Assessore al bilancio della Regione
Liguria) e l’ex ministro Claudio Scajola.
Il convegno odierno ha avuto come obiettivo quello di cercare scavare a fondo nel sistema
manageriale italiano anche mettendolo a confronto con il resto d’Europa. Con il 3,5% l’Italia
infatti è, tra i principali paesi dell’Unione Europea, quello con la percentuale più
bassa di manager tra i lavoratori occupati contro il 10,8% della Gran Bretagna, il 5,8%
della Francia, il 4,7% della Spagna e il 4,4% della Germania. Il dato italiano è anche ben al di
sotto della media dei 28 paesi dell’Unione (5,7%). In Liguria esso è ancor più basso: su 457
mila occupati (novembre 2013) il numero dei dirigenti privati e pubblici, infatti, è di
circa 7 mila pari a meno del 2%.
La ricerca di Gfk Eurisko “Ruolo sociale dei dirigenti: posizionamento di fatto e percezioni” è
stata presentata dal Presidente onorario Remo Lucchi. Lo studio, che ha preso come campione
369 dirigenti, 657 fra impiegati apicali e quadri, 136 imprenditori di aziende strutturate e 823
italiani adulti per un totale complessivo di 1985 soggetti interpellati, è stato incentrato sulla
percezione dei manager e delle élites legate al sistema dell’impresa: imprenditori, dirigenti, ed
il personale giovane e medio giovane di talento che può aspirare a crescere, a fare carriera.
Se da un lato la stragrande maggioranza degli intervistati (91%) si è detta convinta
che la situazione dell’Italia non migliorerà nei prossimi 12 mesi, dall’altro, per un
contributo fattivo per il rilancio, l’opinione pubblica ripone le attese proprio nelle
élites. Fra queste ultime la figura dell’imprenditore è quella connotata dalla visibilità più solida
(70%), seguita dai liberi professionisti (53%) e dai dirigenti (44%). In particolare, la
candidatura dei dirigenti è risultata particolarmente auspicata dalla élite stessa.
La ricerca, inoltre, ha concentrato la propria attenzione sul Nord dove, per la pubblica opinione,
il dirigente non spicca per una sua superiore capacità di “servire il Paese”, piuttosto per una
sua lieve focalizzazione nel “servire le organizzazioni” nelle quali opera. Il Nord è il territorio
nel quale il dirigente si sente più esposto ai rischi professionali (rischio licenziamento in primo
luogo) e dove, più che altrove, il dirigente deve saper alzare lo sguardo e riformulare la sua
visione del ruolo e le sue proposte con un superiore esercizio di consapevolezza.
«La “cultura manageriale” è cambiata profondamente: basti pensare ai rapporti con la politica,
a quelli con gli imprenditori, alla perdita di status – ha detto Marco Vezzani – Questo ha
messo in crisi molti di noi e ci ha indotto a profonde riflessioni, la prima delle quali è che crisi
del Paese e dei manager vanno in parallelo. Tuttavia riteniamo che i manager siano
portatori di valori e di idee forse non “di moda” ma decisivi per il Paese. Ai politici
presenti abbiamo voluto proporre una visione e un racconto di un’Italia con un forte risparmio
e avanzo primario, che rispetta i vincoli europei, che ha il secondo export europeo, che ha una
manifattura straordinaria ed enormi potenzialità nel “ben-essere”; una regione, la Liguria, che
è prima nella logistica e terza nella meccatronica. Alla politica – ha concluso – vogliamo
chiedere di credere nell’ Italia e di aiutarci a fare il nostro mestiere di manager».
«Per “cultura manageriale” si deve intendere il possesso e l’impiego di competenze e valori nel
ricoprire incarichi di responsabilità e autorità – ha detto Sauro Gazzoli – Le competenze non
sono solo specialistiche ma soprattutto relazionali, quali: visione, innovazione, leadership,
motivazione delle persona, orientamento al risultato ed al cliente e ricerca dell’eccellenza. I
valori principali sono la competitività, il merito, l’etica e la responsabilità sociale. Più
esprimiamo questa cultura e più contribuiamo al successo di ogni iniziativa ed alla
soddisfazione nostra, dei collaboratori e di tutta la comunità. Il merito del successo di una
attività produttiva va sempre a tutti i lavoratori, ma il demerito e spesso la colpa degli
insuccessi risiedono principalmente nel management. Perché quindi non promuovere,
valorizzare e diffondere queste competenze e questi valori – ha concluso – anziché
parlare di manager solo per stipendi ingiustamente esagerati di pochissimi di loro o
per porre tetti retributivi lineari con un approccio tutt’altro che manageriale?».
CIDA – Manager e Alte Professionalità per l’Italia è la Confederazione sindacale che rappresenta
unitariamente a livello istituzionale dirigenti, quadri e alte professionalità del pubblico e del privato. La
nuova CIDA nasce formalmente il 4 luglio 2012 e tiene l’11 luglio 2012 l’Assemblea Costituente che ha
eletto il Presidente e gli altri organi. CIDA – Manager e Alte Professionalità per l’Italia vuole
promuovere e accrescere il dialogo, la concertazione, la partecipazione e il coinvolgimento quale
interlocutore unitario del management e le alte professionalità verso istituzioni e compagini politiche e
sociali. Vuole soprattutto portare il contributo dei manager e delle alte professionalità al rilancio del
Paese.
Le Federazioni aderenti a CIDA sono: Federmanager, Manageritalia, FP-CIDA, CIMO-ASMD, Sindirettivo,
FENDA, FNSA, Federazione 3° Settore CIDA, FIDIA, SAUR.






