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Cinghiali, sì del Consiglio Regionale alla proposta di Muzio (FI) che chiede l’intervento dei Prefetti

cinghiali
Claudio Muzio

Sul tema del contenimento della proliferazione degli ungulati il Consiglio Regionale ha approvato questo pomeriggio a maggioranza la mozione presentata dal capogruppo di Forza Italia, Claudio Muzio, che impegna la Giunta Toti a richiedere una norma nazionale che consenta ai rappresentanti territoriali del Governo, cioè i Prefetti, responsabili dell’ordine pubblico, di intervenire con misure adeguate alle dimensioni del problema, senza escludere provvedimenti drastici per raggiungere gli obiettivi prefissati dai piani regionali di abbattimento, come peraltro richiesto da tempo anche da Coldiretti.

“Quello dei cinghiali – dichiara Muzio – è ormai diventato un problema di ordine pubblico e di pubblica sicurezza e come tale va trattato, a tutela dei cittadini, degli imprenditori agricoli e di chi, con passione e sacrificio, cura i terreni, soprattutto nel nostro entroterra. La situazione, appesantita dalla peste suina e dalle relative norme sanitarie che ne disciplinano il contenimento, è davvero grave e gravida di conseguenze sul piano economico, ambientale e a livello di sicurezza”.

“A conferma di questa gravità – spiega il capogruppo di Forza Italia – basti pensare che sulle strade italiane i cinghiali e gli altri animali selvatici provocano un incidente ogni 41 ore e nell’ultimo anno si contano purtroppo 13 vittime e 261 feriti gravi, mentre su base decennale il numero di incidenti gravi con morti e feriti è praticamente raddoppiato (+51%). Per quanto riguarda invece i danni all’agricoltura, dal 2015 al 2021 hanno sfiorato i 120 milioni di euro, con importi che oscillano tra 14,65 e 18,7 milioni di euro all’anno”.

“Ricordo inoltre – sottolinea ancora Muzio – che secondo uno studio dell’ISPRA, redatto sulla base delle cifre disponibili sui cinghiali prelevati e dei parametri reperibili nella letteratura scientifica l’attuale popolazione degli ungulati, dal 2015 al 2021 sono stati abbattuti circa 1.800.000 capi, con l’86% di tali abbattimenti avvenuto in attività di caccia ordinaria e soltanto il restante 14% per mezzo di attività di controllo faunistico”.

“E’ chiaro che abbiamo dinanzi un quadro che richiede interventi urgenti, emergenziali e di forte impatto per arginare un fenomeno che assume dimensioni sempre più preoccupanti. E’ altresì chiara da tempo la necessità di emendare la legge sulla caccia 157 del 1992 ed è quello che, per quanto mi riguarda, chiedo e propongo da almeno anni. Ho accolto perciò positivamente le modifiche alla legge 157/1992 inserite nella manovra finanziaria 2023 in materia di gestione e contenimento della fauna selvatica: rappresentano un passo in avanti rispetto allo stato attuale, ma si tratta pur sempre di misure con impatto nel medio e lungo termine, mentre l’emergenza è adesso. Auspico perciò che si possa procedere oltre, riconoscendo che siamo di fronte ad un problema di ordine pubblico e assegnando conseguentemente ai Prefetti gli adeguati poteri d’intervento in materia”, conclude.

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