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Giorno della Memoria Commemorazione Giorno della Memoria  LICEO GIOVANNI DA VIGO – NICOLOSO DA RECCOCON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI RAPALLOTeatro delle Clarisse, mercoledì 1° febbraio 2012 – ore 10 IL DOLORE E LA MEMORIA DIETER SCHLESAK presenta i suoi due volumiIl farmacista di Auschwitz  e L’uomo senza radici Introduzioni di Vivetta Valacca, Poeta, Direttore Artistico di ADS Italia, docente del Liceo Da Vigocon un’anteprima de La luce dell’anima di Dieter Schlesak e Vivetta ValaccaLa Signoria Vostra è invitata a partecipare 

Dieter Schlesak poeta, saggista, romanziere, traduttore e pubblicista è uno dei  più importanti poeti di lingua tedesca. Membro del centro P.E.N. ha ottenuto numerosi riconoscimenti e premi letterari, quali:

1980: Andreas Gryphius-Förderpreis1989: Schubart-Literaturpreis1993: Nikolaus-Lenau-Preis 1994: Hauptpreis Prosa/ Ostdeutscher Kulturrat. 2001: Für das Gesamtwerk die Ehrengabe der Schillerstiftung/Weimar.

2005: Dr. Honoris causa, Universität Bukarest.

2006: Maria Ensle Preis, Stuttgart alla carriera.

2007: Premio  “Umberto Saba”, Trieste (Insieme a  Claudo Magris).

Ha pubblicato: Sozialisation der Aus­geschlossenen [Socializzazione degli esclusi], Rowohlt, 1975 (tradotto in Olandese nel 1978).

Testi poetici: Grenzstreifen, Bukarest l968; Briefe über die Grenze, Schlender, Göttin­gen l978; Weiße Gegend, Rowohlt, Reinbek l981; Aufbäumen. Gedich­te und ein Essay, Rowohlt, Reinbek 1990; Landsehn, Druckhaus Galrev. Berlin 1997; Tunneleffekt. con una postfazione "Fragmente zu einer posthumen Poetik"[ Frammenti per una poetica postuma], Druckhaus Galrev, Berlin 2000; Lippe Lust. Poesia erotica; Weiße Gegend, Gedichte, Lyrik-Edition 2000, Hrsg. Heinz Ludwig Arnold, München 2000; LOS. Reisegedichte, München 2002, pubblicati da Buch&medi@ GmbH, München.

Di particolare rilievo le sue Poesie meditative sulla Cappella Sistina:

Bildmeditationen in ”Das Neue Licht Michelangelos”, Kunstdruckdokumentation der renovierten Sixtinischen Kapelle, 3 Bde. 1989-1991.

Saggi: Visa, Ost West Lektionen, S. Fischer, Frankfurt l970; Geschäfte mit Odysseus, Hallwag, Bern l972;

Romanzi: 1986: Vaterlandstage (1995 rumänisch: Zile acasã), 2001: Die Kunst des Verschwindens (L’arte del dileguare) 1986; Der Verweser (Il corruttore), Gutenberg neue medien, Allitera Verlag, München 2002; Namen, Liebes- und Todesgedichte, Ludwigsburg 2007; VLAD. Die Dracula-Korrektur, Ludwigsburg 2007.

Inoltre saggi su letteratura, fenomeni di confine e religione, drammi radiofonici e altri lavori per la radio.

Opere in traduzione italiana: Bandiere bucate. Viaggio dentro una rivoluzione, Moretti & Vitali,  1997, Testi poetici in: Carlo Mattioli: Il Crocefisso, Firenze 1990. Settanta volte sete. Oltrelimite. Poesie, Edizioni ETS, 2006.

Infine il successo internazionale dei volumi Il farmacista di Auschwitz, Garzanti 2009 (trad. di Capesius, der Auschwitzapotheker, Bonn 2006, romanzo-saggio che si avvale della conoscenza diretta del protagonista da parte dello scrittore e di testimonianze e documenti storici frutto di un’accurata ricerca, e de L’uomo senza radici, Garzanti 2011, romanzo fortemente autobiografico che, a partire dalla morte della madre, a ritroso, va alla ricerca dell’Heimat, la piccola-patria dell’infanzia, la Transilvania, consegnando alla scrittura un mondo ormai perduto, e della propria identità, contrassegnata dalle tragedie del nazismo, della dittatura rumena e del’esilio. Entrambi  i testi hanno la prefazione di Claudio Magris.Vivetta Valacca, poeta del Mito, è nata ad Alessandria e vive a Rapallo, sua città d’elezione, dove è docente di Lettere presso il Liceo Classico “Da Vigo”;  ha al suo attivo la collaborazione con la rivista Mondo Archeologico (Ed. Corrado Tedeschi, Fi.) con numerosi saggi, inoltre ha pubblicato:Una vita per la Torà. Raccolta di discorsi del Rabbino Ruggero Coen (Fi. 1983), Gabriele D’Annunzio e i fratelli Palli (Casale M.to 1991), Dio e gli stranieri (AAVV  in Atti del Convegno nazionale La posizione del debole nella Bibbia, Fi. 1987),  Al di là dei gesti, analisi del folklore casalese alla luce delle matrici classiche e indoeuropee (Casale M.to 1998).

Ha pubblicato la trilogia poetica di argomento omerico Il mare dai mille occhi (Campanotto editore 2006 – in esaurimento la seconda edizione), Lo specchio del mondo (Campanotto Editore 2006) e La danza delle onde (Campanotto Editore 2007). Nella sua opera si riappropria del mito per esprimere se stessa e la sua umanità e si rivolge al lettore attraverso immagini, figure e situazioni da sempre emblematiche della condizione umana. Per questo lei afferma di fare mitopoiesi in chiave esistenziale, assecondando il "ritmo interiore", cioè il "ritmo primordiale" da cui è nato l'épos. Nella sua opera dichiara di essere stata guidata da un ideale prettamente estetico sentito come un’esigenza: bisogna che la bellezza del gesto o del pensiero, infine, riscattino la sofferenza.

L’opera poetica dei  due autori è sfociata nella scrittura a specchio del dialogo d’amore La luce dell’anima, edizioni ETS, Pisa 2011      Mercoledì 1° febbraio alle ore 10, al Teatro delle Clarisse , gli studenti del Liceo da Vigo – Nicoloso incontreranno il poeta tedesco Dieter Schlesak nell’ambito della commemorazione delle giornate dedicate al ricordo della Shoah. Dieter Schlesak ha scritto Il farmacista di Auschwitz, tradotto e pubblicato in tutto il mondo, e L’uomo senza radici, editi in Italia da Garzanti con la prefazione di Claudio Magris. Come dice la Dirigente Scolastica Nazaria Maria Persia «i due libri saranno presentati per l’occasione e ci riporteranno a cogliere il senso del dolore e della memoria di quei giorni».Dieter Schlesak, nato in Transilvania, da una famiglia tedesca, è bambino al momento dell’occupazione nazista, ma per tutta la vita peserà su di lui, come un trauma irrisolto che lo porterà alla scrittura di queste opere, il ricordo della cittadina natale che si spopola progressivamente dei cittadini ebrei, avviati ai forni, e di coloro che collaborano all’infamia.In particolare il farmacista di Auschwitz è l’amico di famiglia Victor Capesius, che fornisce ai lager il gas letale, e il libro è una precisa ricostruzione dei fatti basata su un lunghissimo lavoro di documentazione.Sarebbe quindi riduttivo definire il libro come semplice romanzo, vista la realtà dei fatti e dei personaggi narrati;  uno solo di essi, l’ebreo sopravvissuto Adam, ha un nome immaginario, ma Schlesak lo “costruisce” dando voce, attraverso di lui a persone realmente intervistate, autentiche depositarie di quei ricordi.Ma ciò che maggiormente conferisce valore all’opera è la profonda empatia dell’autore nei confronti delle vittime e il suo interrogarsi su come gli uomini abbiano potuto macchiarsi di questi crimini.Il secondo libro, L’uomo senza radici, ugualmente autobiografico, racconta del viaggio di ritorno in Transilvania dopo la morte della madre. È un viaggio in cerca dell’ Heimat, la casa, con le sue figure e i suoi riti, e della piccola patria di appartenenza, un mondo ormai perso per sempre.Ma la patria ha un volto ambivalente: è la patria persa, la terra dei suoi antenati, ma è anche la terra volontariamente lasciata, quella che Schlesak  stesso ha definito «mondo amato, ma anche odiato, perché è stato anche un nido di crimini, di due crimini, quello nazista e quello comunista».Infatti Dieter Schlesak , dopo aver difeso i valori della Letteratura e della libertà di pensiero dietro la Cortina di ferro, sotto la dittatura comunista, scelse la via dell’esilio e della testimonianza. A guidare gli allievi nella comprensione dei testi sarà la professoressa Vivetta Valacca, saggista e poeta, nota per la trilogia Il mare dai mille occhi, Lo specchio del mondo e La danza delle onde.Vivetta Valacca è Direttore Artistico dell’Associazione Dieter Schlesak, ma soprattutto è autrice, insieme a Dieter Schlesak dello specchio poetico La luce dell’anima, da poco pubblicato da ETS (Pisa).L’omaggio dei due autori al pubblico sarà, al termine della mattinata, una lettura dal loro dialogo lirico, un percorso in cui l’amore si configura come suprema via per la conoscenza.«Sarà un modo» dice Vivetta Valacca «per onorare la cultura ebraica. Le nostre sono infatti le liriche del bashert. Bashert è una parola yddish che significa  “predestinato”. Nella sapienza ebraica, similmente al mito di Platone, si crede che in cielo l’anima possieda sia il principio maschile che femminile e che al momento della nascita i due principi si scindano e il principio maschile si incarni in un corpo maschile, quello femminile in un corpo femminile. Per questo gli esseri umani sarebbero alla ricerca della propria metà, che è quella conosciuta in cielo. E sarà anche un messaggio di speranza rivolto ai ragazzi, visto che l’essere umano può macchiarsi dei crimini più spaventosi ma può anche essere protagonista dell’amore più elevato»